Giampaolo Centofanti blog

Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa

Gesù e l’interpretazione

Gesù e l’economia

Alcuni esempi

Giovanni Battista

Tre semi di Gesù per una nuova epoca

Ecco l’agnello di Dio

Il problema in 2 minuti e mezzo

Il sempre nuovo venire di Gesù chiave di ogni cosa

Guide: profondità e ansia

Poteri speciali al presidente del consiglio

Domanda chiave

L’era di Gesù, chiave di ogni cosa

L’era nuova di Gesù Dio e anche uomo

La fede e il potere

I problemi concreti dei cristiani

Le guide e la sete della luce

Alla scoperta dell’amore meraviglioso di Gesù

La sordità, piaga-segno fontale di questa epoca

Stupore di fabbrica

Arroganza mediatica

Nuove riflessioni inedite sulla vita di Gesù

Il caso e/o la necessità

Autoblocchi alla rivoluzione

La tragicommedia della dittatura attuale

Perdono o pochi si salvano?

Il segreto del tempo

Madonna della fiducia

Preghiera di fiducia

Lascia che canti un canto,
lascia che soffi il vento,
lascia che il tempo
porti i suoi doni,
lascia che il cielo
che tutto comprende
dica il tuo mistero
bello,
tu che t’eri giudicato.
Lascia il controllo,
perdi l’inganno del tuo
criterio,
volgi contento il tuo
sguardo al bene venuto,
che porta lontano.
Lascia l’affanno
di un frutto vano
e il moralismo
che t’hanno inculcato.
Vivi il bene che puoi,
che Dio ti ha donato,
non quello strano,
forzato.
E quando provi
sconforto
ricorda che patì
anche Abramo,
e ad ogni uomo
un angelo venne
in soccorso
donando parole
come “alzati e mangia,
prosegui il cammino”
o “non temere,
ché Dio ascolta
il tuo grido”.

Preghiera d’abbandono

La ferita mortale di questa civiltà

Lascia soffiare il vento

Politica, le fondamenta ignorate

Le vie del Signore

Estate

La fede e la misura

Società: un salto di qualità necessario come il pane

Chiamata di Frida

Teresa di Calcutta

La croce del sud

La lotta dell’attesa

Sapienza 7, 22-30

Una piccola vela nel mare

La dodicesima ora

Non ci abbandonare alla tentazione?

Comunità In cammino con Maria e Gesù

Oblazione di Vincenzina

Pellegrinaggio per l’Appia antica

Lo spegnimento della vita autentica

Problematicità degli accorpamenti di diocesi

Un inganno di certa pastorale

La tentazione dei poteri ecclesiali odierni

Verso una nuova era?

La fede distorta dal razionalismo

L’odore delle pecore

Secondi vespri

Sentinella, cosa vedi?

Come viene l’oltre di Gesù?

I rapporti tra i principali orientamenti ecclesiali

La buona fede di Francesco

Una significativa distrazione

Cercare le vie del discernimento

Chiesa gerarchica: una sopravvivenza in pericolo?

Religione e fede

La ricerca del discernere divino e umano di Gesù

Lo sguardo di Gesù sulla gente

Un ritiro sulla cresima

La preghiera in Maria e Gesù

Non c’è qui ancora un profeta del Signore da consultare?

Dopo le votazioni

Dimostrazione della classe sociale del pensiero unico

L’effetto civetta del calcio

Una pista mediatica nuova

Là mi vedranno (Mt 28, 10)

Competenze

Vedere o non vedere

Dopo la sincronia muore la diacronia

Non mi pare, non comprendo

I pochi media scampati all’uniformismo

I ritornelli autorivelatori

Spunti sul discernimento 2

Spunti sul discernimento

G. Centofanti su Radio PdF 2

G. Centofanti su Radio Popolo della Famiglia 1

San Giovanni centenario

La Juventus e il potere

Domande ad Avvenire

Canti in questo difficile tempo

La gabbia invisibile

Il trasparire dei miracoli

Poesie dell’alba

La pseudo tecnica e l’inganno del numero

Un ritiro sulla confessione

Il cantare della Pasqua

Lunedi’ dell’angelo

Rinnovo delle promesse battesimali

Breviario pasquale

Pasqua

Pasqua del figlio maggiore

Annunciazione

L’arte predicibile

La natura del vento

La strutturazione della Curia Romana

La voce nel deserto

Vaticano: un decisivo documento sulla scuola

Il segreto del figliol prodigo

La nazionale e gli apparati

Una nuova presenza negli ospedali

Ecce homo

Martiri del metaverso

Tutto per caso a favore di chi?

Canti al tempo del metaverso

Coincidenze a senso unico

La vita dal basso nonostante i poteri

Commento al vangelo (Lc 13, 1-9) di domenica 20 marzo 2022 (III di Quaresima, anno C)

Una madre

Il ristagno di una fede senza profeti

Come ama Gesu’ nei vangeli

Risposta a Lucio Caracciolo

Lo spettro elusivo

La solidarieta’ vista da Gesu’

Cosa dimostra Kirill

Guerra

Rete di cristiani e pericoli

Genitori

La Parola nella vita concreta

Cose di cui il sistema non parla

Solo lo Spirito comunica, il male chiude

La retorica sui profeti

Commento al vangelo di domenica 13 marzo 2022 (Lc 9, 28-36)

Fede autentica e pensiero unico

Commento al vangelo di domenica 6 marzo 2022

Commento al vangelo del 27 febbraio 2022

Frequenti riduttive precomprensioni

Gesu’, la Chiesa, il potere

Seconda Ave Maria

Ucraina: emergenze alternative?

La fecondazione di Cana

La rivoluzione dei siti alternativi

Il vero sensus fidei

Il sistema distrugge la salute integrale

Una suora colombiana malata

La misura di Dio

La tecnica e la salute

Frammento 3

Vie di fondo e specificazioni

Il vero maligno e i fantasmi

Guide spirituali: vie concrete per un oltre

Le persone rinnovano la storia

Conversione di Rainer all’edicola dolomitica

Confessone ideologica o incontro con Gesu’ vivo?

Spaccatura o traboccamento?

Aggregatori di contenuti, non di scuole di vigogna

Domande alla Chiesa in sinodo

Dove Gesu’ si manifesta

Le conseguenze meccaniche del razionalismo

Canto di una nonnina

Il segreto della cartula di San Francesco

Un indispensabile cambio

Eucarestia

Il robot e il Magnificat

Ave Maria

La Chiesa, la stampa e la vera opinione pubblica

Sinodalita’ e lupi

Speranza di popoli marini

La sequela e l’arte

La luce, la nube, la Parola

L’attuale primordiale cultura

Il controsenso degli apparati

Gesu’ e l’imposizione

Il canto di Maria

Il Gesu’ vivo che ci porta

La’ mi vedranno

Le piu’ diffuse tendenze nella Chiesa

Le nozze di Cana

Un punto di verifica

L’equilibrio di Dio

I violenti se ne impadroniscono?

Solo in Gesu’ si metabolizza la cultura

In tutto il mondo preghiamo: #Ave Maria, grazia!

Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Riponiamo tutto con fiducia oltre ogni difficoltà in questa brevissima preghiera chiave: Ave Maria, grazia.

#Ave Maria, grazia!

Hashtag preghiera chiave

Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Riponiamo tutto con fiducia oltre ogni difficoltà in questa brevissima preghiera chiave: Ave Maria, grazia.

#Ave Maria, grazia!

Salga da ogni dove una preghiera chiave

Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Riponiamo tutto con fiducia oltre ogni difficoltà in questa brevissima preghiera chiave: Ave Maria, grazia.

La rinascita verra’ dalla preghiera

Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Riponiamo tutto con fiducia oltre ogni difficoltà in questa brevissima preghiera chiave: Ave Maria, grazia.

Diffondiamo una brevissima preghiera chiave

Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Riponiamo tutto con fiducia oltre ogni difficoltà in questa brevissima preghiera chiave: Ave Maria, grazia.

Artificiocrazia?

Diffondiamo questa brevissima preghiera

Nuove vie del pensiero unico

Preghiera

La grazia per tutta la nostra umanita’

L’ascolto di Maria

Il motivo di certa sordita’ tra alcune guide

Buon anno!

