Giampaolo Centofanti blog

Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa

La professione di fede di Gesù: il Padre nostro

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La situazione di fondo

 

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Leggere nel proprio cuore e in quello degli altri

Le risposte spirituali e umane, anche psicologiche, di cui ciascuno ha bisogno

Trovare noi stessi, anche psicologicamente, partendo dal cuore nella Luce serena

Alla ricerca del discernimento, di d Giampaolo Centofanti su radio popolo della famiglia

Ogni martedì alle 11 su http://www.pdfradio.it

Spunti sulla coppia e la famiglia

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Centralità delle pie donne sotto la croce e nell’annuncio della risurrezione

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Video: Nodi che si sciolgono, strade che si aprono

https://www.youtube.com/channel/UChTNif0aOs7lN9gbY9Ja8zw

Il sacramento della riconciliazione

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Portati nella nuova creazione

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Una via che scioglie i nodi, apre le strade

 

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Domande a Spadaro

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Dio e la logica

 

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Un falso bene

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Una Chiesa famiglia

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Il falso buonismo della ragione astratta

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Rivoluzionari utili al sistema

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Ritrovare il contatto col proprio cuore semplice

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Scegliere, non subire, la formazione e l’informazione e’ via decisiva contro lo sfacelo totale

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Domande su san Francesco

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Blogger & co, speranza di democrazia

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Mt 22, 1-14

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Si e’ realizzata la vittoria del cuore di Maria?

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Il linguaggio di Gesu’

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Domande: che significa “Rivelazione virtualmente piena di Gesù?

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Non si fanno piu’ scelte definitive?

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Il dramma dell’elitarismo

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Tradizionalisti e modernisti: il rischio di un dialogo tra sordi

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Domande sul tema dello sviluppo gentile di P. Benanti

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Il peccato del mondo e nella Chiesa

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Tradizionalismo e neomodernismo nella Chiesa figli della stessa distorsione

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Vie della profezia

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Il vulnus razionalista nella Chiesa

In un tempo in cui il potere spoglia i popoli dei risparmi, del lavoro, della propria ricerca identitaria, tutti costringendo nella formazione e nell’informazione del pensiero unico certi settori della gerarchia ecclesiale, autorevoli periodici, offrono il loro contributo al controllo di chiunque non accetti tale omologazione. Spesso in chiave variamente sanitaria, non ci si può permettere di dissentire dalla verità assoluta propugnata “a fin di bene” da pochi. La dittatura strisciante si fa sempre più arrogante. Si parla di difesa del povero, dell’emarginato, di partecipazione del popolo ma guai a non condividere il pensiero dominante.

 

Sottilmente impera anche in queste frange ecclesiali un pensiero tecnicista che svuota l’uomo. Lo si può rilevare in modo lampante nell’impostazione del rapporto tra spiritualità e psicologia. Il razionalismo imperversa e si vuole imporre come verità assoluta per esempio appunto in campo sanitario talora persino per vie legali. Di un’anima disincarnata si occupi il religioso, lo psicologo si interessi della psiche. 

 

Ma Giovanni non afferma nella sua prima lettera che ogni spirito che riconosce Gesù venuto nella carne è da Dio? Lo Spirito non scende come una colomba sul Figlio dell’uomo? Ossia senza calpestare la sua umanità ma con delicatezza, a misura, aprendola sempre più alla grazia? Allora l’insegnamento di Cristo va sanzionato perché osa affermare che solo nel suo Amore meraviglioso l’uomo può conoscere Dio e anche sé stesso? 

 

La psicologia può specializzarsi per esempio nel conoscere certe ferite umane. Certo le risposte prefabbricate, le spiritualità disincarnate o pragmatiste non aiutano la persona a trovare sé stessa. Ma qui si dice che la psicologia non deve sostanzialmente intervenire in questo campo con proprie domande, contributi. Appunto come raramente pare aver pensato di fare, in perfetta linea razionalista. Basta che la spiritualità non si occupi a sua volta di psicologia. E quando e chi decide dove è la linea di demarcazione? Ossia di scissione dell’uomo? Gesù non ha parlato di tecnicismi. 

 

Così emerge il disperato tentativo della dittatura tecnicista di assicurarsi un futuro: frammentare l’uomo. Invece sta gradualmente germogliando la via del discernere divino e umano del Gesù dei vangeli. In Lui l’uomo può sempre più trovare sé stesso. In Lui la psicologia può trovare le strade più adeguate per i suoi possibili contributi.

 

Ciò che fa rinascere l’uomo è l’Amore meraviglioso, a misura, di Dio per ogni specifica creatura. In questo Amore la persona può trovare risposte nuove alle ferite, alle strutturazioni, che appesantiscono la sua vita. E questo certo può avvenire in un cammino graduale, per il cristiano nella Chiesa e con l’aiuto di ciascuno. Ogni uomo nella propria personalissima ricerca identitaria e nello scambio con gli altri.

Un nuovo venire di Dio molto graduale o affrettato da segni particolari?

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Nuove, liberanti, prospettive per scienza e fede

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Alternative al crollo generale

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Alle fonti della comunicazione

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Nota all’intervento precedente

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Valori di carta, pesta

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Ha cambiato Dio il tuo nome?

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Un brano evangelico che parla alle citta’

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Maria e il seme di una grazia nuova

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Antidoti all’omologazione

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Germogli di un tempo nuovo

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I fondamenti spirituali culturali di un nuovo discernimento in Gesu’, Dio e uomo

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La crisi finale del razionalismo

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Attesa di una mediazione: razionalista o traboccamento?

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La preghiera di Gesù, alcuni aspetti

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Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa. Una strada semplice e profonda

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Vero e falso solidarismo

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Maschile e femminile in Dio

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La questione fontale del pendolo

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Seminare la consapevolezza di una questione decisiva

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Domande a Galli della Loggia sulla cultura della classe dirigente

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La tecnica e il grande fratello

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Ormai solo un Dio ci puo’ salvare

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Fratelli piu’ uguali degli altri

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La “pastorale” di Gesù

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Possibili vie del traboccamento

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Un possibile traboccamento

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Che succede?

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La confessione al tempo del coronavirus

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Gli opposti estremismi della ragione astratta

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La fede al tempo del coronavirus

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Prudenza certo ma anche saggia vicinanza

Forse potrebbe arrivare un’altra stretta. Tra una prudenza burocratica e una prudenza vicina alla gente vi può stare un abisso. Bisogna trovare il modo di rincuorare le persone e portargli l’amore di Dio e della Chiesa. Uno spunto solo così, tutto da valutare, per riflettere e cercare insieme. Un prete per parrocchia che gira per il territorio col megafono e fa pregare tutti quelli che vogliono. E chi ha un’altra fede o non crede? Passi anche un rappresentante di ogni religione o filosofia. Non lasciamoci ingannare da giochini da azzeccagarbugli. Possibile non si trovi una soluzione adeguata? Preghiamo tanto.

Il prossimo sinodo sulla sinodalità: speranze, problemi, pericoli

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Premessa ai commenti al vangelo scritti

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Una chiave di sblocco della democrazia

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Media liberi e media di sistema: scoprili da solo

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Cause di stagnazione

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La vita in abbondanza

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Ritorno a Cristo, al futuro

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Domande a Castillo

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Invocare incessantemente l’oltre del cuore di Maria

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L’invocazione di Francesco

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Domande sulla ministerialita’ nella Chiesa

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I tre riduttivismi del razionalismo e alcune loro sfumature

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Domande, solo domande, sui sacramenti

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Cui prodest?

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Alle fonti della grazia, della vita

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La Parola-carne

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Discernere nell’eucaristia

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Nuove tappe nel cammino della Chiesa

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Piccolo magnificat. Un canto di tanti canti

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Uno scontro epico tra Cristo e il potere

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Dove nasce Gesu’ oggi?

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https://sinodalitapartecipazione.altervista.org/

Tanti desiderano una viva democrazia e il potere quando si fa sistema può far passare dappertutto che democrazia è il pensiero unico, l’imporre a tutti i suoi voleri. Che sono appunto quelli di svuotare le persone rendendole isolati consumatori persi in una massa teleguidata da ogni lato della vita. Mi pare importante evidenziare queste contraddizioni. Questa è l’arroganza del potere: poter operare in modo evidentemente contraddittorio come se tali incongruenze non fossero lampanti. Parlare per esempio di democrazia e imporre dappertutto un pensiero unico, uniformato, pensando che alla fine la gente, svuotata di ogni autentica ricerca, potrà pure fare proprio, vita propria, quel pensiero unico.

 

Nel blog https://sinodalitapartecipazione.altervista.org/ l’articolo “Il guado dello Iabbok” tratta di quell’apertura al vero, all’altro, che può condurre la ricerca personale verso piste sempre più mature perché cercano di tenere conto dei possibili spunti interessanti di ciascuno. Per esempio ho notato che non di rado in una famiglia se i genitori giungono al disprezzo l’uno dell’altro per la diversa, pur in fondo legittima, mentalità i figli potrebbero finire per fare propri i pregi e i difetti di uno solo dei genitori stessi. Se invece, al di là dei pur umani battibecchi, i genitori si accettano i figli li vedranno come una cosa sola e potranno ciascuno a modo proprio tendenzialmente prendere il buono sia del padre che della madre. Certo anche questo è un possibile spunto tra tanti, le situazioni sono diversissime tra loro, non si possono trarre da esso conclusioni schematiche.

Mangiavano e bevevano (Lc 17, 27)

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Un sistema di carta, pesta

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I tre punti del sistema

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La fabbrica mediatica del consenso e il popolo che sempre meno se la beve

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Un passaggio epocale: riferimenti culturali

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Perche’ Gesu’ non ha scritto

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Trucchi e sceneggiate

L’oppressione del popolo

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Morte dell’informazione alternativa

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L’impossibile sinodalita’

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La coscienza di Gesu’

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L’attuale drammatica vivisezione della coscienza

Quando nella Chiesa si parla di discernimento non di rado ci si riferisce a circoscritte tematiche spirituali, delle intenzioni profonde. Ma delegando alle scienze umane tanta parte dell’umano si finisce in criteri spiritualistici disincarnati. Il raggio di azione viene talora allargato per esempio a tematiche pastorali sempre riservando altri campi ad un raziocinio alla fine variamente separato dal resto della vita personale. 

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Due estremi

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Sordi riduzionismi

Nella missione si supera ogni diatriba intraecclesiale. In questa come in altre affermazioni possiamo trovare del vero. Al tempo stesso in un autentico cammino di crescita si può trattare anche di frasi recepite semplicisticamente, distrattamente. Tutto viene da Maria e da Cristo, dalla loro sequela che implica l’amore verso ogni persona. Se la conversione è sincera tendenzialmente condurrà verso un rinnovamento continuo. Ma il percorso può venire aiutato da tanti stimoli, proprio in Dio, che si possono accogliere, fornire o meno.

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La terza incognita

https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/11/05/news/la-cultura-razionalista-frantuma-la-persona-in-parti-riduttive-1.37842155

 

 

La questione di fondo

https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/10/31/news/la-societa-a-rischio-crollo-per-il-tecnicismo-imperante-1.37815419

 

 

Concretezza della fantasia

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Nuove vie di rinascita sociale

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/10/17/news/un-impalpabile-dittatura-soft-che-spoglia-le-masse-di-tutto-1.37755322

Il grido dal profondo del popolo

Maria, Gesù, liberateci dal pensiero uniformato, dalle sue schiavizzazioni, mostrateci le vie.

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La Parola non e’ un concetto ma un seme di liberazione

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Sul crocifisso nella scuola

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Nuove vie di liberazione sociale

In diversi interventi precedenti ho rilevato i rischi, già variamente concretizzati, di un sempre più totale tracollo umano in ogni aspetto, anche sociale ed economico, dovuti al crescente potere nel mondo di un pensiero unico teleguidato da pochi. L’uniformismo che impera nella scuola, nei media, svuota, isola, le persone, i giovani. Li espone inermi alla schiavizzazione del precariato, delle leggi e delle economie pro finanza. 

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Il soffocamento della sincerita’

Il soffocamento della sincerità, dello Spirito, nella società globalizzata rischia di riuscire a spegnere tanta vita autentica. Pochi potenti dettano al mondo uno svuotante pensiero unico attraverso le logiche degli apparati, gli schematismi e le frammentazioni dello scientismo, il falso neutralismo dell’educazione e oggi di un incontro, anche nella scuola, senza libero sviluppo anche delle identità. 

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Un nuovo samizdat*, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi

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Educazione e informazione, le vere leve del potere

Siamo in un passaggio molto delicato. La globalizzazione, gli apparati, le frammentazioni e le schematizzazioni culturali, senza vera vita, possono rendere incombente il pericolo di un pensiero unico falsamente filantropico perché omologante, imposto, demolitore del libero cammino nell’identità ricercata e nello scambio con le altre. Morte di ogni autentico slancio.

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Il centramento della croce

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Forme di sinodalita’ e di partecipazione

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La chiave della vita

http://ilsismografo.blogspot.com/2017/01/italia-genesi-di-scoperte-gpcentofanti.html?m=1

Il katechon e lo scatenamento del tecnicismo

Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, io vi dicevo queste cose? E ora voi sapete che cosa lo trattiene (κατεχon) perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene (κατεχων). Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità (2 Tess 2, 3-12).

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Una dittatura impalpabile

Viviamo in una società dove pochi signori del denaro sembrano alfine gestire un sistema che teleguida le coscienze, la vita, della gente. Scientismo, logiche di apparato, svuotano le storie personali, comunitarie, rendendo l’uomo individuo isolato da sé stesso e dagli altri, un semplice consumatore. La libera consapevolezza, la partecipazione, vengono sistematicamente spente. Indirizzati al bianco o nero. Ognuno è solo, sottilmente in balia di un potere invisibile eppure efficacissimo.

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La presa di coscienza del nuovo quarto stato

Nell’intervento https://gpcentofanti.altervista.org/le-due-nuove-classi-sociali/ rilevo il possibile formarsi di una ristretta casta di nuovi chierici, intellettuali, alti funzionari, di fatto al servizio del pensiero unico individualista-consumista della finanza, di pochi signori del denaro. E di una crescente massa di persone espropriate della propria storia, di una ricerca a partire dalla formazione libera e condivisa. Una situazione che sta svuotando la società in ogni campo e la sta conducendo ad una implosione. Le crisi assumono titoli molteplici, demografica, economica, ambientale, spirituale, culturale, comunitaria… ma hanno l’unica suddetta matrice.

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Commenti di d. Giampaolo Centofanti su Settimananews

 

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Le due nuove classi sociali

Antonio Gramsci sviluppa una riflessione su una presa del potere senza rivoluzione armata. Una élite illuminata cerca di prendere piede, di espandersi tra gli esponenti della cultura, dell’educazione, dell’informazione, nei gangli dello stato… Si crea un sistema che prende di fatto a dominare anche quando non ha la maggioranza alle elezioni. Tra l’altro dunque un sottile imporre il proprio politically correct e uno screditare gli altri orientamenti e persino le persone, in ogni modo.

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Il polso della situazione

Non mi meraviglierei se in cielo constateremo ancor più chiaramente che dall’ultimo concilio abbiamo avuto, almeno sino ad ora, il dono di papi tutti santi. Dunque parlo con amore, per un possibile contributo ad una crescita comune. Mi pare davvero un dono di Dio che ci si stia aprendo con più frequenza all’elezione di papi non italiani. Può apparire sotto molti aspetti positivo che i pontefici vengano via via da ogni parte del mondo. Tra l’altro eventualmente nuove aperture, stimoli originali, sblocco di possibili apparati.

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Gesu’, i poteri religiosi, la politica

Interessante meditare su come Gesù viveva i rapporti con i vari orientamenti, con la politica.

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Una chiave sorprendentemente semplice

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/09/17/news/vivere-la-fede-aperti-agli-altri-alla-luce-serena-1.37475581

Alcune esperienze

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L’era dell’Immacolata e dunque dell’umanita’ assunta, ritrovata, in Dio

Esiste una via semplice. Le ansie eccessive, le complicazioni, le forzature, i sensi di colpa, stancano perché sono inutili inganni. L’umanità di una persona si può affaticare nel portare il peso di queste tendenze, proprio perché sana. Forse tutti le abbiamo sperimentate, anche perché viviamo in una cultura che è così: cervellotica, astratta, da tavolino.

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Il disprezzo e lo sfruttamento della gente da parte delle varie pseudoelites

Una certa religiosità ideologica critica la fede della gente che non osserva certe regole. Ma a tali astrazioni viene risposto che non comprendono il cammino graduale delle persone. Mentre Gesù nei suoi dialoghi a tu per tu nei vangeli lo vediamo accompagnare con amore, ben al di là degli schemi, la maturazione di ogni specifica persona. Dunque non risposte già pronte, prefabbricate.

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Il vero punto

Si cercano soluzioni tecniche o troppo spiritualistiche allo svuotamento che dilaga senza più nemmeno riuscire ad avvedersi che fin dalla scuola i giovani sono immersi in questo nulla scientista, omologante.

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La sempre nuova via della piccolezza e della semplicita’

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/08/13/news/una-via-per-la-maturazione-umana-e-spirituale-1.37343573

L’apparato e la familiarita’

I riduttivismi dell’umano rischiano nella Chiesa di rendere le guide lontane dalla gente. Lo spiritualismo può comportare non a caso una minore attenzione all’umano e ad ogni specifico uomo (1 Gv 4, 2). Il razionalismo può valutare ogni cosa per schemi astratti, competenze e ruoli prefabbricati. Il pragmatismo può reagire a questa disumanità gettandosi nella vita concreta ma cercandone meno approfonditamente il senso, appunto presentato in modo variamente invivibile.

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Dove viene il regno di Dio

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/10/08/news/le-cordate-e-il-potere-nella-chiesa-possono-portare-al-decadimento-1.37716929

 

 

Morte e vita della profezia

“La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti” (1 Sam 3, 1).

“Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta del Signore” (1 Sam 3, 19-20).

5Giòsafat disse al re d’Israele: «Consulta, per favore, oggi stesso la parola del Signore». Il re d’Israele radunò i profeti, quattrocento persone, e domandò loro: «Devo andare in guerra contro Ramot di Gàlaad o devo rinunciare?». Risposero: «Attacca; il Signore la metterà in mano al re». Giòsafat disse: «Non c’è qui ancora un profeta del Signore da consultare?». Il re d’Israele rispose a Giòsafat: «C’è ancora un uomo, per consultare tramite lui il Signore, ma io lo detesto perché non mi profetizza il bene, ma il male: è Michea, figlio di Imla». Giòsafat disse: «Il re non parli così!» (1 Re 22, 5-8).

Ascoltare Dio, il buono di ciascuno o il sistema, le procedure prefabbricate. Può accadere di non avvedersi nemmeno delle parole in varia misura di carta, stantie, prive di carica profetica, ossia di una sincera ricerca del vero, della vita, ovunque si possano trovare. Senza la grazia e la ricerca del suo accoglimento le guide si possono perdere negli interessi di corto respiro, negli ingranaggi del sistema.

“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uolasciarsi mini.

E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito” (Mc 6, 34-52).

Gesù si commuove perché la situazione non è facile. Non si tratta però di essere privi di limiti, debolezze ma di cercare di lasciarsi fare piccoli strumenti della grazia. Della luce che viene donata a ciascuno. Anche, e talora per certi versi di più, ad un ateo.

Il Maestro costringe i discepoli a precederlo all’altra riva perché non cincischino nelle gratificazioni dalla gente per il miracolo. Perché imparino a comprendere, a dare, a tutti, senza preferenze. Un criterio di grande aiuto per la vera profezia. Imparino su queste scie a credere nella unione con lui, nel vero bene, anche senza vederlo. E ad invocare il suo aiuto per riconoscerlo nella fede in un suo nuovo venire.

Allo stesso modo quanti hanno creduto alla profezia di Samuele? Possono darsi grandi profeti che muoiono sconosciuti e incompresi da tutti o dai più. E molte persone seminano tanto bene, semplice e persino nuovo senza che molti si avvedano di tale rinnovamento, pur sperimentandone nel concreto i particolari benefici. Ma Dio parla un linguaggio spirituale. Tutto Israele seppe di Samuele perché il seme veniva comunque seminato, come sa Dio.

Cercare di discernere la situazione presente

L’uomo è spesso variamente vivisezionato tra ragione astratta, anima disincarnata, mero fare. Ciò favorisce gli schematismi, i compitini per ruoli, specializzazioni, le burocrazie… Immaginiamo un profeta in antropologia teologica? Così le persone più colte rischiano di risultare più strutturate e divise tra gli orientamenti suddetti mentre la gente di tutti i giorni se respira questa mentalità anche però con benessere e gioia riconosce vie più semplici, serene e profonde. Proprio come al tempo di Gesù.

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Gli albori di un tempo nuovo: dai riduttivismi e dalle conseguenti oscillazioni tra la ragione astratta, l’anima disincarnata e il mero fare, al discernere del cuore divino e umano di Gesu’

Un cambiamento d’epoca

Sentinella, quanto resta per il crollo?

Priva di autentiche risorse morali la società va verso un crollo a cominciare per esempio​ dal clima, come si vede.

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Domande

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L’Amore che libera

Solo la luce dell’amore sereno, a misura, guarisce, dà vita. Cinque pani e due pesci. Non fare chissà che cosa ma cercare di vivere ciò che la grazia fa maturare, in un percorso ben al di là degli schemi, verso il pieno, personalissimo, compimento del vangelo in me. La fede e’ lasciar operare Dio. Dunque non moralismi, risposte prefabbricate e su questa serena scia anche sempre meno complicazioni, ferite, paure. Riprendo contatto col mio cuore semplice, libero, nella luce che lo porta.

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Sempre nuova scoperta dell’obiezione di coscienza

Lo svuotamento della gente che pare alla radice del “sistema” di potere odierno sta comportando una diffusa protesta non a caso istintiva verso tale oligarchia. I vecchi apparati vengono messi in minoranza ma proprio così si svelano mostrando molti altri mezzi usati per imporre ugualmente la propria agenda alla politica, alla legge e via dicendo.

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Il potere che annichila e la grazia

La tuttora non di rado forte separazione tra cultura e vita puo’ comportare la formazione di caste di intellettuali ognuna con il suo vivisezionato compitino da svolgere a tavolino. La societa’ attuale sta vivendo senza avvedersene le conseguenze di questa, talora, sistematizzazione omologante a tutto campo. Un tendenziale svuotamento, una schematizzazione, spesso largamente inconsapevole, di ogni ricerca. Il mondo, i vari settori, possono essere così governati da pochi. I quali si appoggiano sulle elites di cui sopra, che pur soggette si guadagnano il loro posto al sole o, più spesso, ottemperano ad un umano bisogno di lavorare. Si forma un sistema dove si ripetono più o meno le parole d’ordine del momento. Non vi e’ reale interesse a stimolare autentici percorsi personali, comunitari e lo scambio tra di essi. Anche chi si spinge a osservare che sta morendo la vissuta ricerca di senso fa riferimento a valori uniformi, omologati, che non possono certo sviluppare autenticamente la vita delle persone.