Buona grazia, molta grazia, rin-graziamento, ecco l’eu-carestia, tutto con Maria nella grazia di Gesù. Non di solo pane vive l’uomo non significa mettere il pane da una parte e lo Spirito dall’altra. Significa che ogni dono di Dio è grazia e cresce, si moltiplica, scioglie i nodi, apre strade. E la parola grazia significa leggerezza, bellezza, gratuità, carità, dono: Dio ci conosce più di noi stessi e sa come donarci cose belle, proteggerci, sostenerci, portarci verso la vita piena con ogni bene.

Nm 6, 22-27
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: Così
benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Te deum

Un nuovo rapporto fede-scienza

Comunicazione dal vivo e non

Affidarsi al vero Gesu’

La mediazione umana nella stesura dei vangeli

Realta’ e finzioni

Fiducia

La crisi letta da Pirro

Lo Spirito di Gesu’ nel cuore

Piccoli canti del Natale

Un punto chiave: il papato

La via che dipana

Come ha guidato Gesu’ la Chiesa nascente?

La via della rinascita personale, ecclesiale, sociale

Un discernimento sereno

Cosa fa rinascere

Doppiopettismo o poverta’ di spirito?

Lo Spirito vivisezionato

Cappella della Fiducia

In bocca e/o nella mano?

Isaia e l’oltre

L’ideologia annulla persone e comunita’

La falsa uguaglianza si manifesta

La rinascita della preghiera comune

Perche’ perseverare

Un ritiro su cresima e riconciliazione

La fede

Liberta’ di coscienza a comando

Un semplice ritrovarsi

La Trinita’ vivisezionata

Ascolto

Il pensiero unico si riconosce tale

Miei testimoni perche’ con me fin dal principio

I sepolcri dei profeti

I percorsi automatici dei razionalisti

La farsa dei media sempre piu’ scoperta

Galli della Loggia scopre l’acqua calda

La rivoluzione del cercare spunti nuovi

Le chiusure ingannevoli

La grazia che ci porta

Il calcio del potere

Conservare la pace

La logica del Titanic

La gabbia del concetto, la liberazione del seme

Ministri dell’unzione degli infermi?

Gesu’, la fede ebraica e la Parola di Dio

Il guado dello Yabbok della cultura

Ancora metodi del sistema

Una gioia, un conforto, una fiducia, che niente ci puo’ togliere

La dinamica della Parola

Sinodalita’ autentica o mero fare

Il drammatico contrasto tra profezia e istituzione

Quali parole ha detto davvero Gesu’?

L’illuminante concilio di Gerusalemme

Un discernimento ancora primordiale

Alla rinnovata scoperta del vangelo di Giovanni

Imparare dal popolo fedele

Autotest di sinodalita’ per pastori

Panem et circenses

Nel cuore della Chiesa

La nuda verita’ di ciascuno

Patto educativo globale: quando aiuta una viva democrazia e quando favorisce finanza e big tech

La falsa sinodalita’ razionalista

Fammi conoscere, Signore, le tue vie (Sal 24)

Le chiacchiere terreno del tentatore

Centrati nei vangeli

Alcuni limiti di certa formazione spirituale

Una falsa, manipolante, fratellanza

Ho liberato dal peso la sua spalla (Sal 80)

Francesco alla diocesi di Roma

Il miracolo di ogni vocazione

Acqua, olio, pane, vino

L’onnipervasivita’ della tecnica o la spiritualita’

Intenti buoni e vie complementari

Una partecipazione solo apparente

L’esaurirsi delle vie non centrate

La Parola che sorprende

Il bisogno di autentici cercatori del vero

Il discernimento di Giuseppe

Una situazione drammaticamente glissata

Sviluppi della piccola via

Come scoprire le vie nuove

Servono aggregatori di notizie alternativi

L’hashtag che risolve persone e societa’

Cartine di tornasole della sinodalita’

Progetto condiviso: segno o ostacolo alla sinodalita’

Come riaccendere la ricerca

Una strada nuova e feconda a tutto campo

Domande nuove sulla fine del mondo

Risposta al Gran Rabbinato

Le vie nuove e feconde non emergono sui media del sistema

Il politically correct svuota e manipola invece di liberare

Perche’ il sistema ama il bianco o nero

Sui media non emerge la terza via tra il bianco e/o il nero

La vita oltre il bianco o il nero

I grandi media del bianco o nero e i piccoli blog della vita viva

La giustapposizione di fede e scienza

La sordita’ strutturale della nostra epoca

La dittatura dei nomi sbagliati

Lo stato di abbandono di alcuni non credenti

2040

Popoli consapevoli della teleguida

Manuale della rivolta di Lilliput

Il bisogno di una strada semplice e bella

Una lettura diversa sull’Afghanistan

Una lettura nuova della storia di Abramo

Cristoterapia di Gesu’ o di altri

Il libro di Tobia

Spiritualita’ e cultura via internet, una valutazione

I media uniformati

I media del sistema e il tornasole altrove degli spunti originali

Il katechon e l’inganno razionalista

Il limite di tanta pedagogia attuale, anche “rivoluzionaria”

Transizione elettrica come transizione spirituale?

I santuari luoghi di rinascita personale e sociale

Un dialogo amorevole

Una sinodalita’ saggia

Le big tech per l’unita’ ecclesiale?

Il vivo tornare a Gesu’ e i dialoghismoi

Mental coach & C., l’ambivalenza della fuga pragmatista

Riforme che non riformano

Isaia: il fischi per fiaschi del potere

Coincidenze: caso e necessita’

L’esiziale bivio razionalista

Il giornalista robot e quello creativo

Il robot programmato

Il segnale dell’omologazione dei papi

L’apertura di Benedetto XVI e l’ostinazione razionalista

Domande sull’intervista di Benedetto XVI

Il traboccamento di Benedetto XVI

La civilta’ ossimorica

I potenti “benefattori”

La vera sinodalita’ ricerca il vero ovunque sia

L’ a-sinodalita’ del razionalismo

Dove cercare le chiavi decisive

La dittatura impedisce la maturazione

I bambini hanno bisogno di un papa’ e di una mamma

La dittatura avanza, cosa fa la Chiesa?

Poesia: La natura della luce

Possibili dinamiche della dittatura soft

Antidoti alla dittatura

L’arroganza del potere

Il sospirato bandolo della matassa

Il paradosso del vangelo

La voce silenziata del popolo semplice

L’occhieggiare politicante e la vita semplice

Aum aum e partecipazione

Ricerca del vero e miserie umane

Note su alcune possibili esperienze spirituali testo corretto ma non sono riuscito a inserire l’immagine

Uno sbloccarsi a tutto campo

Non complottismo e non ingenuita’

L’evangelizzazione di Gesu’

La solidarietà come la vedeva Gesù

La messa, sacrificio o banchetto?

Vie di sblocco di una vissuta sinodalita’

Gesu’ e l’Ave Maria

Una Parola d’amore

La maturazione è sinodale

Un rinnovato padre spirituale

La confessione e il mistero della guarigione integrale dell’uomo

Domande sul cammino sinodale

Spunti per i media cristiani

Un ritiro verso il rinnovo delle promesse battesimali

La dittatura dell’incomunicabilita’

Una sinodalita’ non intellettualistica

Spunti sulla confessione

La Chiesa e la drammatica situazione attuale

I pupazzi del potere pretendono unita’

Il cuore contrito del pastore

La sinodalita’ nei vangeli

La profezia di Fatima

Alle fonti della sinodalita’

Aggregatore cristiano alternativo

La cultura ingabbiata e il popolo profeta

L’ermeneutica rinnovatrice della messa

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2017/05/23/news/un-cammino-di-rivestimento-di-cristo-e-di-spogliamento-di-se-1.34604843

L’ipocrisia smaccata, cifra dell’impero mediatico

Cosa sblocca davvero

Dove puo’ nascere la sinodalita’

I sacramenti verso la verita’ tutta intera

Non fede e ragione ma l’uomo nello Spirito

Il peccato contro lo Spirito

Il tornare in Galilea di tutta la storia

Diffondere la consapevolezza dell’uniformismo mediatico

L’arte specchio del tempo e profezia

Il vangelo del buon pastore

Tendenze attuali e possibili sviluppi

Riccardi e l’inconsueta ripulsa del grigio

Il segno di Gesu’

La Fiat, la Superlega ed altri passaggi

Esseni, sadducei, farisei, di oggi

Il limite cartina di tornasole di certe proposte di rinnovamento

La drammatica necessita’ di una vera sinodalita’

Il problema di fondo della pastorale

Le spiritualita’ odierne e le vocazioni

La triste scontatezza dell’ideologia

La parabola del figliol prodigo

Quando germoglia la rivoluzione

Vissuto duemila anni orsono e avanti a noi

Verso la verita’ tutta intera o verso riduttivi ragionamenti?