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Sinodalita’ una strada bella e complessa

https://www.lastampa.it/2019/06/28/vaticaninsider/sinodalit-una-strada-bella-e-complessa-PejxbjdxRVWsZIuH1wl9MK/pagina.html

Poesia e concretezza di Dio

I sacramenti nella vita di Gesu’

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/08/21/news/per-ciascun-cristiano-gesu-sembra-tracciare-con-la-sua-stessa-vita-un-cammino-in-lui-1.37366997

Sempre nuove vie di sintesi

https://www.lastampa.it/2019/06/18/vaticaninsider/gli-schematismi-di-una-inesistente-ragione-8N0vL5TmVhODOXGbFRuKeL/pagina.html

La musica della verita’ viva

In una società che talora ascolta poco, quanto potrebbe venire riscoperto il sacramento della riconciliazione se questa venisse intesa come seme di grazia integrale, spirituale e umana, che aiuta con ogni bene la persona a ritrovare sempre più tutta sé stessa, le vie, le tappe, della sua crescita a tutto campo. Per chi lo desidera, un luogo anche di dialogo con sacerdoti scoperti come preparati in tal senso. E che saranno più diffusi con lo svilupparsi di tale spiritualità.

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La viva sintonia del cuore

https://www.lastampa.it/2019/06/04/vaticaninsider/olio-sulle-ferite-Fr6FV9eCWcBm0PjqicI5YP/pagina.html

Un nuovo pragmatismo

https://www.lastampa.it/2019/05/28/vaticaninsider/un-nuovo-piatto-refrain-di-sistema-k8LC151cG7AIF8BKQUAfyJ/pagina.html

Riconciliazione ed eucaristia nel vangelo

https://www.lastampa.it/2019/05/21/vaticaninsider/aprire-totalmente-il-cuore-a-dio-un-regalo-non-una-dogana-2jnqTqH8w3eJoO8xZRb4UJ/pagina.html

La capitale via del centramento

https://www.lastampa.it/2019/05/14/vaticaninsider/la-ricerca-identitaria-e-lo-scambio-come-via-di-autentica-crescita-integrale-IOCjiVYmg13aEFSSuujF8K/pagina.html

 

 

 

 

La vita e il sistema

https://www.lastampa.it/2019/05/07/vaticaninsider/un-discernimento-libero-da-logiche-dapparato-ICF5TOUbASZOcIwZIikNdL/pagina.html

Schizocardia

https://www.lastampa.it/2019/04/30/vaticaninsider/la-gente-si-lamenta-che-se-non-va-pi-in-parrocchia-nessuno-le-domanda-che-fine-ha-fatto-IASB2VjKiakF4VguNkwskM/pagina.html

Un Dio buono

https://www.lastampa.it/2019/04/23/vaticaninsider/una-felicit-da-crocifisso-VDwt3TxCYoyIYRoWzhtkaL/pagina.html

I criteri di Gesu’

https://www.lastampa.it/2019/04/16/vaticaninsider/liberare-la-nostra-vita-e-quella-altrui-da-legacci-meccanici-mQRySL9yhPVDNPxUzzJnaM/pagina.html

Ricerca del vero e sistema

https://www.lastampa.it/2019/04/09/vaticaninsider/i-germogli-del-rinnovamento-in-mezzo-al-popolo-SVU6rS4Y9fVS3pGhINxqlK/pagina.html

La sempre nuova via delle identita’ e della condivisione

https://www.lastampa.it/2019/04/03/vaticaninsider/il-revival-dei-valori-5Co8msRcTMP3Typ70If6WN/pagina.html

Una pace nuova, di tutta la persona

https://www.lastampa.it/2019/03/26/vaticaninsider/una-nuova-creazione-sHGoOk7k0OhVEJn5BTruDO/pagina.html

Donna: astrazione o comunione

https://www.lastampa.it/2019/03/12/vaticaninsider/una-umanit-pericolosamente-succube-di-s-stessa-e-della-sua-tecnica-GaCHgtuJ38knLYZMOMGQwM/pagina.html

Un passaggio (= pasqua) epocale

https://www.lastampa.it/2019/03/19/vaticaninsider/perle-di-realismo-spirituale-78oOi6fyPgzbBFoDEjoSnI/pagina.html

Vino nuovo in Chiesa, in societa’, nuove

https://www.lastampa.it/2019/03/05/vaticaninsider/la-dittatura-di-un-pensiero-unico-pseudoscientista-che-non-ammette-repliche-Dk91EXjTS6hcBCnRgqkDvL/pagina.html

Un servizio ecclesiale dell’ascolto integrale

https://www.lastampa.it/2019/02/26/vaticaninsider/un-ministero-dellascolto-a-vari-piani-ecclesiali-VL0nWN8ybVkPQqYwLcJDBJ/pagina.html

 

 

Il corso della storia, la nuova fontana del villaggio e gli abusi del potere

Il razionalismo continua a sviluppare sempre più profondamente le conseguenze dei propri orientamenti ad ogni livello, culturale, sociale. Svuotamento, frammentazione, della persona, isolamento, comunicazione sempre più solo virtuale, sovraesposta ai mille possibili giochi delle astrazioni. Ridotti a meri consumatori.

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Umanita’ o funzionamento

https://www.lastampa.it/2019/02/19/vaticaninsider/spegnere-la-vita-in-un-impossibile-tentativo-di-robotizzarla-bU0CkaR5LSnsdLttnagpWI/pagina.html

La nuova fontana del villaggio

https://www.lastampa.it/2019/02/12/vaticaninsider/identit-capaci-di-rinnovarsi-nellincontro-con-le-altre-OVrzE2TA8nQacW58lAEaaI/pagina.html

Vangelo e Tradizione

https://www.lastampa.it/2019/02/11/vaticaninsider/la-sincerit-o-lipocrisia-nel-trasmetterela-tradizione-apostolica-y16pfpw4KdWFfqrNkjX0DM/pagina.html

Fake spirits

https://www.lastampa.it/2019/02/06/vaticaninsider/fake-news-o-forse-fake-spirits-CDyFuRHWx9aQ4aTO3oSqDJ/pagina.html

Una via costruttiva

https://www.lastampa.it/2019/01/29/vaticaninsider/il-bisogno-di-costruire-3wLCsmrmi9uHCXFOmJJzPK/pagina.html

La svolta

https://www.lastampa.it/2019/01/23/vaticaninsider/gli-stanchi-occhieggiamenti-verso-vecchie-o-nuove-lite-vgje2sL5sQzCClzgYbWFHK/pagina.html

Che fare?

https://www.lastampa.it/2019/01/15/vaticaninsider/la-logica-dellapparato-che-svuota-le-persone-HZHhJwDXlsTnBZ3ThAAEEM/pagina.html

Vie per il discernimento

https://www.lastampa.it/2019/01/08/vaticaninsider/il-bisogno-di-autentica-non-moralistica-comprensione-di-ogni-persona-ejUXxckgomHEPKoGVSxh5N/pagina.html

La vera questione sociale

https://www.lastampa.it/2019/01/02/vaticaninsider/formazione-e-informazione-il-vero-potere-ZAp0vIpuaKX7DyPVpoNDFJ/pagina.html

Vie del discernimento

La via del discernimento è, almeno tendenzialmente, la via del cuore non razionalistico, non spiritualistico ma divino e umano di Gesù. Nei riferimenti essenziali e dinamici quello che vediamo nei vangeli. Si possono dunque prendere invece, anche in campo cristiano, strade parziali. Per esempio spiritualiste, ossia attente ad una in varia misura astratta anima più che all’umanità intera di ogni specifica persona. O razionaliste, tendenti a conoscere con logiche a tavolino, dunque con riferimenti che aiutano poco a comprendere la vita concreta orientando alfine al pragmatismo, ad un fare meccanico, meno portato ad un discernimento rivolto alla persona, alla realtà, specifica.

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Nodi sciolti, strade aperte

Le visioni della Trinità e della Chiesa vengono dalle impostazioni profonde. Spritualismo (Platone, Agostino) orientale; pragmatismo (Aristotele, Tommaso d’Aquino) latino; cuore divino e umano di Gesù che armonizza, integra e va oltre i precedenti orientamenti. Intendersi sulle dottrine può essere difficile mentre nella storia si può camminare insieme (pastori, fedeli, mondo) verso una spiritualità sempre nuova, piu equilibrata, non spiritualistica, non razionalistica (e di qui nel quotidiano pragmatistica) ma divina e umana in Cristo. Da qui sono uscite per esempio visioni della Trinità, della giustificazione, che possono venire piu facilmente condivise. Ecco, nel vissuto, la via di Francesco.

I fondamentali riferimenti del discernere concreto del Gesù dei vangeli, nelle loro linee generalissime li possiamo rintracciare narrativamente ben delineati per esempio in Gv 1, 29-34. E approfonditi, tra l’altro, in Lc 10, 27. La coscienza spirituale e psicofisica, il cuore, che esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, a misura, come una colomba. Lo Spirito, dunque, come una colomba e Gesù come un agnello, docile e piccolino (cfr Mt 11, 29), sul quale lo Spirito stesso scende e rimane, come nel suo nido naturale. Si nota dunque un movimento dall’alto, dallo Spirito, ma anche dal basso, dall’umanità, che è via per l’intuizione dello Spirito autentico, per esempio non spiritualistico, razionalistico, moralistico, etc.. Nello sperimentare vissutamente, per grazia, questo duplice movimento sono stato condotto ad intuire in modo rinnovato la vita della stessa Trinità. Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Ma il Padre stesso e lo Spirito non possono esistere senza il Figlio. Solo la comunione d’amore è vita. Il Padre è l’origine perché se non vi fosse un’origine si tratterebbe di tre persone giustapposte. Lo Spirito è il ponte, la via comunicativa, amorevole, che consente al Padre e al Figlio di entrare totalmente, delicatamente, l’uno nell’altro, senza confondersi. Senza lo Spirito si tratterebbe di due persone giustapposte. Solo l’amore, dunque è vita e l’amore è Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa vissuta interpretazione della Trinità in Cristo, Dio e uomo, nel distinguere e collegare i vari elementi, spirituali, umani, “materiali”, rivela anche i fondamenti spirituali, umani, “materiali”, della logica. Non una logica razionalistica, da tavolino, chiusa in sé. Non una logica solo induttiva, pragmatica. Ma una logica trinitaria in Cristo, Dio e uomo. Un mistero dunque nel quale si può sempre più profondamente venire condotti lasciandosi, per grazia, portare da Gesù. Maturando sempre più profondamente, equilibratamente, spiritualmente e umanamente, per grazia, su questa via. Una logica viva, spirituale e umana. Un vivo intuire, discernere, in vivo contatto con la realtà viva. Non schematismi astratti, variamente a tavolino. Ecco che prendono a delinearsi le basi per un rinnovato incontro tra la fede e la, ora rivista, scienza. Non più il secolare, ripetitivo, paradigma di fede e ragione. Se questa è la via profondamente rinnovate sono anche, per esempio, la teologia, la filosofia, la psicologia… Come osservo dettagliatamente in diversi interventi precedenti. Tutto è tendenzialmente, per grazia, vivificato, equilibrato, ben distinto, messo tendenzialmente in sempre più profondo, adeguato, contatto, per le adeguate, concrete, vie spirituali, umane, “materiali”, con il resto. Dunque possibile sempre nuova adeguatezza, efficacia, Dio volendo, in ogni campo.

La visione della Trinità dunque non è un pensierino a tavolino ma nasce da profondi orientamenti spirituali e umani. Che tendono a plasmare ogni cosa. In un orientamento che solo per brevita’ chiamo spiritualista tutto discende dal Padre, più passivo è il ruolo del Figlio e dello Spirito, come in una certa possibile visuale trinitaria orientale. Da questa tendenza può discendere proprio anche una propensione all’indipendenza di ogni Chiesa regionale. In un orientamento più pragmatico il Padre genera il Figlio e poi si amano nello Spirito, evidenziando la loro parità, come in una talora ormai vecchia, ma non tanto, visione romana. Tale tendenza pragmatica può manifestare una propensione a risolvere i rapporti tra Chiese sul piano di un variamente formale potere giuridico.