Hans Kung e Heidegger

La Chiesa e i poteri secolari

Cause fontali di una sinodalita’ carente

La Pasqua viene a primavera

Sinodalita’ a patto che tutti si uniformino

Problemi a monte non considerati

Come viene Gesu’ in questo tempo difficile

La marginalita’ del cercatore del vero

Manifesto della libera ricerca del vero

La grazia della Parola

La rivoluzione della diffusa traduzione simultanea

I libertari che ostacolano l’esprimersi altrui. Alcuni artifici usati

Un problema centrale: la scuola

La differenza decisiva tra i corsi e i percorsi di fede

La nevrosi della tecnica

Come il popolo (ogni persona) può riprendersi il potere che, in mano a finanza e big tech, lo sta spogliando di tutto

Diffondere la consapevolezza della rivoluzione decisiva

Discernere questo tempo

La politica del Titanic(o)

Contributi su alcune questioni dottrinali

Popoli che eleggono i loro oppressori?

Il discernimento del nardo prezioso

Un nuovo rapporto tra confessione ed eucarestia?

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/05/21/news/aprire-totalmente-il-cuore-a-dio-e-un-regalo-non-una-dogana-1.33703342

Il vuoto pneumatico

Serial cliccher

Lo sfacelo della tecnica e il seme che muore nella terra

Il mero fare di governo e sedicente opposizione: una stessa banalita’

I desaparecidos virtuali

Informazione alternativa per allodole

Piccolo magnificat. Un canto di tanti canti

La vera solidarieta’

Nuove vie di rinascita personale e sociale

La gabbia comune

Bufalo bill

Fiducia in Dio nella storia

La chiave dell’ascolto

Alcune domande sulla sinodalita’

La bomba a orologeria giovani

L’incredibile non cercare la chiave

Chi fa davvero la storia

Il nucleo fontale

L’alternativa teleguidata

L’opposizione farsa

La rivoluzione continua degli autentici esercizi spirituali

Il prodramma

Il sistema e l’irresistibile traboccare

Alcune questioni di fede in Germania

Crematopolitica e aggregatori di orientamenti

La sinodalita’ e i suoi rischi

Il parlamento uniformato: pace o tragicommedia?

Il parlamento uniformato. Perche’ era stato previsto

Un necessario salto di qualita’

La continua lotta per il potere e la storia della salvezza

L’ambiguocrazia della tecnica

Il solidarismo cinico della ragione astratta

Sinodalita’ ma solo teorica, perche’?

Resistenza diffusa ad una china drammatica

I concili, il vino vecchio e quello nuovo

Un nuovo rapporto Chiesa-mondo

La citta’ di Dio dentro quella dell’uomo

La rivoluzione sociale della semplicita’

Poteri subdoli e manipolativi

I preti e la psicologia

Meditazioni per i pastori

I preavvisi catastrofici nella Bibbia

Fake news o fake spirits? La politica dei buontamponi

Elezioni in presenza, no allo “smart” vote

Intervista a Gesu’

Doni della comunione concreta

Una cultura poco interessata al vero e ai suoi scopritori

Un falso bene che manipola e distrugge

Gesù compiva più miracoli allora che oggi?

Rinnovo delle promesse battesimali

La dittatura e la brezza leggera dello Spirito

Domande sul pensiero unico

L’eterogenesi dell’uomo fatto robot

L’Epifania e la sinodalita’

Aspirare ancora alla vittoria di Pirro

Dove si resta sulla, pur diversa, tecnica l’umano si perde, il vero ascolto, il vero dialogo, si perdono, le persone e la partecipazione vengono soffocate. Restiamo in quella cultura della mera erudizione che sta tarpando le ali ai giovani e a tutti.
https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Metanoeite: significato greco del “convertitevi”

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1, 14-15). La parola del testo originale, μετανοειτε, non indica, come prima talora si traduceva, una penitenza. Né significa per certi versi ancora moralisticamente una conversione, un cambiare con le nostre inesistenti forze. Come poi si è passati in molti casi a leggere. Essa opera l’accogliere il dono, nella misura in cui ci viene elargito dal Signore, di percepire oltre. Il regno dei cieli è vicino, godete di questa grazia meravigliosa e lasciatevi da essa portare sempre oltre.

Un amore di Dio che ci riempie il cuore in un crescendo, il rinnovamento graduale di tutta la nostra umanità, del nostro cuore profondo, delle nostre più radicate impostazioni culturali. Quando Gesù comincia a manifestarsi più pienamente nella nostra esistenza si aprono orizzonti infiniti di vita nuova. Per noi e per gli altri, in noi e in un’apertura nuova, nello Spirito, allo scambio con gli altri: il regno di Dio. Dunque Cristo viene al tempo opportuno ad aprire con discrezione e delicatezza, a misura, il nostro cuore alla fiducia, alla speranza, nel suo amore onnipotente. Fiducia, speranza, in un oltre. Non restare chiusi nella situazione come la vediamo noi. Prega, abbi fiducia, spera, in un oltre di Dio, della vita, dei rapporti umani, che non ti aspettavi. Se Dio fa capolino nella tua esistenza, se ti è stata donata la fede, il regno dei cieli si è fatto vicino.

Uno spettro si aggira per il mondo: la libera comunicazione

Internet potrebbe venire usato per sviluppare la partecipazione invece il sistema cerca di silenziare in mille modi voci diverse. Non si dovrebbe, visto che esiste ora questa possibilità, permettere perlomeno liberi commenti su tutti i media? L’apparato si difende sostenendo che si tratta di voci non controllate. Controllate da chi? Da chi con il pensiero unico ha svuotato, manipolato e spogliato di tutto la società? Non dovrebbe invece una democrazia favorire la libera formazione, partecipazione, delle persone stimolando così una sempre più profonda maturazione anche nel valutare gli interventi altrui?

I media continuano a impedire non solo gli interventi tra l’altro di molte persone preparatissime ma persino i commenti, a ridurli al lumicino, a silenziarli a piacimento. Già questa è una cartina di tornasole del pensiero uniformato e manipolato. E rivela il timore di ciò che può avvenire se si diffonde la consapevolezza delle nuove vie di resistenza.

Oggi i commenti, dove consentiti dai media del sistema, sono di gran lunga più originali e interessanti delle grige veline della odierna Nomenklatura.

La democrazia del solidarismo omologato, dunque del mero fare, tecnicista come ogni cosa in essa, sta conducendo sempre più velocemente la società al crollo. Nella società che distrugge tutto con la formazione e la comunicazione bisogna sviluppare una variegata resistenza in tali campi. Per esempio appunto pretendere la libertà di commento ovunque, creare reti di pubblicizzazione dei commenti non ammessi, anche così rivelare concretamente la presenza di un mondo finora ignoto e ricco di mille contributi, stimoli, da offrire.

Usare i media anche del sistema come punti di incontro per i commenti stimolando dunque il servirsi di quelli che li consentono lasciando da parte gli altri. Vi è tutta una nuova resistenza da sviluppare.

Trovare i punti di debolezza dei sistemi di manipolazione per sviluppare i semi di una nuova democrazia: per esempio creare canali di comunicazione alternativi durante lo smart working; aiutare una formazione alternativa per gli studenti da casa. Favorire così in mille modi la formazione di reti dal basso. Al punto che il potere dovrà temere gli stessi sistemi che adopera per annullare la gente.

Una democrazia che sviluppi, esiga, trovi comunque le vie, per la libera formazione e partecipazione.

Non di solo pane vive l’uomo. Un significato talora equivocato

Non di solo pane vive l’uomo non significa che da un lato vi è il pane, il bisogno materiale e dall’altro il bisogno spirituale. Anche il pane ricevuto da Dio è un dono spirituale. Una cosa accaparrata fuori della volontà di Dio rischia di far male, anche se Dio nella sua misericordia cerca alfine di volgere al bene anche il male che ci procuriamo da noi stessi. Appena torniamo a Lui. La grazia è divina e umana in Gesù, separare l’aspetto spirituale e quello umano è frutto di visuali riduttive, che possono finire per scoraggiare la crescita.

Il sistema, il deep state, al potere è il frutto di una cultura ormai svuotata di tutto. Per cui chiunque lo sostituisse avrebbe solo per questo un titolo di merito. Ma le soluzioni concrete richiedono un salto di qualità. Il passaggio dal tecnicismo alla libera formazione, fin dalla scuola, nella identità ricercata e nello scambio con le altre. Il solo apparente paradosso è dunque che ci si avvia sempre più diffusamente a comprendere che la mera praticoneria tecnicista spoglia non solo di valori morali ma nel tempo di tutto, anche delle cose più concrete. https://gpcentofanti.altervista.org/la-spiazzante-eterogenesi-dei-fini/

Gesu’ spiazza

Meditiamo nei vangeli come Gesù leggeva le Scritture. Cogliendone il senso, in modo innovativo e fulminante proprio restando sensatamente molto attento alle parole usate dalle Scritture. Così rileva che Davide aveva già intuito un Dio uno ma non mono: dice il Signore al mio Signore.
Dunque sì cogliere il senso e non la mera forma ma anche non ridurre a mera forma un senso profondo che, almeno nel cammino di conversione, si potrà tendenzialmente cogliere.
È il problema che emerge nel non indurci in tentazione: Gesù insegna a chiedere ogni bene spirituale, umano, materiale e anche insegna che Dio non ci darà nulla che ci possa fare male, che prende il buono profondo delle nostre preghiere, ci insegna a chiedere cose buone. Una lettura intellettualista non coglie il senso complessivo del Padre Nostro ma viviseziona le singole parole estrapolate dal contesto. E può finire per risolvere allora il problema pragmaticamente, cambiando le parole del testo. Ogni cosa nasce dalla centratura sempre più profonda in Gesù, Dio e uomo, nel suo discernere, superando filosofie e culture più terrene. Il dono è aprire un varco sempre nuovo nella nostra mentalità, intuire che Cristo porta oltre, imparare in Lui da tutti, spesso dai piccoli. Quindi qui troviamo stimoli ad uscire dal razionalismo, dalla cultura dei meri ruoli, delle mere competenze, dei tecnicismi, per entrare nella ricerca autentica del vero: immaginiamo un profeta in antropologia teologica? Il razionalismo-tecnicismo sta svuotando la società conducendola al crollo. La competenza specifica non è svilita ma arricchita in questa ricerca integrale e comune.
La questione del Messale stesso si può dunque leggere in modo sempre nuovo in Gesù in questa direzione. E la direzione di Cristo spiazza meri conservatori e meri novatori perché Lui è l’alfa e l’omega. Ci induce a tornare a Lui, al vangelo, sempre più profondamente. Come vediamo nel suo stesso leggere le Scritture.
“E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!” (Lc 5, 37-39). Significativamente questa parabola viene talora letta intendendo che siccome bisogna mettere il vino nuovo in otri nuovi nell’ultima frase Gesù mostra comprensione per chi fatica in questo rinnovamento essendo attaccato al vino vecchio. Ma Gesù non disprezza le cose davvero buone (χρηστός può forse indicare: il vecchio è quello buono). Lui è il vero vino vecchio e il vero vino nuovo. Nel vecchio di Gesù vi è l’infinito nuovo, il suo amore meraviglioso sempre da scoprire. Com’è diverso anche qui leggere con una logica astrattamente consequenziale o cercando di lasciarsi portare nel senso profondo della parabola.

La spiazzante eterogenesi dei fini

È drammatico e interessante constatare le conseguenze del razionalismo. Ormai giunge a ciò che era stato ampiamente previsto. Un pensiero unico, tecnicista, omologante. La gente è spogliata di tutto.  Ma è interessante anche rilevare gli stimoli che tale situazione può generare. Non restare chiusi nel proprio orticello ma aprirsi al libero sviluppo della propria identità e del solo allora autentico scambio con le altre. Aprirsi alla partecipazione pluralista. Si è quasi “costretti” all’autentica ricerca umana se non si vuole anche criticando il sistema finire per fare il suo gioco. Infatti come previsto da filosofi e scrittori vari il punto è che il vero dominatore oggi non sono i vertici dell’attuale establishment, la finanza e le big tech, ma il tecnicismo stesso. La vera, necessaria, rivoluzione è aprire davvero il cuore all’umano. I calcoli, le miopi difese, sono tecnicismi. Non animano la gente, restano discorsi tra quattro gatti. E ancora una volta potremmo dire che, in un modo o nell’altro, qui gatta ci covid.

Una nuova resistenza

Davvero tragicomico che i media del sistema si mostrino preoccupati dei pericoli della incontrollata partecipazione sui social della gente. Ma non è il sistema del pensiero omologato, tecnicista, che ci sta spogliando di tutto? E non dovrebbe essere la maturità delle persone a valutare le riflessioni che circolano? Anche in un fecondo e pluralistico scambio. Il sistema cerca di svuotare la autentica crescita delle persone e per di più le giudica immature se non dicono esattamente quello che vuole.

Una strada è quella di dare spazio ai media che consentono i liberi (per esempio consentendo fino a 5000 battute, lasciando inserire almeno un link) commenti agli articoli. E potendo scoprire che spesso sui media del sistema sono più interessanti le chiose che gli articoli stessi. I pezzi giornalistici potranno venire (e già oggi accade) scritti in modo da condizionare, preorientare, le glosse ma il criterio sarà comprendere che certe risposte non apparentemente in sintonia cercano solo di toccare la radice delle questioni. In un dialogo autentico e non prefabbricato. Si potrà anche scatenare una lotta per confondere, per esempio con molti falsi commenti. Ma quando si arriverà a quel punto ormai si sarà forse, per esempio, sviluppata una informazione alternativa, pluralistica.

Verrà stimolata una rete di citazione delle annotazioni non permesse… Nell’epoca della dittatura comunicativa bisogna sviluppare una nuova resistenza, comunicativa. I media che non consentono commenti già così testimoniano di voler imporre il loro pensiero.

Il cuore del Buon Pastore

https://drive.google.com/file/d/1gBSlnIU3yZkbgoWc5Xv1i6ADqr_ux6CU/view?usp=drivesdk

Le pantomime del sistema

Il libero dialogo è la via che stimolando il confronto favorisce ricerche vissute, partecipazione, superando l’omologante tecnicismo che sta svuotando e portando all’implosione la società. Oggi a causa del pensiero unico gli spunti più interessanti si trovano spesso nei blog personali, nei siti gestiti dal basso, nei commenti agli articoli. Bisogna profondamente capire questo. Ormai le voci libere e preparatissime bisogna scovarle così e per scovarle bisogna volerlo, non chiudendosi nel proprio miope orticello facendo il gioco del potere. Inoltre è fondamentale il contributo di ciascuno perché già con la sua stessa vita, esperienze, domande, difficoltà, può aiutare chi ha desiderio di ciò a comprendere meglio la situazione e le possibili vie di soluzione. Non per nulla l’apparato teme queste voci ma significativamente rileva che non sono soggette a controlli mostrando i propri veri intenti: non si vede che la formazione e l’informazione soggette all’asfissiante controllo di chi domina hanno spogliato la gente di tutto? Il vero riferimento sarebbe permettere la libera maturazione e partecipazione delle persone rendendole sempre più consapevoli e dunque pronte a riconoscere le veline del pensiero unico così come qualsiasi forma di immaturità. Oggi questa è la via principale. Siamo agli esordi di passaggi significativi: la storia li indica spesso prima di tutto con il graduale calare del prestigio della classe dominante di cui si smascherano sempre più diffusamente le vuote pantomime. Per cui fare parte del sistema, di vario potere, culturale, informativo, diviene un titolo di demerito. Ecco nel breve testo seguente un altro insegnamento della storia: https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Il potere, il consenso, i valori

Nella storia sembra di poter non di rado riscontrare una certa consapevolezza dei potenti di turno che il governo non si può facilmente basare a lungo sulla mera forza. Sono necessari un qualche consenso e motivazioni, valori morali. Per esempio in epoche passate la fede cristiana, pur con i limiti nei quali veniva generalmente compresa, poteva costituire un collante. In seguito le molte critiche dovute anche a questi limiti aspiravano ad un rinnovamento comunque al fondo con valori morali ed in definitiva di derivazione cristiana.