La via del cuore nella luce serena, a misura, può orientare, come sopra accennato, alla visuale trinitaria in Cristo, Dio e uomo, descritta all’inizio di questo intervento. Essa può superare le altre due successivamente esposte conservandone le molteplici istanze positive. Il primato del Padre e la sua parità col Figlio non si oppongono ma al contrario o stanno insieme o non possono darsi. Anche nella Chiesa non vi è parità senza primato né vi è primato senza parità. E bisogna considerare il rapporto dei vescovi con le diocesi, che sono parte viva di questa comunione. Anche nell’ottica, per esempio, di un san Pietro, che prima di Roma è stato, pare, vescovo di Antiochia e forse anche di Alessandria d’Egitto. Forse sono questi tra gli orientamenti nuovi che vanno gradualmente emergendo.

Papa Francesco con la sua stessa vita supera schemi della cultura, della mentalità, correnti aprendo tendenzialmente strade nuove, a tutto campo. Può accadere per esempio che qualche buon teologo sia aperto a questi stimoli ma che fatichi, almeno inizialmente, ad uscire più profondamente da un sia pur residuo intellettualismo. Di per sè però non si tratta dell’aprire rinnovati percorsi con il viverli da parte di alcuni mentre altri ne approfondiscono i possibili sviluppi culturali in varia misura a tavolino. È la stessa vita di ciascuno, è poi il vissuto, sempre più profondo, centrarsi in Cristo, Dio e uomo, che orienta a scoprire sempre più distintamente, equilibratamente, i riferimenti spirituali e umani del vivere potendo rinnovare ogni cosa, anche nella cultura. Nell’intervento precedente (   http://www.lastampa.it/2017/01/17/vaticaninsider/ita/commenti/vie-pi-umane-possono-avvicinare-in-modo-nuovo-tanta-gente-in-parrocchia-MVIwk8OqGtKqwMr8r3wS8K/pagina.html )  mi riferisco per esempio alla psicologia. Qui sopra ho accennato anche ad una nuova logica.  Riferendomi ai suoi aspetti spirituali-umani-“materiali”. Non vediamo per esempio una possibile trinitarieta’ anche nel creato? Vi è la voce, il suono, l’udito; il sole, la luce, la vista…

Stiamo entrando dunque in un passaggio da concetti da tavolino a consapevolezze della coscienza. In una cultura ancora razionalista può risultare talora impossibile cercare di spiegare, magari anche dettagliatamente, ad uno studioso quali possono essere i nuovi riferimenti, i nuovi paradigmi, fondamentali e cosa possono comportare i vecchi e i nuovi. La gente invece coglie subito, tendenzialmente, il senso delle cose fondamentalissime. Proprio perché così umane. Come il cuore nella serena luce, il buonsenso nella fede… E gioisce al sentirsi compresa in tutta la propria umanità, nel proprio personalissimo cammino, nei propri bisogni. È il vissuto, con le sue necessarie concrete novità, che si potrà fare gradualmente sempre più profonda, dettagliata, cultura. Allora in un vissuto diffuso i nuovi paradigmi potranno venire riconosciuti come naturali per tutti. Mentre oggi può apparire in qualche modo naturale ad uno studioso in tal senso strutturato anche il ben più astruso, meno, mi pare, umano, paradigma razionalista.

Lo Spirito scende delicatamente, come una colomba e rimane nel cuore di Cristo, come nel suo nido naturale. La sua umanità (e anche la nostra in lui) dunque è via per intuire lo Spirito autentico, per esempio non cerebrale, rigido… Trovandomi, per grazia, con l’aiuto di molti, specie del mio padre spirituale, su questo cammino ho gradualmente sperimentato sempre più profondamente una libertà a pieni polmoni, perché scoprivo vissutamente che Dio è amore senza limiti e condizioni. Mi sono accorto già prima del 2000 e ho cominciato ad osservare anche per iscritto che forse, superando magari qualche timore di esporsi, si poteva chiarire più profondamente nella Chiesa come la misericordia di Dio è senza limiti. E già intorno al 2000 ho cercato di trasmettere anche per iscritto che forse qui si poteva trovare una limpida soluzione alla questione ecumenica della giustificazione. Accogliendo anche alcuni possibili stimoli del mondo protestante si può affermare appunto che la misericordia divina è senza limiti. Non dimenticando le istanze cattoliche si può nel contempo affermare che Dio è delicato, rispetta la libertà dell’uomo. Il quale dunque può scegliere il suo destino, anche giungere a rifiutare definitivamente e a suo modo con piena consapevolezza (implicita se per esempio ateo) la misericordia del Signore. Ma non era forse, magari, proprio questa la risposta che, per esempio, cercava Lutero?

In questo intervento ho cercato di descrivere con qualche esempio come la sequela di Cristo mi ha condotto a scoprire vissutamente possibili visuali nuove, a tutto campo. Pensiamo anche, per esempio, ad una pastorale sempre più viva, a misura, per tutto l’uomo, non solo per un suo astratto spirito o una sua ragione a tavolino; per ogni specifico uomo. Ho vissutamente scoperto come cercando il discernere concreto, divino e umano, di Cristo potevo intuire in modo nuovo gli intenti positivi dei vari orientamenti e anche coglierli, armonizzati, anche con altri aspetti nuovi, nel suo cuore. Tante sfumature, tanto oscillare, della ricerca umana sono dovuti anche proprio al bisogno di trovare sempre più questo​ equilibrio in Cristo, Dio e uomo. Nei miei interventi su Vatican Insider accenno a molti altri possibili concreti sviluppi, anche in campo ecumenico, su questa via. Il cielo e la terra si possono sempre più profondamente incontrare in Gesù.

Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Dunque anche per esempio nell’ecumenismo si può superare l’incontro tra ragionamenti astratti senza comprendere da dove nascono e l’incontro di un mero fare, comunque talora per certi aspetti piu vicino alle vie che aiutano un’autentica maturazione: ci si può gradualmente orientare ad una via che integra e va oltre, quella della ricerca di una spiritualità divina e umana, che comprende tutto l’uomo specifico, il suo specifico cammino, i suoi specifici bisogni. Dove l’uomo specifico dunque si può sentire compreso, amato, aperto serenamente, liberamente, alla vita. Non più separazione tra cultura e vita ma una ricerca che proprio si può vivere ognuno nei propri specifici mandati ma insieme. Piu pienamente solo insieme, senza fasulli elitismi, fasulle esclusioni.

 

 

 

 

 

Una pace nuova della preghiera

La scoperta più chiara dello Spirito che scende come una colomba, a misura, su ciascun uomo, nel suo cuore, l’intuizione che la grazia è divina e umana in Gesù, sono doni che tendono a orientare ognuno verso una crescita graduale, equilibrata, ben centrata, personalissima, libera. Su questa scia si può venire portati in una preghiera semplice e profonda. In essa lo Spirito di Cristo ci riporta anche verso un sereno noi stessi, liberati dalle astrazioni, dalle fasulle ansie, dalle ferite.

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Partecipazione

https://www.lastampa.it/2018/12/18/vaticaninsider/un-vescovo-senza-popolo-hnOyqMB9b2wwaiVwcWtJEM/pagina.html

Il vuoto pneumatico

https://www.lastampa.it/2018/12/11/vaticaninsider/lasociet-del-neutralismo-educativo-J6Ri71kttvFjH64ro3OGWJ/pagina.html

 

Il Messia e l’ebraismo

https://www.lastampa.it/2018/12/04/vaticaninsider/una-filosofia-del-vissuto-dellascolto-dellincontro-F1TV77R0sneQTQj1tX7b8L/pagina.html

Universita’ pontificie: possibili aperture

https://www.lastampa.it/2018/11/27/vaticaninsider/una-cultura-della-libera-partecipazione-svx4pwikyiiQB981LOf8BP/pagina.html

Educati alla mediocrita’

https://www.lastampa.it/2018/11/20/vaticaninsider/la-logica-degli-apparati-che-svuota-lumano-WmnPZM01zab9cePZP0NumO/pagina.html

Nuovo dialogo

https://www.lastampa.it/2018/11/13/vaticaninsider/nella-pastorale-serve-una-formazione-non-prefabbricata-aperta-alle-sfumature-PZpqjyfwAvolFoCUbBkx5L/pagina.html

Il discernimento al sinodo

https://www.lastampa.it/2018/11/06/vaticaninsider/spiritualismo-e-razionalismo-due-facce-di-una-stessa-vecchia-medaglia-unanima-disincarnata-sWFkQrIkpnW3vNGawXg9hM/pagina.html

 

Lo Spirito e il Sinodo

https://www.lastampa.it/2018/10/30/vaticaninsider/le-prudenze-di-corto-respiro-che-lasciano-fuori-piccole-e-grandi-profezie-OW8GKoyfW1hqurYF0D2c0K/pagina.html

 

Una giornata mondiale dell’aiuto

 

http://www.lastampa.it/2018/10/23/vaticaninsider/i-giovani-insieme-per-una-giornata-mondiale-del-servizio-Mo61AaH4VyLUbO8MnzCKVO/pagina.html

 

 

 

 

Chiudere o aprire

http://www.lastampa.it/2018/10/16/vaticaninsider/la-gente-ha-bisogno-di-sentirsi-capita-e-amata-e-il-cuore-di-cristo-la-chiave-di-ogni-cosa-thBO8tlxSG9GwDStmuKnVL/pagina.html

 

 

 

Sinodo dei giovani

http://www.lastampa.it/2018/10/09/vaticaninsider/la-libera-formazioneuna-decisiva-via-di-rinascita-personale-e-comunitaria-QN0pffEb7kBf7QVNUDxQgO/pagina.html

 

I misteri del cammino di Emmaus

http://www.lastampa.it/2018/10/02/vaticaninsider/sinodo-siamo-anche-noi-w82BBgSlIGUtqfd1EZM6xN/pagina.html

 

Lo schema o il senso vivo

http://www.lastampa.it/2018/09/25/vaticaninsider/agli-inizi-di-una-rinnovata-sinodalit-mxjjCDn1NzztXwLfJVezoO/pagina.html

 

Il discernimento dell’amore

http://www.lastampa.it/2018/09/18/vaticaninsider/un-dio-liberante-in-una-terra-sempre-pi-concretamente-liberata-fafX192kIoPXN03WAR6BuJ/pagina.html

 

Punti di sblocco

http://www.lastampa.it/2018/09/11/vaticaninsider/ogni-uomo-che-incontroil-dono-di-cui-ho-davvero-bisogno-aGAxWR5OLphUL0gCljylLP/pagina.html

Fake news

http://www.lastampa.it/2018/09/04/vaticaninsider/costruttivit-e-sinodalit-3rwLl97yJVaIxOPppHZXUN/pagina.html

Una chiave di lettura

http://www.lastampa.it/2018/08/30/vaticaninsider/quella-sincera-apertura-del-papa-sempre-pronto-a-cambiare-quando-serve-YHlAKxyOb4Mb1IWgPCZKHP/pagina.html

Veri e fasulli valori nella scuola

La scuola può risultare in varia misura una cartina di tornasole della situazione profonda e concreta del paese. Un

continuo rimestare soluzioni sempre tecnicistiche, perlomeno riduttive, senza apparentemente considerare lo svuotamento sistematico al quale vengono sottoposti i giovani ad opera di una formazione pseudoneutralista che non consente loro di scegliere di venire formati alla luce della loro personale ricerca (per esempio in una fede religiosa) e nello scambio con le altre identità. E anzi non di rado scaricando su insegnanti, famiglie, genitori, le colpe di questo sbraco, specie negli accadimenti negativi più eclatanti.