Il crollo delle ideologie e il troppo lento rinnovamento della fede cristiana hanno lasciato un vuoto nei quali emergono sempre più chiaramente le fasulle strutturazioni della cultura di fondo di questa epoca: il razionalismo e le sue appendici, lo spiritualismo e il mero vitalismo, pragmatismo. Se infatti dell’uomo si privilegia una astratta, al fine inesistente ragione, restano fuori un’anima variamente disincarnata e gli aspetti emozionali-concreti della vita quotidiana.

Il crollo dell’Unione Sovietica ha dunque sancito la fine delle ideologie e anche di un potere comunque di contrasto al capitalismo. Certo tale implosione è stata dovuta per molti versi proprio agli sviluppi della tecnologia.

Ora i potenti del momento, la finanza e le big di internet, cercano il collante morale in un solidarismo omologato e omologante. Ma tale intellettualistica, tecnica, pseudo religione non è sentita dalla gente, è troppo artefatta. I poteri attuali vogliono rendere le persone meri individui consumatori persi in una massa anonima e colorare ciò di una patina filantropica.

Ma ormai molte persone non accettano più le imposizioni di una pure più sentita fede, figuriamoci quelle di questo falso solidarismo. I poteri attuali dunque finiscono per dipendere da un consenso e da valori morali che di fatto proprio tali poteri stessi stanno spegnendo. L’implosione può essere sempre più vicina. Si deve stimolare la libera, ora tendenzialmente serena, non moralistica e partecipata ricerca umana: fin dalla scuola, identità e scambio tra di esse. Vie di superamento dei sopra citati astratti riduzionismi del razionalismo.

E ci si deve muovere dal basso perché gli apparati al servizio dei dominatori possono essere condizionati dalla mentalità diffusa in tali ambienti o dal bisogno di lavorare. Certo però anche nel sistema si possono dare margini di libertà e anche a questi, alla sincerità del cuore di ciascuno, ci si può appellare.

L’inganno decisivo nella storia

Il punto drammatico è che il tecnicismo, il funzionamento e via dicendo sono soluzioni spesso proposte anche da chi vorrebbe sinceramente innovare. Ma così l’uomo diventa sempre più un pupazzo manovrato dai potenti, la società si svuota e finisce per crollare. La perenne illusione della storia è dimostrata dall’implodere dall’interno, per spegnimento, di ciò che l’animava davvero e che finiva per essere scambiato come mera capacità funzionale. Per leggere il futuro veramente è fondamentale ben leggere anche il passato. https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-per-la-vita-di-tutti/

La via che scioglie i nodi

Il tema dell’adeguato incontro tra la teoria e la pratica è sorprendentemente semplice perché sblocca in realtà tutti i percorsi, il dialogo, la vita di ciascuno. Non vi è mai stato nella cultura, nelle religioni, nella politica, sempre in varia misura sbilanciati su un polo. Nuova esistenza perché ognuno si sente capito e aiutato ad accogliere sé stesso sulla propria graduale, personalissima, ben al di là degli schemi, strada verso la vera vita.  Dunque nuova spiritualità e nuova psicologia, non separate o giustapposte come un fare l’una e un funzionare l’altra. Uno stimolo a cercare con fiducia i valori autentici. Nuova scienza, superando la crisi attuale. Infatti la scienza della logica astratta, a tavolino, scopre in ogni campo di non entrare in contatto con la vita concreta, specifica. Ma passando alla vita reale tralasciando i riferimenti si confonde dal lato opposto, troppo tecnicista. Non entra nel mistero. Necessita una via di adeguato incontro tra teoria e pratica, tra identità e scambio. Vedere un solo lato chiude al dialogo autentico, svuota, porta la società spogliata di tutto alle dittature invece che alla libera maturazione di ciascuno e alla partecipazione.

Una chiave per la vita di tutti

Perché il dialogo talora è difficile, si apprende poco gli uni dagli altri? Bisogna cercare il bandolo della matassa. Magari dovrà trattarsi di una maturazione nella storia, forse con molte sofferenze. Chi può apra il cuore a cercare il bandolo della matassa, si faccia aiutare da chiunque perché i segreti più profondi spesso li conoscono i piccoli. E non sono concetti ma sapienze del cuore, che si trasmettono meglio nella condivisione specifica, dal vivo. Dunque, almeno nei modi e nei tempi adeguati fin dalla scuola, identità e incontro, non solo uno dei due.

A questo link https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-sorprendentemente-semplice-ma-solo-dono-della-grazia/ una pista che apre orizzonti a tutto campo, spiritualità, morale, scienza, psicologia, pastorale, vita concreta… Infatti si tratta di un nucleo fecondo che può rinnovare la vita e la filosofia di chiunque sul proprio personalissimo percorso.

Tutta la storia, anche delle religioni e delle culture, oscilla tra i due poli ivi menzionati (teoria e pratica, cielo e terra…) perché non trova una via adeguata di incontro.

In tutti i secoli si sono scissi i valori e l’umano, il cielo e la terra… È la storia della mentalità, che oscilla tra Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, oriente e occidente… Una frattura drammaticamente accentuata al tempo di Galileo, come si osserva nel testo citato. Siamo dunque al germogliare di un punto di svolta che può sbloccare la drammatica china tecnicista (l’uomo scisso cerca di funzionare più che di trovare sé stesso) che sta conducendo la società al crollo.

Una via che aiuta con delicatezza ciascuno ad aprire gradualmente il cuore sul proprio personalissimo, ben al di là degli schemi, cammino. La nostra umanità matura senza venire calpestata, nevrotizzata… Respira libertà a pieni polmoni. Allora non un’anima disincarnata ma tutta la nostra umanità viene portata nel mistero dell’esistenza e vede ogni cosa in modo sempre nuovo.

Il cuore aperto alla vita che viene come una colomba, delicatamente. Liberazione da false strutturazioni, sensi di colpa, risposte meccaniche, cervellotismi, inutili sbrachi… Orientati verso i valori autentici.

Il moralismo educa a salvarsi da soli dovendo ottemperare ad astrazioni. Il dono che libera è la fiducia nella vita che, accolta con semplicità, viene gradualmente sempre più e fa maturare verso un sempre più profondo benessere. Cercare di vivere tendenzialmente né di meno né di più, ma il seme realmente ricevuto in dono, lasciandolo così crescere. Se la vita mi fa maturare partendo da piccoli sinceri gesti d’amore ogni tanto anche quello è un dono meraviglioso, delicato, il granello di senapa che diventerà il più grande di tutti gli alberi. Tendenziale crescita graduale e piena di buonsenso verso i valori sempre più autentici.

Dal fare il bravo al cuore gradualmente aperto con delicatezza, ben al di là degli schemi, dall’amore. Dal moralismo alla fiducia nel maturare della vita.

Una sempre più profonda, semplice, consapevolezza del cuore nella luce serena, che fa leggere, nella vita condivisa, anche nell’umanità degli altri. Potendo aiutare a sciogliere nodi, aprire strade. Una maturazione libera di ogni specifica persona che rinnova anche la società svuotata, spogliata di tutto, manipolata, dal tecnicismo.

Come diffondere queste piste? Una via decisiva consiste nell’uscire dalla violenza omologante della formazione scolastica decisa dallo stato e restituire ad ognuno la libera scelta effettiva di poter venire formato anche a scuola alla luce di ciò in cui crede e nello scambio con le altre identità. Liberati dal falso e svuotante oggettivismo razionalista e stimolati dalla propria ricerca e da quella altrui al cercare vissutamente le risposte autentiche. Fuori di ciò la persona e anche la democrazia sono a grave rischio spegnimento e manipolazione.