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Retorica e vita

http://www.lastampa.it/2018/08/21/vaticaninsider/il-discernimento-per-entrare-in-sintonia-con-i-percorsi-di-ognuno-WEupdjiNJ4bghdBAsUQ1xK/pagina.html

Una grazia divina e umana

http://www.lastampa.it/2018/08/14/vaticaninsider/lasciarsi-portare-dallo-spirito-pu-diventare-una-scoperta-sempre-pi-desiderabile-CPZsX7un1vKEd7UJ4XsdHI/pagina.html

Ostacoli invisibili

L’intellettualismo può comportare il pensare di comprendere anche il nuovo con logiche a tavolino. Ma in realtà è, nella grazia, una maturazione integrale sempre più profonda ed equilibrata quella che rinnova lo sguardo a tutto campo. Può così sfuggire l’intuizione della necessità di cercare di cogliere (nello Spirito) il possibile, incisivo, nuovo e di andarlo ad approfondire dal vivo, per esempio nella condivisione. Qui tocchiamo dunque un ostacolo determinante, per certa cultura attuale, alla possibilità di avvedersi di profondi fermenti innovativi.

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Esempi concreti 3

http://www.lastampa.it/2018/07/31/vaticaninsider/la-legge-meccanica-e-lamore-autentico-liberante-D55Mi6SVrlpGuH4DpyacMN/pagina.html

Esempi concreti 2

http://www.lastampa.it/2018/07/24/vaticaninsider/essere-amati-gratuitamente-non-per-meriti-zg9UjDKWZAqZ8i7dXx6IUN/pagina.html

Esempi concreti 1

http://www.lastampa.it/2018/07/17/vaticaninsider/il-bene-nel-cuore-che-vince-anche-la-depressione-dBg0obsfgQ2C5GvOvvIXfK/pagina.html

La logica liberante di un nuovo abbandono o l’abbandono della logica

http://www.lastampa.it/2018/07/10/vaticaninsider/far-parlare-la-vita-K7mF1KRDfYBD0xYom3PECM/pagina.html





Persone concrete

Abbiamo, se Dio vuole, bisogno

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Il nucleo della fede

http://www.lastampa.it/2018/07/03/vaticaninsider/la-meditazione-del-vangelo-deve-nascere-dal-cammino-vissuto-0ecvsovH0fF07jBGoSo3CM/pagina.html

Vie del rinnovamento

http://www.lastampa.it/2018/06/26/vaticaninsider/la-societ-delle-astrazioni-CdUpiy0auN7lqEnpB2zlUL/pagina.html

Note sulle spiritualita’ cristiane odierne

http://www.lastampa.it/2018/06/19/vaticaninsider/un-astratto-ragionare-tinto-di-emotivit-FyLKJlY7jRuamQDKyJaKEO/pagina.html

Il potere della speranza

http://www.lastampa.it/2018/06/12/vaticaninsider/una-bont-clerically-correct-senza-la-freschezza-del-vangelo-Jwmfe6ePDgJ4310k1pjjSJ/pagina.html

Teoria e pratica: un passaggio epocale

http://www.lastampa.it/2018/06/05/vaticaninsider/una-cultura-neutra-e-una-formazioneteleguidata-tqzoIoLDOsjH6daUMRtlNI/pagina.html

Maria che scioglie ogni nodo

http://www.lastampa.it/2018/05/15/vaticaninsider/lo-spiritocolomba-e-le-oscillazioni-religiose-e-culturali-o08qxYhimpc6rTTpVC0ttI/pagina.html

 

 

 

 

L’ amore

Solo l’amore che comprende lo specifico, personalissimo, cammino di ciascuno può aiutare l’uomo a trovare sé stesso. Nella tendenziale semplicità, serenità. È su questa via, nel soffio di questo Spirito, che possiamo entrare più profondamente in contatto col nostro cuore. Prima invece frammentati in mille pezzi da tante astrazioni.

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Il chicco di grano della profezia

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Alcuni frutti di una ricerca del discernimento

Il Manifesto qui sotto riassume una ricerca del discernimento. Vi si può riscontrare che tali piste rinnovano molto fecondamente la spiritualità, la cultura, la pastorale, la vita, a tutto campo. Di seguito una brevissima sintesi del Manifesto del cuore divino e umano di Cristo e, alla fine, il link al Manifesto stesso (21 pagine).

http://ilsismografo.blogspot.it/2017/12/mondo-il-gesu-nuovo-che-nasce-oggi.html?m=1

Riporto dunque alcuni risultati di questa ricerca del discernimento ormai più che quarantennale (ho cominciato a pubblicare dal ’91).

24 maggio 1994, Maria Ausiliatrice: nuova interpretazione della Trinità (Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio) che tra l’altro può risolvere la questione del Filioque mostrando che le apparentemente antitetiche visioni latina e orientale invece si completano. Tale intuizione nasce dal percepire un movimento anche dal basso nel rapporto con Dio: l’umanità dell’uomo aiuta a comprendere l’autentico Spirito, non rigido, non forzoso, non inutilmente lasco… La grazia è divina e umana, a misura, in Cristo.

Subito fatta circolare e pubblicata su Palestra del clero (nov ’94). Ne Il canto dello Spirito R. Cantalamessa cita come dei primi autori testi del ’95. Questa nuova visione nel ’95 è approvata da una Pontificia commissione teologica.

Circa anno 2000: proposta mi pare più limpida rispetto all’accordo sulla giustificazione (più chiara definizione della misericordia totale di Dio – poi confermata in Spe Salvi n° 46 – e libertà dell’uomo). Ne parlo con una persona CEI ma non raccoglie. Anni dopo, essendo papa Ratzinger, vado da un autorevole padre della Congregazione per la dottrina della fede e mi conferma che davvero è più limpida. Alcuni mesi dopo luterani e cattolici americani si accordano, non so se col mio contributo, proprio su di essa.

La Trinità “orientale” può forse condurre ad una minore comunione “orizzontale”: si privilegia l’origine dal Padre. La vecchia Trinità “occidentale” ad una comunione legale: il Figlio è generato quasi senza considerare lo Spirito. Poi lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio. Con la nuova Trinità non vi è, nella Chiesa, parità senza primato né primato senza parità.

Una nuova logica non solo di relazione (si cresce insieme agli altri, condividendo), pragmatica, nel qual caso si passerebbe da Platone (logica a priori, a tavolino) ad Aristotele ma nella comunicazione spirituale e umana, a misura, nello Spirito. Sulla scia della nuova Trinità. Assumendo e superando in avanti Platone e Aristotele.

Spiritualità disincarnata, filosofia razionalista, psicologia tecnicista, scindono l’uomo. La coscienza spirituale e psicofisica (il cuore) esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, come una colomba, a misura della specifica persona: ecco la via di una sempre più profonda consapevolezza che fa leggere nell’umanità anche degli altri. Mentre spiritualismi, psicologismi, anche giustapposti, in parte aiutano in parte appesantiscono, complicano. Solo l’amore autentico, ben al di là degli schemi, per ogni particolare persona guarisce, fa maturare verso la pienezza.

La via del cuore risolve con semplicità e buonsenso nella luce gli inceppamenti di un’astratta ragione. Un giovane sostiene che a causa della scienza non può più credere. Gli chiedo nella sua serena coscienza cosa percepisce. Se ha il dono della fede può dire di credere ed ecco spesso facilmente avviato a soluzione il problema.

Dovunque sono stato inviato nei modi più diversi a seconda delle diverse situazioni è venuta, per grazia di Dio, tantissima gente, in modo fuori dal comune, appena ho avuto margini di manovra. Perché bisogna capire lo specifico cammino, gli specifici bisogni, di ciascuno. Crescere, con discrezione a misura, insieme.

È un rinnovamento che si è mostrato prolifico di scoperte a tutto campo. Il cuore non razionalistico, non spiritualistico ma divino e umano di Gesù è la chiave di ogni cosa. Un continuo più approfondito ritorno, nei riferimenti di fondo, al discernere concreto del Cristo dei vangeli.

Le intuizioni del cuore si fanno più facilmente strada nella vita concreta confermando che la gente è spesso la prima a beneficiarne mentre certe guide possono essere meno facilmente contattabili in modo adeguato e più strutturate.

Il Manifesto del cuore divino e umano di Cristo è stato linkato da: Vatican Insider; Il sismografo.

Ecco il link diretto al Manifesto, ultima edizione:

http://gpcentofanti.altervista.org/manifesto-del-cuore-divino-umano-gesu-2/?doing_wp_cron=1523872433.1062929630279541015625

Manifesto del cuore divino e umano di Gesu’

Uno sviluppo della via del discernimento con risultati fecondi e innovativi a tutto campo, dalla dottrina alla pastorale, esiste da decenni. In questo testo (circa 21 pagine) descrivo sinteticamente la ricerca degli adeguati riferimenti, collegamenti, del vivere umano e certe loro decisive conseguenze. Qui nasce dalla e nella vita una sempre rinnovata cultura. Di meno immediata comunicativita’ eppure utile per esempio ad una guida per situarsi equilibratamente. Ma nell’esistenza concreta l’amore si svela gradualmente, per grazia, magari senza certe dettagliate esplicitazioni, un cammino tendenzialmente sereno, semplice, libero, attento a tutta la specifica persona. L’unica chiave capace di sciogliere ogni nodo.
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1) Cercare, in Cristo, le possibili origini dei problemi

Papa Benedetto non solo ha stimolato a vivere in Cristo tutta la propria vita, la cultura, ma ha anche specificato che è necessario cercare in questo senso gli autentici collegamenti in ultima analisi tra lo Spirito e la persona umana, tra la teologia e l’antropologia (Veglia mariana, 10 ottobre 2009). E’ questa una problematica che sta a monte di molte altre forme di discernimento: come riflettere infatti più adeguatamente dando per scontati (e dunque non valutando attentamente) i riferimenti, i collegamenti, spirituali e umani in base ai quali si opera il discernimento? Sottometto tutto al magistero della Chiesa cattolica. Questi scritti hanno il loro principale ispiratore in don Mario Torregrossa, se questa si potrà rivelare una buona nuova via lui ne è una profonda sorgente. Ma, almeno per come la vivo io, questa strada nasce e cresce nel cuore della Chiesa, ed ha ricevuto l’aiuto di molte persone, forse, come per don Mario e lo dico con gioia, gratitudine e nessun trionfalismo, di molti possibili santi.

2) Ricerca di un nucleo spirituale e umano di riferimento

Osserviamo così che talora si tende a dialogare sui concetti, sulle opere, piuttosto che sulle impostazioni fondamentali che li generano. L’assenza di un più chiaro nucleo vitale di riferimento spirituale e umano ha forse di fatto favorito una certa cristallizzazione della strutturazione degli studi, variamente frammentata, che può rivelarsi talora fonte di ostacoli all’attenzione appunto verso quel centro. Nei miei scritti si può rilevare come la ricerca in avanti, nei tratti fondamentali nel Gesù dei vangeli, di un nuovo (di nuovi) nucleo spirituale e umano possa sciogliere nodi, individuare efficaci soluzioni, in tutti campi (ecumenismo, fede-scienza, democrazia e valori, pastorale, psicologia, arte…). Anche appunto sempre più tornando al vangelo, distinguendo la tradizione dal tradizionalismo. Il regno di Dio non è qua o là ma in mezzo a voi, dice Gesù. Se prevalgono gli apparati in quello successivo possono emergere aspetti a sua volta unilaterali ma che deficitavano nel precedente. Spiritualismo, meno attento all’umano; razionalismo identitario ideologico; pragmatismo della vita in fuga da quei troppo astratti principi ma restando senza. Ecco alcuni possibili riduttivi orientamenti che pure sembrano potersi tendenzialmente completare, armonizzare. E un cammino che avviene nella storia della salvezza, non nei nostri bei programmi a tavolino. Tendenzialmente comunque uno stimolo anche per i pastori a crescere insieme agli altri, ad accogliere i carismi. Ad avvedersi che ritenere di avere un unico progetto, quello voluto da Cristo e poi imporre, anche in buona fede, il proprio può denotare il bisogno di nuove scoperte, certo secondo i tempi di Dio.

3) Un possibile nucleo di riferimento

La mia proposta, da valutare in una ricerca comune, è quella di considerare il “reciproco”, in una vita vissuta in Cristo, rivelarsi dello Spirito di Cristo e dell’umanità della persona. Lo Spirito rivela all’uomo, in un cammino, Dio e la sua propria umanità. L’umanità dell’uomo lo aiuta a comprendere l’autentico Spirito di Cristo, non rigido, cervellotico… Lo Spirito non calpesta l’umanità dell’uomo ma invece la conduce verso un pieno, sano, equilibrio. E per l’umanità dell’uomo si può indicare la sua coscienza spirituale e psicofisica (l’uomo è essere spirituale e psicofisico che vive nello Spirito). Trovando sempre più, come visto, nel dono dello Spirito, gli adeguati riferimenti, gli adeguati collegamenti, spirituali e umani la persona è sempre più nitidamente, distintamente, inserita nella vita trinitaria, nella vita propria e comunitaria, nel mondo e maturando così sempre più armoniosamente, ordinatamente, in Cristo, può vedere ogni cosa in una sempre più lucida spiritualità-cultura “divina e umana”.

4) L’opera di Maria e di Cristo

Possiamo allora intuire che Cristo può ancora una volta venire a rivoluzionare la vita, la cultura. Può venire ad aprire un varco ancora più profondo nella nostra umanità integrale, rendendola sempre più unita a lui come Dio e come uomo. Forse Cristo vuole venire ad accendere ancora più la sete della sua luce. Questo, al di là di ogni pur grande scoperta che si potrà sperimentare in lui, si rivela un dono fontale: un più profondo abbandono a Dio, una più profonda, non già con paletti predefiniti, ricerca della sua luce, anche attraverso gli altri. E osserviamo come di fatto l’assenza, la debolezza di questa sete sia forse all’origine di tante lentezze, di tante chiusure, di tanti burocratismi. Come è difficile, per esempio, oggi, per chi non è nel settore a ciò preposto, comunicare le proprie intuizioni, dialogare nella platea pubblica, pur se ha da manifestare vie importanti ed innovative. D’altro canto questa circostanza si può talora ripetere per chiunque voglia uscire dalle competenze assegnategli: una preparazione, uno sguardo, un dialogo, più ampi non sono contemplati ed anche, per esempio,  l’azione di Dio – che, tra l’altro, viene, vorrei dire, intero – la profezia, non è prevista.
Ancora, questa più integrale redenzione dell’uomo, questa più piena assunzione della sua umanità in Cristo, sono un dono di Maria e di Cristo che ci precedono e ci accompagnano nella storia. La proclamazione dei dogmi dell’Immacolata concezione e dell’Assunta ed i concili che le hanno seguite non sembrano condurre la Chiesa nella direzione di cui parlo (nel Vaticano I, tra l’altro, un ancora più chiaro sostegno dello Spirito circa la verità, l’unità; nel Vaticano II, per esempio, una nuova attenzione all’umanità dell’uomo in una rinnovata attenzione a Cristo, alla Chiesa, al mondo)? Possiamo porre sempre più ascolto alle affermazioni di padre Kolbe, che parlava di un’era dell’Immacolata (e dell’Assunta, si può forse aggiungere).

5) Collegare adeguatamente, non frammentare

Il nucleo di riferimento spirituale e umano che propongo (al n° 3) può aiutare a ben situare l’uomo nei confronti di Dio (a) e della propria umanità (b). Nei confronti di Dio (a) aiuta per esempio a superare gli opposti scogli del relativismo e dell’integralismo in quanto l’autentico Spirito di Cristo può venire sempre più scoperto come capace di condurre ogni uomo attraverso le tappe della sua personalissima crescita spirituale, psicologica, culturale, verso la pienezza della fede, della speranza, della carità, della maturità spirituale e umana. Un Dio sempre più divino e umano in Cristo.
Nei confronti della propria umanità (b) perchè questa non viene frammentata in giustapposti elementi: per esempio spirito, ragione, vita pratica ma viene considerata nella sua realtà integrale e nelle sue distinzioni. Appunto come coscienza spirituale e psicofisica che vive nello Spirito. E’ infatti all’interno di questa coscienza concreta che matura e trova la sua giusta collocazione ogni aspetto dell’uomo, come gradualmente vedremo. Possiamo però fin da ora osservare che invece frammentare l’uomo per esempio in ragione, sentimenti, spirito (e magari Spirito santo che si dona solo ai credenti), può condurre ad una varia giustapposizione di aspetti della vita umana: una spiritualità meno incarnata, una cultura che può tendere all’intellettualismo, una vita concreta che senza più armoniosi e ben integrati riferimenti può scivolare in vario modo verso forme di pragmatismo, o di giustapposizione di spiritualismo, intellettualismo, pragmatismo.

6) Una vita, una conoscenza, eucaristiche, nella “nuova” Trinità in Cristo, Dio e uomo

Il nucleo cui vado accennando mostra che la vita, la conoscenza, dell’uomo sono spirituali e psicofisiche: la conoscenza dell’uomo è sacramentale, eucaristica. L’uomo si può ritrovare sempre più adeguatamente, distintamente, inserito nel mistero di Cristo, Dio e uomo, nel mistero spirituale, umano, “materiale”.
Così cercando sempre più i giusti riferimenti, collegamenti, in Gesù l’uomo si può ritrovare sempre più distintamente nel mistero della Trinità. Per esempio il “reciproco” rivelarsi dello Spirito e dell’umanità lo inseriscono più distintamente in un movimento anche nella Trinità dall’alto e dal basso, nello Spirito. Queste più chiare, armoniose, relazioni possono indurre ad intuire più organicamente la vita trinitaria: forse il Padre genera il Figlio nello Spirito, ma al tempo stesso lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio. Il Padre stesso non può esistere fuori dell’Amore, non può “respirare” senza lo Spirito. Ma il Padre è l’origine nella vita trinitaria altrimenti si tratterebbe di tre persone antecedenti la Trinità: la persona divina (e con i dovuti distinguo la persona in genere) può essere solo trinitaria. E la Trinità può essere solo Padre, Figlio e Spirito Santo: solo l’Amore, solo questo Amore è vita. La concezione della Trinità deve nascere dalla vita, in quella qui proposta si possono intuire possibili vie di incontro per esempio con l’ortodossia e con l’ecumenismo in genere: non vi è parità senza primato, non vi è primato senza parità. Le precedenti interpretazioni della Trinità possono forse orientare ad un primato papale con meno Spirito, dialogo, ascolto e più legge nel caso latino. Più orizzontalità; o alle varie autocefalie senza più piena costitutiva comunione nel papa nel caso orientale. Più verticalità. E’ forse impreciso, inoltre, sostituire il termine parità con sinodalità se non si specifica il tipo di sinodalità che vi è nella Trinità. Per inciso, poi, sul primato, ricordo che Gesù è morto a Gerusalemme e Pietro è stato vescovo di Antiochia, forse di Alessandria e solo poi di Roma. Ancora non trattiamo solo di collegialità tra vescovi ma di diocesi e pure in vario modo di ogni persona, gruppo, del creato.

7) Un incontro rinnovato tra fede e scienza (intesa in modo nuovo). Una logica trinitaria in Cristo

Anche la persona umana non può esistere, non può rientrare in sè, non può “respirare”, fuori dell’Amore trinitario. Lo Spirito è questa via comunicativa delicata, personale. K. Goedel ha dimostrato che non può esistere un sistema logico autoesplicantesi: si deve attingere dall’esterno (la stessa “scienza” -termine, ripeto, da interpretare in modo rinnovato- si scopre in crisi di fronte alla necessità di seguire sempre più da vicino la viva complessità della vita). Ma per attingere si passa, si deve passare, per le adeguate vie comunicative spirituali, umane, “materiali”. Forse la creazione stessa, in cui Dio si manifesta, deve essere in qualche modo trinitaria: possiamo per esempio notare che vi è il sole, la luce, la vista; la parola, il suono, l’udito. A. Einstein ha dovuto accorgersi di questa via comunicativa per compiere le sue scoperte. Le oscillazioni della cultura nel corso dei secoli sono dovute anche a riduttivismi, giustapposizioni, nella considerazione dell’uomo (per esempio ragione, sentimenti), della conoscenza (per esempio soggetto, oggetto, senza lo Spirito)… Fede e scienza possono tendenzialmente convergere, aiutarsi, sempre più in Cristo Dio e uomo.
Su questa scia possiamo, ancora, riferirci alla legge per la quale un piano della logica trova la sua spiegazione immediata al piano superiore, per esempio l’esistenza della persona umana induce a pensare all’esistenza della persona divina. Ma quest’ultima? Non può spiegarsi nella giustapposizione di due persone divine, ma solo nell’Amore trinitario. La causalità, in vario modo reciproca, è un segno trinitario. Da tutti questi spunti vediamo che la stessa logica possiamo scoprirla sempre più in una maturazione spirituale e umana, anche nella storia, in Cristo. E vediamo che la persona, la logica, sono forse trinitarie nei molti sensi in queste note evidenziati e dunque non solo nel senso, di cui oggi spesso si parla, di una non meglio definita “relazione”. E’ nella maturazione della coscienza spirituale e umana che anche la logica trova tendenzialmente sempre più la sua giusta collocazione. Possiamo così osservare che anche il cattolico può porre da un lato la fede e dall’altro la ragione talora intesa come “dominio” dell’uomo. Ma in qualche modo la stessa storia dimostra che è Cristo che rivela sempre più all’uomo anche la logica.

8) L’io più profondo

Intuiamo che forse Cristo stesso avrà dovuto cercare i giusti riferimenti, collegamenti, nella propria vita, aiutato anche dagli altri: Maria gli avrà parlato, per esempio, dello Spirito Santo, Giovanni Battista parla della colomba e dell’agnello… Cristo ha creduto, e forse sempre più profondamente, di essere Dio e di essere uomo. Allora avrà dovuto comprendere che come uomo accoglieva gradualmente, docilmente, come un agnello, sempre più la Trinità, che veniva in lui nello Spirito, con la delicatezza, la semplicità, la grazia, di una colomba. L’Amore, Dio, infinito si può fare piccolissimo,  “analitico” e “sinteticissimo”. Cristo stesso era alla ricerca della “divinità” e dell’”umanità” dell’amore del Padre. Cristo ha forse riconosciuto sè stesso, la persona, nella libertà del suo (nel proprio caso, essendo Dio, pieno ed eterno) sì nello Spirito, al Padre. Il suo io anche spogliato, in qualche modo, di mille doni divini, era nel suo libero eterno sì al Padre. Cristo ha, nello Spirito, accolto sempre più il suo io, forse come, in qualche modo, ogni persona umana può divenire sempre più sè stessa, accogliersi sempre più profondamente, proprio in Cristo. Ma nel suo accogliersi Cristo non ha mai opposto resistenze volontarie (così avrà forse imparato a distinguere gli aspetti “psicofisici” da quelli spirituali): il suo io, pure in crescita, ha sempre detto sì. Comprendiamo allora che forse Gesù ha riacquistato la pienezza della sua divinità quando è asceso nel seno del Padre. Avendo confermato anche come uomo il suo sì al Padre ha potuto ricevere senza violenze anche nella sua umanità la pienezza della divinità. Così la pienezza virtuale della rivelazione Cristo la compie nel seno del Padre, con la pentecoste.