Il crollo del tecnicismo e il germogliare della grazia divina e umana

A questo link https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-sorprendentemente-semplice-ma-solo-dono-della-grazia/ una pista che apre orizzonti a tutto campo, spiritualità, morale, scienza, psicologia, pastorale, vita concreta… Infatti si tratta di un nucleo fecondo che può rinnovare la vita e la filosofia di chiunque sul proprio personalissimo percorso.

Tutta la storia, anche delle religioni e delle culture, oscilla tra i due poli ivi citati (teoria e pratica, cielo e terra…) perché non trova, al fondo in Gesù Dio e uomo, una via adeguata di incontro.

In tutti i secoli si sono scissi i valori e l’umano, il cielo e la terra… È la storia della mentalità, che oscilla tra Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, oriente e occidente… Una frattura drammaticamente accentuata al tempo di Galileo, come si osserva nel testo citato. Siamo dunque al germogliare di un punto di svolta che può sbloccare la drammatica china tecnicista (l’uomo scisso cerca di funzionare più che di trovare sé stesso) che sta conducendo la società al crollo.

Gesù Dio e uomo aiuta con delicatezza ciascuno, anche un ateo, ad aprire gradualmente il cuore sul proprio personalissimo, ben al di là degli schemi, cammino. La nostra umanità matura senza venire calpestata, nevrotizzata… Respira libertà a pieni polmoni. Allora non un’anima disincarnata ma tutta la nostra umanità viene portata nel mistero e vede ogni cosa in modo sempre nuovo.

Il cuore aperto per grazia ad una luce che scende come una colomba, delicatamente. Liberazione da false strutturazioni, sensi di colpa, risposte meccaniche, cervellotismi, inutili sbrachi… orientamento verso i valori autentici.

Il moralismo educa pure il cristiano a salvarsi da solo dovendo ottemperare ad astrazioni. Il dono che libera è la fiducia nella grazia (nella vita, per un non credente) che, accolta con semplicità, viene gradualmente sempre più e fa maturare verso la pienezza. Cercare di vivere tendenzialmente né di meno né di più, ma il seme realmente ricevuto in dono, lasciandolo così crescere. Se lo Spirito mi fa maturare partendo da una sola Ave Maria, da una breve invocazione, al mese, da qualche sincero gesto d’amore, anche quello è un dono meraviglioso, delicato, il granello di senapa che diventerà il più grande di tutti gli alberi.

Dal fare il bravo al cuore gradualmente aperto con delicatezza, ben al di là degli schemi, dall’amore (di Dio). Dal moralismo alla fede, alla fiducia.

Il mio giogo è soave e il mio peso leggero. L’umanità della persona che (nella grazia divina e umana di Gesù, crede il cristiano) si fa via per riconoscere l’autentica vita (il Suo Spirito). “Ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio” (1 Gv 4, 2). Da questo, dice Giovanni nella sua prima lettera, potete riconoscere lo Spirito di Dio. Una sempre più profonda, semplice, consapevolezza del cuore nella luce (Luce, per il cristiano) serena, che fa leggere, nella vita condivisa, anche nell’umanità degli altri. Potendo aiutare a sciogliere nodi, aprire strade. Una maturazione libera di ogni specifica persona che rinnova anche la società svuotata, spogliata di tutto, manipolata, dal tecnicismo.

Il paradosso dell’automanipolazione

Come mai nel panorama attuale rileviamo in modo non di rado marcato il prevalere del bianco o nero? Molto dipende dalla geopolitica, dalla sviluppo della storia dei poli d’influenza, che restano Usa e Russia con il continuo spesso forse dissimulato e pericolosissimo avanzare della Cina. Un contesto nel quale la finanza e i potenti di internet hanno via via, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, avuto campo libero al loro espandersi incontrollato. Si è andato sviluppando in questa stessa storia un ramificato apparato che supporta tali poteri ed in Europa ha conquistato spazi immensi con l’avvento dell’euro e la conseguente cessione della sovranità monetaria da parte di molti stati del nostro continente.

In tale percorso, crollate le vecchie ideologie dopo un periodo di vuoto di senso la mera ragione astratta è pervenuta ad un solidarismo tecnico, spersonalizzante, privo di umane ricerche vitali, anche in confronto tra di loro. I razionalisti delle ideologie di giustizia e anche di una fede spesso del mero fare hanno, forse da parte di non pochi sinceramente, abbracciato come logici questi sviluppi. Senza percepire che una solidarietà senza, fin dalla scuola, libera ricerca della identità e solo allora dell’autentico scambio è appunto un’astrazione che finisce per spegnere le persone rendendole meri individui consumatori persi in una massa anonima.

Ma è la stessa ragione astratta, insieme alla particolare geopolitica del momento, che ha favorito lo svilupparsi non di una variegata opposizione a tutto ciò ma di un identitarismo chiuso in sé, nelle proprie logiche altrettanto a tavolino. In fondo un contrastarsi di opposti schematismi che finiscono per spalleggiarsi nell’intellettualismo e nelle sue derivazioni, come il pragmatismo. Lasciando la gente spogliata di tutto, manipolata, indotta appunto al fanatismo dell’aut aut. Un chiudersi in codici prefabbricati che rende il dialogo difficile.

L’opposizione della Russia non è la stessa di quella dell’Unione Sovietica. Al globalismo meccanicista del sistema si oppongono poteri che da tali interessi si sentono penalizzati, economie non del virtuale che reclamano il potere per le singole nazioni. Riallacciandosi all’identitarismo di cui sopra.

In una tale situazione la gente rischia di venire manipolata, fanatizzata o, più spesso, semplicemente spenta. I menzionati tre principali potentati geopolitici e quelli del virtuale hanno un obiettivo in comune, lo svuotamento della gente. Ma paradossalmente proprio da qui, dalla necessità di andare oltre il crollo di tutto, drammaticamente sembra possano scaturire, se qualcuno sopravviverà, persone, culture e società rinnovate.

Culture, economie, a misura d’uomo, delle specifiche persone. Identità liberamente cercate, scambio, partecipazione. Un passare dalla ragione astratta e dal vario dominio della tecnica all’autentica democrazia che favorisce la maturazione delle persone. Si tratta di semi che già qua e là vanno cadendo nel terreno ma in modo così sparuto dall’indurre a chiedersi, come detto, se non dovrà essere un crollo sociale a stimolare un più diffuso cambiamento. Perché Maria ha detto che “alla fine” il suo cuore immacolato trionferà?

Il Magnificat, le nozze di Cana e questo nostro tempo

Il pensiero unico è oggi così onnipervasivamente al servizio del sistema, il razionalismo è così svuotante, che oggi anche persone colte e di buone intenzioni, per esempio tra i cristiani o gli ex marxisti, non si avvedono (o fingono?) di tutto ciò.

Lo sfacelo della gente spogliata di tutto e talora raggirata al punto di fidarsi di chi la massacra ricorda certe drammatiche prove subite dal popolo di Israele e narrate nella Bibbia. In mezzo a oscurità di ogni genere Dio porta avanti il suo disegno di vita e di salvezza per ciascuno.

Il magnificat ci trasmette che la storia la conduce Dio verso la rivelazione sempre più piena del suo amore, con l’aiuto di ogni persona di buona volontà, spesso “piccoli” che mai verranno lodati, menzionati, da qualcuno. Il cuore di Maria canta la vicinanza, l’attenzione, di Dio a ciascuno, alle sue speranze, ai suoi dolori, ai suoi bisogni.

Vi si legge tra le righe il segreto delle nozze di Cana: Maria è mamma che si avvede delle necessità dei suoi figli ed anima ogni persona di buona volontà ad accogliere la luce che le viene donata contribuendo a cambiare misteriosamente le sorti profonde di tante persone e della storia. Tanti sentono incoraggiata la loro fiducia in Gesù, sostenuto in mille modi il loro cammino.