9) L’ amore di Dio sempre più profondamente scoperto “divino e umano”. Nuove possibili soluzioni ecumeniche

La sempre più profonda scoperta, nel dono di grazia, dell’autentico incontrarsi dello Spirito di Cristo con l’autentica persona umana può aiutare l’uomo a sperimentare in Dio, a respirare, in lui, libertà “a pieni polmoni”. L’uomo può venire condotto nella più profonda intuizione concreta della misericordia divina. Si comprende che il problema di Dio è il rispetto delicato della nostra libertà. Dio perdona tutto (in questo ha un ruolo diverso dal genitore umano che guida il figlio anche con eventuali sanzioni). L’unico motivo pienamente valido per seguire Cristo è la fiducia nel suo amore, nella sua capacità di darci vita e non il timore di punizioni divine, il perfezionismo, e così via. L’amore pienamente vero può essere solo una scelta libera. Cristo poi prima di tutto vuole stare con noi, se lo accogliamo, perché ci ama e non solo allo scopo di darci qualcosa, magari di buono. Qui sulla terra per ricevere più pienamente la grazia ordinariamente aiuta la nostra personale collaborazione (però il seme può crescere anche senza di essa: solo Dio sa quel che fare nel cuore dell’uomo). Ma quando saremo in cielo la nostra scelta, per quanto limitata e contraddittoria, sarà definitivamente per o contro la misericordia divina. Se sarà un sì proprio in quanto definitivo Dio potrà gradualmente donarci molto più grandi grazie perchè non violenta la nostra libertà. Il purgatorio è un altro dono della misericordia divina che ci fa entrare con adeguata, attenta a noi, gradualità nella conversione.
Possiamo forse vedere più nitidamente la “parte di ragione” di alcuni protestanti che sembrano cercare questa salvezza tutta da Dio e la “parte di ragione” di alcuni cattolici che sottolineano la necessità della risposta umana: infatti senza la necessità di un sì a Dio sia pure minimale ma definitivo l’uomo non sarebbe libero.

10) Una possibile via che può contribuire a rinnovare, a vivificare, Dio volendo, la spiritualità, la cultura, la vita

Come si vede può svilupparsi in Cristo un profondo rinnovamento spirituale, culturale, che può sciogliere nodi, indicare soluzioni nuove in tanti campi della vita, creando nuove possibilità di incontro, di comprensione, tra gli uomini. Profondi stimoli a cercare nell’Emmanuele. Proprio per fornire presto un’idea a tutto campo di questa possibile rinnovata via in Cristo svilupperò ora altri suoi aspetti. Riprenderò successivamente la trattazione di ulteriori possibili contributi all’ecumenismo, di ulteriori possibili chiarimenti in vario modo dottrinali.

11) Non più psicologia ma formazione spirituale e umana

La possibile sempre più approfondita scoperta dell’autentico incontrarsi dello Spirito e dell’uomo, l’individuazione del riferimento della coscienza spirituale psicofisica, possono aiutare a  scoprire come proprio in questa sempre rinnovata vita in Cristo la persona umana può trovare la via di una sempre più equilibrata, profonda, crescita spirituale, psicologica. Non più, anche in ambito cristiano, una varia giustapposizione di cammino spirituale (variamente spiritualistico) da un lato e di psicologia (vario intellettualismo, tecnicismo, etc.) dall’altro. Anche dunque nel caso di uno psicologo cristiano.  E’ invece la coscienza spirituale e umana che può essere aiutata, nel dono dello Spirito, a trovare le adeguate, personalissime, vie, tappe, della propria crescita spirituale, psicologica, alla ricerca di una spiritualità sempre più “divina e umana”. E’ una sempre rinnovata (magari implicita, per esempio per un non credente) maturazione in Cristo il centro della crescita spirituale e umana. Gli spunti della psicologia nelle sue varie configurazioni attuali vanno presi cum grano salis per inserirli in questa conoscenza in Cristo dell’uomo. Un formatore ben cresciuto in tale rinnovata via (certo anche con l’aiuto degli studi psicologici ma fatti propri come detto sopra) potrà magari aiutare molto più profondamente, incisivamente, tante persone a sciogliere i nodi, ad individuare le tappe, della loro crescita spirituale e umana. E tutto ciò in un libero, amorevole, rapporto umano e non in un tecnico, anche a pagamento, rapporto da professionista a cliente, da medico a paziente. Il punto di riferimento (un’intuizione, dono dello Spirito – ma che, Dio volendo, può essere in vario modo coltivata, trasmessa – della divinità e dell’umanità dell’amore di Dio; intuizione nella quale la coscienza spirituale psicofisica dell’uomo si può sempre più cogliere – anche implicitamente, per esempio in certi passaggi della crescita di un non credente – appunto nel dono divino e umano dell’amore di Dio) è proprio, in vario modo, esplicito, implicito, una sempre nuova consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Cristo. La vita delle persone può manifestare in molti modi i punti spirituali, psicologici, fisici, etc., di
fragilità di questa coscienza, le possibili vie della crescita. È l’amore a misura per la specifica persona che può comprendere, trovare le vie, sciogliere i nodi. Non teoriche verità.

12) Amicizia, ascolto, dialogo, guarigione, scoperte in tutti i campi

A proposito dell’ultimo paragrafo potrei sviluppare molte riflessioni, per le quali però rimando agli scritti originari. Qui vorrei evidenziare, per esempio, che quando si riesce in vario modo a creare un ambiente, per esempio, di giovani, di amicizia serena, accogliente, pacifica, ed un buon formatore (nel senso di cui vado trattando) accoglie, ascolta, spesso ho visto guarire da depressioni incurabili da anni, da bulimie, da nevrosi, da disagi vari, anche in pochi mesi: vi è tutta una rinnovata, serena, profonda conoscenza dell’uomo (della persona, della coscienza spirituale e psicofisica) in Cristo che può venire condotta da Lui stesso in questo mistero rispettandolo, penetrandolo sempre più, spiritualmente, umanamente. Altro che, per esempio, talora tecnicistiche terapie di gruppo.
Vi è un nuovo ascolto (un dialogo, etc.) spirituale e umano in Cristo che può rivoluzionare il mondo perchè a diversi livelli, in diversi modi, può aiutare a comprendere più profondamente persone, situazioni, culture, fedi…
L’ascolto, il dialogo, sono davvero problematiche di capitale importanza: quando una persona ascolta in questo dono spirituale e umano in Cristo già forse, in qualche modo, colui che parla è aiutato ad ascoltarsi in questo meraviglioso amore di Dio.

13) Una coscienza spirituale e psicofisica in Cristo, Dio e uomo

Nei miei scritti osservo che si possono riscontrare nella persona umana malesseri psicologici che non si registrano negli animali. L’uomo non può vivere in un mondo nel quale l’amore sia una semplice acquisizione culturale, un “optional”; l’animale invece vive appunto nella “legge della giungla”, anche se ha i suoi sentimenti. Sembra di toccare l’anima dell’uomo: è ambiguo per tale motivo parlare di psicologia a proposito dell’uomo, bisognerebbe specificare che si tratta di psicologia umana. D’altro canto diverse fragilità della nostra coscienza forse non si riscontrano negli animali: sono problemi legati, per esempio, alla consapevolezza cosciente, anche se limitata, dell’uomo. La coscienza umana va sempre più vista nella sua integralità, spirituale, culturale, psicologica, fisica, distinguendo senza separare, attenti a scoprire la complessità di tale mistero, senza superficiali schematismi. A questo proposito possiamo anche osservare che forse vi sono, in vario modo, nell’uomo aspetti irriflessi, non più chiaramente tematizzati, della sua coscienza. Per esempio forse nell’uomo vi è una coscienza della misericordia di Dio molto più profonda di quella che di fatto nel corso dei secoli ha potuto tematizzare. Così come vi è, forse, una coscienza della realtà dell’amore, della realtà divina, che va al di là del più immediatamente consapevole. Bisogna fare attenzione alla coscienza integrale, spirituale, psicofisica, dell’uomo.
I vari spunti sulla psicologia qui evidenziati così come, per esempio, le considerazioni svolte più sopra sulla logica, mostrano che la stessa scienza, considerata in modo nuovo, può essere sempre più armonicamente vista nel complesso di questa maturazione spirituale e umana della coscienza.
E possiamo cominciare ad osservare che questo profondo mutamento di paradigmi può venire a rinnovare la società perchè, tra l’altro, tende a sviluppare, in un dialogo aperto, le identità. Che senso ha, anche nelle realtà statali, un psicologia neutra? Emergono, tra l’altro, più profondi stimoli allo sviluppo della sussidiarietà. Che senso ha parlare di una ricerca spirituale e umana a pagamento? Forse dunque in qualche caso la figura dello psicologo dovrà rimanere ma non pochi potranno forse cercare anche in esso il nuovo tipo di formatore che vado delineando.

14) Il problema delle impostazioni spirituali e umane, culturali

La sempre più profonda, armonica, scoperta dell’integralità della coscienza, della conoscenza spirituale e umana, può aiutare a comprendere che talora possono darsi fragilità, limiti, problematiche, che magari erroneamente possono venire attribuite esclusivamente, per esempio, alla spiritualità o alla psicologia ma che invece nascono forse (anche?) da impostazioni spirituali culturali di cui non vi è, talora, nella società, una più diffusa consapevolezza, proprio perchè il tema delle impostazioni profonde spirituali e umane (insieme) rimane talora ai margini della riflessione.
Si tratta di un tema fecondo di sviluppi. Per esempio tante difficoltà nel dialogo ecumenico ed interreligioso nascono dalla necessità di trovare una più profonda, equilibrata, centratura spirituale, umana, culturale, in Cristo, nell’Emmanuele, in cui ogni uomo si può sempre più incontrare. Si riscontrano concezioni di Dio che non sono strettamente parte di una data fede; vi sono, come visto, impostazioni spirituali e umane più riduttive. E vi possono essere orientamenti fondamentalmente aperti, anche se bisognosi di sviluppo, ma il cui sviluppo potrà dipendere anche dal cuore degli uomini. Possiamo a questo proposito riflettere sul tema della legge nel popolo ebraico. Era parola di Dio ma non Dio stesso? Il tema della quasi personificazione della sapienza come naturalmente nelle pagine bibliche. Vi è dunque nella fede ebraica un essere totalmente altro di Dio che viene in qualche modo mitigato da questo entrare in contatto con il mondo da parte di Dio stesso. Cristo viene forse a portare a consapevolezza queste potenzialità, in qualche modo pone di fronte ad una scelta: la parola di Dio è Dio stesso o meno? Come può Dio parlare agli uomini senza essere nel suo parlare? Ma se invece Dio è proprio lui che parla in quella parola perchè allora non può anche essere in un uomo? D’altro canto vale anche l’inverso: proprio perchè l’infinito Dio può farsi presente, rivelarsi, nella Parola questa, pur essendo in Cristo pienezza virtuale di rivelazione, può approfondirsi, nella nostra comprensione, sempre più. E’ il motivo per cui possiamo, come non pochi ebrei, scoprirci anche noi in attesa della sempre nuova venuta del Messia, forse dunque più vicini nella speranza. Ma la fiducia, la speranza, della sempre nuova venuta del Messia stimola una rinnovata attenzione ai profeti ed alla profezia. Quanto è sviluppata, come si configura, questa attenzione nel mondo cattolico? E nel mondo ebraico si sono più riconosciuti, si possono riconoscere veri profeti (nel senso di chiari depositari di un messaggio divino)? Forse per qualcuno del popolo ebraico il problema è appunto che il profeta riapre la questione della presenza di Dio nella parola: ma se è così si può rischiare di ridurre la fede a morale, a filosofia, a religione. Il battesimo di Giovanni è da Dio o dagli uomini? E’ interessante osservare che anche Giovanni Battista, che poteva apparire figura più vicina, sotto certi aspetti, alla mentalità ebraica del tempo, non è stato riconosciuto. Possiamo allora notare che il Dio che definitivamente si chiude nella sua totale alterità può divenire un Dio ideologico, mentre il Dio che vive, comunica, nell’amore trinitario è il Dio che può comunicare anche con l’uomo, farsi intimo a lui, rivelandosi sempre più. Sono domande di un profano nella conoscenza del mondo ebraico. Su questo tema delle impostazioni spirituali e umane sviluppo molte riflessioni nei miei scritti (con riferimenti concreti e possibili vie di soluzione: tra l’altro evidenzio come forse è una conseguenza di certe impostazioni spirituali e umane – per esempio in vario modo e misura razionaliste – il non riconoscere la presenza reale di Cristo nell’eucaristia). E rilevo come la sempre più profonda scoperta, nel dono dello Spirito, dell’Emmanuele potrà sempre più aprire, Dio volendo, nuove vie di comprensione. Nei miei scritti sviluppo anche osservazioni sui possibili cambiamenti nel corso della storia che possono indurre a vedere tante problematiche con uno sguardo nuovo. Può essere importante riflettere adeguatamente ed anche, per esempio, fantasticare, per esempio sul futuro, e questo tanto più profondamente in questa sempre rinnovata, vissuta, spiritualità-cultura a tutto tondo.

15) Economia, diritto, democrazia

Ogni campo della vita e della cultura, magari rivisto ed integrato in modo nuovo, meno riduttivo e più armonico, nella vita della persona umana in Cristo, può su questa via ricevere nuove luci. L’economia, per esempio, non ha sue leggi neutre che possono essere applicate più o meno rettamente e nemmeno basta un pò di onestà per riconoscere le razionali regole dell’economia. In realtà l’economia stessa può venire, come dicevo sopra, scoperta sempre più profondamente in questa “divina e umana” maturazione della coscienza spirituale e psicofisica dell’uomo in Cristo (si veda per esempio il paragrafo sulla scuola). Un rischio proprio, talora, per esempio, a proposito di economia, è quello di sovrapporre ad essa un bene moralistico e dunque magari astratto. Questa spiritualità sempre più divina e umana invece aiuta sempre più a comprendere realmente, spiritualmente, umanamente, le situazioni concrete e a trovare le possibili più adeguate risposte. Anche se certo anche una sempre più profonda, empatica, lucidità non vuol dire automaticamente risolvere le situazioni, perchè in ogni cosa vi è il piano di Dio che, tra l’altro, tiene conto della libertà degli uomini. Osservo comunque come per esempio l’ottenimento nei tempi e nei modi adeguati della libera scelta della formazione scolastica nella vissuta identità ricercata e certo nello scambio con le altre potrebbe favorire una maturazione integrale delle persone capace di modificare in molti modi anche la vita sociale e la stessa economia.
Su questa stessa scia possiamo osservare, per esempio, che forse è bene fare attenzione all’espressione “diritto naturale” se con ciò si viene ad intendere una vita, una visione, solamente terrena alla quale si può aggiungere successivamente la vita nello Spirito. L’uomo esiste nello Spirito, matura nello Spirito: la visione di cui sopra può essere variamente astratta e può non comprendere persone e situazioni. Questa sempre rinnovata spiritualità-cultura in Cristo può fornire, Dio volendo, un profondo contributo allo sviluppo della democrazia perchè, per esempio, tende a stimolare il libero sviluppo delle identità e lo scambio tra di esse e ciò in maniera sempre più adeguata, equilibrata (un problema fondamentale della democrazia, così come dell’economia e di ogni cosa è dunque, tendenzialmente, quello di una spiritualità-cultura sempre più profondamente, equilibratamente, centrata in Cristo). La vera anima della democrazia può essere, almeno come tendenza, solo l’amore (in Cristo). Il famoso paradosso della (non garantibile dai propri stessi presupposti) democrazia si rivela tale solo in una concezione razionalista, che vuole cambiare il mondo solo attraverso le strutture, illudendo l’uomo. Nella vita della società bisogna su queste scie con equilibrio fare molta attenzione al possibile inganno della neutralità perchè essa non di rado finisce per rivelarsi una filosofia introdotta surrettiziamente anche in società piene di valori.

16) Arte

Possiamo domandarci come mai non pochi trovino le chiese, le abbazie, romaniche e gotiche come dei vertici della spiritualità, che introducono profondamente nel mistero, nella preghiera. Forse un motivo è che tali opere sono il frutto di secoli e secoli di fede, in cui tutto, anche lo scalpello del muratore, era vissuto in qualche modo in uno sguardo di fede. Forse nel gotico lo slanciarsi verso l’alto può essere visto come un estremo affidarsi a Dio di fronte al montare delle problematche. Poi la crisi della cattolicità si è sempre più approfondita ma anche nel cattolicesimo perseverante in qualche modo razionalismo, frammentazione, hanno cominciato ad incrinare, talora, questo pieno centrarsi in Cristo della vita, della cultura, centramento che avrebbe avuto bisogno di risposte nuove. Forse oggi siamo agli albori di una, di possibili nuove sintesi spirituali e umane, adeguate ai tempi. Si potranno dunque aprire strade rinnovate anche per l’arte. Oggi invece talora sperimentiamo anche nell’arte rispecchiarsi quella frammentazione, quelle giustapposizioni spiritualiste, intellettualiste, pragmatiste, che riscontriamo nella cultura. Realtà che vediamo forse quasi tangibilmente in certe equipes di specialisti della liturgia, dell’architettura e via dicendo che giustappongono le loro conoscenze talora variamente settoriali, intellettualiste, nella progettazione di chiese che non trasmettono l’afflato di quelle summenzionate. Dunque forse bisogna rendersi conto che il problema è più vasto, è spirituale-culturale; queste grandiose opere dello Spirito possono forse nascere soltanto da una profonda centratura (vitale, culturale) in Cristo di generazioni, di comunità vive.

17) Scuola e università

Alla luce di quanto scritto si comprende che quello della scuola è un problema anche di cultura. E’ quanto mai necessaria, Dio volendo, nella scuola una (o più) rinnovata, equilibrata, profonda via di sintesi spirituale e umana che mostri una equilibrata, profonda, vita in Cristo come fonte di luce per ogni aspetto della cultura. La cultura (anche cattolica) razionalista, frammentaria, ha in varia misura distolto dal riferimento a Cristo per la crescita complessiva. Urge probabilmente l’istituzione di una materia di sintesi spirituale e umana che descriva le vie, i riferimenti spirituali, umani, per una sempre più armonica, vissuta, sintesi spirituale, umana, culturale. Certo non basta dire che la cultura deve nascere da Cristo se poi di fatto le influenze per esempio razionaliste continuano a spadroneggiare a causa soprattutto della mancanza di un adeguato fontale nucleo vitale, spirituale e umano. E’ necessaria una profonda ristrutturazione delle materie, degli studi e si possono prevedere vari ordini di difficoltà, di resistenze, di chiusure. Sarebbe già importante cominciare a non chiamare tuttologia una nuova tendenza ad un vissuto sguardo spirituale e umano complessivo (tra l’altro in ogni ramo della conoscenza vi sono nodi essenziali che possono essere colti). E’ evidente lo stimolo di questa possibile nuova cultura alla sussidiarietà. Punto decisivo per una maturazione anche della democrazia. L’ora di religione, specie nella scuola pubblica, potrebbe forse svolgere questo ruolo di materia della sintesi spirituale e umana, di rinnovata via di integrazione di tutta la conoscenza. Sarebbe, tra l’altro, un interessante banco di prova per le altre culture, religioni, anch’esse opzionabili nella mia proposta: infatti solo in Cristo può svilupparsi una sempre più profonda, equilibrata, creativa, sintesi spirituale e umana, culturale. Una scuola specie cattolica così ristrutturata potrebbe costituire un sereno stimolo a sviluppare la propria crescita spirituale e umana in parrocchia e via dicendo. Una formazione così profonda ed efficace potrebbe, tra l’altro destare in vario modo l’attenzione, l’interesse, di tutta la società. Evidente la necessità di una nuova cultura e, tra l’altro, di una ristrutturazione degli studi anche nell’università, a cominciare da quelle cattoliche. Un esempio di resistenza già verificato consiste nel fingere di non capire o nel non sforzarsi capire, per esempio sostenendo che si finisce per parlare di tutto e di niente. E’ evidente invece che la materia di sintesi aiuta lo sviluppo più profondo della conoscenza in ogni (magari rivisto in modo nuovo, etc.) campo. Dunque vi sarebbe anche l’approfondimento delle varie (magari riviste) materie. Sviluppo spirituale-culturale della propria identità e vissuta condivisione, vissuto scambio, con le persone, le comunità, di altri orientamenti. Un nucleo spirituale e umano di sintesi aiuta a vissutamente collegare ogni aspetto della vita, favorendo tra l’altro il formarsi di comunità, di reti, variamente interconnesse. Una vera democrazia aiuta sempre più profondamente la maturazione delle persone, delle comunità, le reti, la sussidiarietà, la reale partecipazione, etc.. Famiglia, scuola libera, creazione di lavoro, dal basso… Quelle che, tra l’altro, sembrano peculiari caratteristiche storiche dell’Italia sono, mi pare, state profondamente snaturate. Tra i possibili motivi di tutto ciò la liberazione dal moralismo, dallo schematismo, dal moralismo pelagiano, possono apparire elementi validi. Ma bisogna superare anche il pericolo opposto dello svuotamento di tutto, della frammentazione, atomizzazione, individualiste che, tra l’altro, fanno apparire l’uomo vittima inerme di un fato tecnicista. Si aprono possibili vie di profonda pacificazione, di comprensione, di dialogo, di comune partecipazione, in una Chiesa, in una società, più capaci di attenzione alla specifica persona, comunità, concreta, al suo reale cammino, ai suoi reali bisogni. Una ricerca comune dell’uomo semplice e autentico, una ricerca liberata da ideologie, formalismi istituzionali, razionalismo, nihilismo… Decisivo osservare che anche le guide, gli studiosi, possono anch’essi trovare il giusto senso del loro ruolo solo in una crescita con la gente, in mezzo alla gente. Imparando da tutti, in una condivisione non chiusa negli striminziti paletti delle competenze.

18) Pastorale

Una pastorale, frutto di questa sempre rinnovata spiritualità-cultura, tendenzialmente sempre più attenta a comprendere spiritualmente, umanamente, persone, situazioni, le adeguate tappe, vie, della crescita spirituale e umana, i bisogni, attenta ad accogliere, al territorio. Formata a crescere in uno sguardo di fede nei rapporti ecclesiali, umani, nelle situazioni, pronta a riconoscere per esempio in un vecchio ateo che ora sorride la possibile più grande delle conversioni, dunque attenta ad ogni uomo, di ogni cultura religione. Una pastorale, in questa nuova spiritualità-cultura, che sia sempre più aiutata ad evitare gli opposti scogli dello spiritualismo e del filantropismo, della confusione e della non collaborazione tra preti e laici, fonti di tanti problemi vocazionali, di autenticità, profondità, della fede. Una pastorale che vede nel sempre rinnovato ascolto di cui vado trattando un’importante chiave intepretativa nella vita di tanti rapporti intra ed extra ecclesiali. Una pastorale consapevole che ogni persona ha, più o meno consciamente, bisogno di sentirsi parte di una famiglia con Dio per Padre e con Maria per madre, cose che solo Cristo, vorrei dire con stupefacente semplicità, ci ha saputo rivelare. Una società che ha bisogno di riferimenti anche umani, anche se talora vuole apparentemente appiattire tutto. Una pastorale, sarebbe bello, consapevole che, specie (in un certo senso) in questa  società così complessa, vi è, Dio volendo, necessità di pastori, a capo delle diocesi, che siano uomini spirituali (magari, come detto, dal discernimento spirituale-umano, non variamente spiritualistico), cercando di evitare pragmatici uomini di governo, di apparato.

Cose antiche e cose nuove

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La sete fontale

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