La beffarda eterogenesi dei fini

I media del sistema che pare teleguidato dalla finanza e dai potenti del web usano tutti i mezzi per distogliere dai governi al loro servizio sospetti negli atteggiamenti circa il covid. Complottismo è una delle parole usate in questo senso. In effetti colpisce come proprio ai dominatori in questione pare convenire il virus. Mai che qualcosa vada a vantaggio invece della gente, delle identità e dell’allora autentico scambio. Comunque il punto da cui non bisogna lasciarsi in vario modo distogliere è che in tale contingenza è bene che il potere vada ai reali rappresentanti di tutti quelli che dal covid vengono massacrati.
Sarà possibile arrivare ad oneste elezioni? O si tratterà al più di elezioni farsa via telematica? Il potere ha ormai aggirato completamente la democrazia? Bisogna diffondere la consapevolezza di questa drammatica spoliazione di tutto che avviene addormentando le menti. Questa è la conseguenza ultima di una cultura che svuota di ogni vissuta ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Ma proprio questi tragici risultati potranno risvegliare il bisogno di autentica umanità. Ridare alla gente, alla specifica persona, il suo legittimo diritto di scegliere fin dalla scuola la propria formazione per giungere dunque ad una libera partecipazione nell’informazione. Ridare alla gente il vero potere odierno di cui essa è l’unica legittima detentrice: la formazione e l’informazione.

Domande a Magister

Nell’articolo http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/12/21/due-papi-due-agende-per-benedetto-la-priorita-e-dio-per-francesco-l’uomo/ viene toccato il punto decisivo che sta alla radice di ogni crisi attuale, anche la più concreta. Specie dal tempo di Galileo si è sempre più teso a confinare la fede e la coscienza nell’ambito di un’anima disincarnata sottoponendo ogni altra problematica al vaglio di un’astratta ragione. Lasciando dunque ulteriormente fuori anche il resto dell’umano, già poco considerato dalla spiritualità di allora, con forti venature platoniche.

Sperimentiamo nei secoli le tragiche conseguenze del sottile prevalere di questi schematismi che tendono a spogliare ogni uomo di una viva, libera, ricerca umana e di un solo allora autentico scambio. Di una più diffusa e consapevole partecipazione.

Persino nella Chiesa si trovano ancora oggi accaniti difensori del razionalismo. Si può persino ritenere che il credere sia in parte questione di fede e in parte di ragione. Se nella propria coscienza si avverte un sì alla domanda se si crede in Dio quella è la fede. “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli” (Mt 16, 17).

Certo tutta la propria umanità tendenzialmente si ritrova sempre più su questa scia e anzi, illuminata dalla grazia divina e umana di Gesù, si fa via anch’essa di discernimento dell’autentico Spirito di Cristo, che non viene a calpestare l’uomo ma a far fiorire gradualmente e serenamente, ben al di là degli schemi, la sua persona integrale.

Dunque il dono della grazia divina e umana e la via della persona umana. La coscienza spirituale e psicofisica nella Luce serena, a misura. Ridurre la via ad un’astratta ragione finisce come detto per scindere quest’ultima dalla coscienza e dal resto emozionale pratico del soggetto. Al punto che lo Spirito che illumina il cuore può venire considerato mero sentimento.

Una tale inesistente ragione può dunque tendere ad autonomizzarsi. La maturazione umana diventa preda di risposte schematiche, la varia scienza si separa da una autentica crescita integrale e diviene falsamente neutra. L’uomo concreto privo di adeguati, non astratti, riferimenti può tendere al pragmatismo.

In una tale cultura persino nella Chiesa si oscilla dunque tra quell’anima disincarnata che delega con sospetto tante conoscenze concrete ad una fasulla scienza; un razionalismo della dottrina da comprendere con il cervello e da applicare in modo variamente meccanico con la volontà; ed un pragmatismo che rifuggendo da tali astrazioni si tuffa nella vita pratica gettando per non pochi aspetti via il bambino dei riferimenti con l’acqua sporca dei moralismi.

Il riferimento della vuota, astratta, ragione, della mera tecnica, sta dunque conducendo l’umanità spogliata di tutto al crollo, sotto l’egida dei dominatori del tecnicismo del tempo, oggi la finanza e i potenti di internet. Il drammatico prevalere di questa struttura mentale chiusa in sé, scissa dal resto dell’umano, finisce per condizionare inconsapevolmente persino certi pastori nella Chiesa, persino ex propugnatori del marxismo e della giustizia sociale, mettendoli sulla scia di tale falsa, omologata, tecnica, umanità.

Nella Chiesa pastori possono combattere tra loro per difendere i succitati frammenti di umano. Un dialogo spesso impossibile a partire da tali chiusi riduttivismi e che finisce così nel dibattito pubblico ecclesiale per far prevalere il partito del papa del momento. Forse la gente può venire paradossalmente aiutata dall’alternarsi secco di tali orientamenti perché i pastori sono costretti a sentir parlare solo di uno essi e dunque a prenderli in considerazione. Così i fedeli possono venire involontariamente orientati a fare una semplice sintesi, a trovare nella vita concreta un oltre che prenda il buono di essi.

Una spiritualità (dall’anima disincarnata) in cammino graduale, sereno, a misura (dal pragmatismo), grazie e verso i riferimenti sostanzialmente immutabili della fede (dal razionalismo, dottrinarismo).

Nello sfacelo di questa distruzione brilla il germe di una vita nuova. Ancora una volta non sono i dottoroni e i notabili del tempo a rinnovare ma i piccoli del vangelo. Tornare all’uomo semplice nella Luce ora tendenzialmente, per grazia, meglio intuita serena, a misura della specifica persona. Libera formazione nella identità ricercata ed autentico scambio. Vissute vie di graduale uscita dall’astrattismo che sta uccidendo l’uomo.

Maria e la storia della salvezza

La professione di fede di Maria, il Magnificat, canta l’opera di Dio nella storia della salvezza. Tutta nella misericordia, essa disperde i pensieri di coloro che appaiono sopra agli altri (= testo greco originale, che smaschera i sistemi di potere, porta oltre le apparenze e via dicendo), rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, ricolma di beni gli affamati, rimanda i ricchi a mani vuote. Soccorre Israele, la Chiesa, sua serva, ricordandosi della sua misericordia come aveva promesso.

Dio semina dunque oltre le verità parziali, dove non del tutto errate, dei potenti, i silenziamenti dei poveri, perché la sua grazia sempre nuova si diffonde per le vie che Lui sa, ben oltre i piani di chicchessia, secondo la sua sapienza e conduce verso la verità tutta intera. Questa è la nostra gioia, la nostra fiducia, la nostra speranza.

La premonizione del prestigio calante

La vecchia rivoluzione e quella sempre nuova

Una radice della crisi attuale sta, come osservato per esempio da diversi filosofi e scrittori, nel razionalismo che svuota, omologa, le persone in un percorso consequenziale che è passato tra l’altro, come se nulla fosse, dalle grandi ideologie rivoluzionarie al dominio della finanza e dei potenti di internet sotto l’ombra di un astratto civismo, solidarismo, che spoglia di ogni libera ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Su queste scie ogni valore viene manipolato ai fini del potere: il femminismo per esempio può divenire scusa per cooptare persone ad hoc nel sistema. Certo anche con tali rischi vi sono molti validi motivi per dare più spazio alle donne. Ma la vera liberazione della donna non può prescindere dalla vera liberazione di ciascuno.

I tanti fantocci del sistema possono essere guidati dai propri interessi di prestigio e di guadagno o, forse in una gran quantità di casi dal bisogno di lavorare ma anche possono essere essi stessi tra gli inebetiti frutti dell’intellettualismo. La tecnica alfine domina poi gli stessi burattinai della finanza e di internet di cui sopra. Essi portano al crollo la società di cui fanno parte anche i loro figli.

Bisogna tornare all’uomo e all’uomo non si potrà tornare coi programmi alla fine intellettualoidi, perché troppo soggettivi, di qualcuno. La via mi pare la partecipazione di tutti perché lì, nella ricerca personale e nella condivisione, si supera l’intellettualismo e si matura nella vita concreta. Dunque non un intellettualistico programma comune –  stabilito da chi? – Ma proprio la libera ricerca e il dialogo tra tutti, nella più grande diversità degli orientamenti e nel desiderio comune, questo sì, di liberazione da tutti quelli che vogliono pensare il bene degli altri al posto degli altri stessi. Ecco le astrazioni, lo svuotamento, la dittatura, la riduzione a contrapposizioni tra bianco e nero, senza le mille sfumature della vita, la manipolazione, il fanatismo.

Solo la più varia partecipazione di base potrà suscitare una rinascita personale e sociale che non sia una nuova illusoria ideologia. Da questo fermento potranno uscire di volta in volta guide che siano in mezzo alla gente e non fasulle avanguardie nelle loro torri d’avorio. Le pseudoelites vecchie e nuove hanno alcune caratteristiche distintive che segnano già un destino: ascoltano poco, vogliono primeggiare, si credono chissà chi. Sono ancora una volta frutti dell’ubris, della stolta superbia, alla fine astratta, intellettualista.

Vediamo per esempio che al tempo di Gesù la rivoluzione non la fecero le élites del tempo, farisei, sadducei, scribi, né prima di tutto (certo ogni cosa concorre in ciò in cui è buona) le aspiranti nuove élites come gli zeloti o gli esseni ma i piccoli del vangelo, la gente che cercava di accogliere con cuore semplice la luce che gli veniva donata. «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!» (Lc 17, 21).

Sembra impossibile che non vi sia anche nei passaggi di cambiamento sociale qualcuno che si ritiene di un altro pianeta e meritevole di guidare gli altri. È l’inizio della logica del potere che in varia misura si contrappone a quella della ricerca del vero. Che vi sia nella società chi governa è addirittura indispensabile. La questione dunque non è evitare questo ma favorire il più possibile la libera formazione e la libera informazione, ossia l’autentica partecipazione di ciascuno. Sembra appunto davvero difficile che non vi sia anche nella rivoluzione chi vuole prevalere invece di cercare prima di tutto la condivisione. Forse però il cammino dell’uomo ha portato ormai molti a conoscere la fine delle verità che camminano sulle gambe dei più forti. Si finisce per passare da un padrone all’altro. Il vero necessarissimo rinnovamento può risiedere nella consapevolezza che se non si favorisce il più possibile libera formazione e informazione, la partecipazione, l’umanità rischia di venire oggi annullata dalla onnipervasività della tecnica. Libertà per ciascuno di venire formato fin dalla scuola alla luce della identità ricercata e nello scambio con gli altri e di qui più autentica possibilità di partecipazione. Sempre vi sarà chi si vuole imporre, magari appunto come salvatore degli altri. La storia insegna e insegnerà sempre più che bisogna cercare di favorire la libera maturazione e partecipazione di ogni persona. Cercando dunque le vie per attenuare il predominio di alcuni sugli altri. Consci di questa continua ambivalenza e del continuo rischio di trasformare anche le vie migliori in occasioni di prevaricazione.

Ma sembra di essere giunti ad una situazione in cui o la tecnica, con i suoi potenti mezzi, favorisce la libera maturazione di ciascuno o le persone diverranno appendici dei robot. In un singolare ma anche drammatico, perché tendente al crollo, rovesciamento di prospettive. La domanda è dunque radicale: vi è la possibilità di porre la tecnica sotto il controllo della democrazia o la tecnica stessa porta al dominio di alcuni che altrimenti sarebbero scalzati da altri, dunque di fatto ognuno essendo soggetto ad essa?  La libera formazione e informazione di cui sopra può stimolare l’uscita dal razionalismo e dunque una plurale ricerca del vero, integrale, benessere umano. Si potrà giungere a percorrere queste vie di fondo in modo sufficientemente autentico? Si potrà per esse porre un certo argine allo strapotere della tecnica, degli apparati? Si verrà costretti a muoversi in tale direzione dopo il crollo dello svuotamento totale, se qualcuno sopravviverà?

In un tale contesto la Chiesa può trovare ostacoli previ ad un’autentica sinodalità nei limiti sociali alla crescita delle persone. Potrà essa comunque aprirsi con prudenza ed equilibrio ad una più viva e libera partecipazione? Potrà non venire pesantemente condizionata dalla formazione e dall’informazione a senso unico? Intanto va osservato che urge per esempio uscire dal doppiopettismo delle apparenze che espone ancora maggiormente ai ricatti del potere. Gli apostoli non hanno puntato su un loro impeccabile curriculum, che come ben si sa non avevano (vedi san Matteo, san Paolo e anche tutti gli altri) ma proprio al contrario sull’opera di Gesù. Le vie sopra descritte stimolano l’uscita dall’intellettualismo, dalle sue astrazioni, dai suoi formalismi. Le scritture, si pensi a quella sintesi dell’Antico e del Nuovo Testamento che può ritenersi il Magnificat, rivelano e mostrano che Dio conduce la storia profonda, oltre ogni ostacolo, con la collaborazione dei piccoli. E quando la scintilla della viva ricerca del vero, della libertà, si accende nelle persone può essere molto potente.

I punti profondi della crisi attuale

Intervista di Byoblu a d. Giampaolo Centofanti

https://www.byoblu.com/2020/12/13/a-scuola-si-insegna-il-civismo-omologato-e-cosi-muore-la-democrazia-don-giampaolo-centofanti/

Gesu’ e la politica

La democrazia aggirata, raggirata

Comunicazione dal vivo e non

Gesu’ e la cultura

Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13, 47-52).

Gesù non ha scritto perché non teorizza ma si manifesta dal vivo, in modo specifico per le specifiche persone. Ma non ha disprezzato la cultura. Tutta la sua vita è intrisa delle Scritture, meditate in modo profondamente libero e innovativo. Il titolo con cui preferisce chiamarsi è Figlio dell’uomo. La persona di cultura per Lui non è un dotto a tavolino, una persona dagli astratti ragionamenti ma colui che matura nella Sua sequela, su tale via anche cogliendo i doni validi della cultura e di ogni cosa. Dunque il centro è sempre una crescita, un discernimento, dal vivo, nelle situazioni specifiche.

Non per nulla Gesù non ha mai parlato di fede e ragione ma ha vissuto Lui per primo una maturazione del cuore nella Luce che scende serena, come una colomba. La Parola non è un concetto da comprendere con il cervello e mettere in pratica con la volontà ma è un seme che cresce facendo maturare ciascuno sul proprio graduale, personalissimo, cammino. Gesù annuncia alle folle, ma anche qui parlando alle situazioni specifiche, le verità fondamentali; poi accompagna il cammino particolare delle singole persone. Insomma Egli è il seminatore che semina il seme e cura la sua crescita. Non giunge a sistematizzare tutta una cultura.

Su questa scia io mi sento chiamato a vivere la pastorale dal vivo, come Gesù. Alle persone che accompagno nella crescita suggerisco di non leggere i miei scritti, che inevitabilmente potrebbero giungere in modo variamente astratto. Quando si studia bisogna capire che si tocca un altro piano rispetto alla pastorale, alla propria vita, maturazione, concreta e che in certi casi si può fare confusione tra tali diversi ambiti. Da un altro lato scrivo perché la cultura tocca la ricerca umana integrale ed influenza poi in mille modi la vita delle persone e dunque va sempre profondamente rinnovata in Cristo. Vi sono così due piani: quello dal vivo, nei suoi vari aspetti, tra cui l’annuncio, il dialogo, con la gente, quello comunitario e quello personalizzato; e quello degli studi, che implicano la formazione alla luce della identità ricercata e lo scambio con le altre culture e con persone di quelle culture. I due piani al tempo della scuola, dell’università, si rimandano, si dovrebbero rimandare, l’uno all’altro. Per esempio una cultura intellettualista non stimola, almeno non così tanto, tale interazione.

Poi il rimando si può variamente trasformare ma certo in una società che aiuti sulle scie sopra citate la maturazione della gente vi sarebbe una partecipazione che in vario modo lo stimolerebbe.

Quanto lungo dunque è il cammino anche della Chiesa per imparare a prendere sempre più profondamente Gesù come riferimento in ogni cosa. Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Quasi come se anche nella Chiesa si debbano sperimentare a lungo le conseguenze della più o meno consapevole ubris della ragione astratta che sta conducendo l’umanità al crollo.

Il discernere concreto di Gesu’ e la psicologia

Il segno della profezia

Morte e risurrezione della profezia

Una dittatura da studiare

La ricerca del vero e la geopolitica

Alla ricerca del discernimento: preghiera e discernimento

https://drive.google.com/file/d/1QD77wdotQEmmAqHebJvkV9qEbSFYVDXw/view?usp=drivesdk

Poesia per Maradona

Page 1 of 2

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén