Giampaolo Centofanti blog

Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa

Alle fonti della sinodalita’

Aggregatore cristiano alternativo

La cultura ingabbiata e il popolo profeta

L’ermeneutica rinnovatrice della messa

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2017/05/23/news/un-cammino-di-rivestimento-di-cristo-e-di-spogliamento-di-se-1.34604843

L’ipocrisia smaccata, cifra dell’impero mediatico

Cosa sblocca davvero

Dove puo’ nascere la sinodalita’

I sacramenti verso la verita’ tutta intera

Non fede e ragione ma l’uomo nello Spirito

Il peccato contro lo Spirito

Il tornare in Galilea di tutta la storia

Diffondere la consapevolezza dell’uniformismo mediatico

L’arte specchio del tempo e profezia

Il vangelo del buon pastore

Tendenze attuali e possibili sviluppi

Riccardi e l’inconsueta ripulsa del grigio

Il segno di Gesu’

La Fiat, la Superlega ed altri passaggi

Esseni, sadducei, farisei, di oggi

Il limite cartina di tornasole di certe proposte di rinnovamento

La drammatica necessita’ di una vera sinodalita’

Il problema di fondo della pastorale

Le spiritualita’ odierne e le vocazioni

La triste scontatezza dell’ideologia

La parabola del figliol prodigo

Quando germoglia la rivoluzione

Vissuto duemila anni orsono e avanti a noi

Verso la verita’ tutta intera o verso riduttivi ragionamenti?

Hans Kung e Heidegger

La Chiesa e i poteri secolari

Cause fontali di una sinodalita’ carente

La Pasqua viene a primavera

Sinodalita’ a patto che tutti si uniformino

Problemi a monte non considerati

Come viene Gesu’ in questo tempo difficile

La marginalita’ del cercatore del vero

Manifesto della libera ricerca del vero

La grazia della Parola

La rivoluzione della diffusa traduzione simultanea

I libertari che ostacolano l’esprimersi altrui. Alcuni artifici usati

Un problema centrale: la scuola

La differenza decisiva tra i corsi e i percorsi di fede

La nevrosi della tecnica

Come il popolo (ogni persona) può riprendersi il potere che, in mano a finanza e big tech, lo sta spogliando di tutto

Diffondere la consapevolezza della rivoluzione decisiva

Discernere questo tempo

La politica del Titanic(o)

Contributi su alcune questioni dottrinali

Popoli che eleggono i loro oppressori?

Il discernimento del nardo prezioso

Un nuovo rapporto tra confessione ed eucarestia?

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/05/21/news/aprire-totalmente-il-cuore-a-dio-e-un-regalo-non-una-dogana-1.33703342

Serial cliccher

Lo sfacelo della tecnica e il seme che muore nella terra

Il mero fare di governo e sedicente opposizione: una stessa banalita’

I desaparecidos virtuali

Informazione alternativa per allodole

Piccolo magnificat. Un canto di tanti canti

La vera solidarieta’

Nuove vie di rinascita personale e sociale

La gabbia comune

Bufalo bill

Fiducia in Dio nella storia

La chiave dell’ascolto

Alcune domande sulla sinodalita’

La bomba a orologeria giovani

L’incredibile non cercare la chiave

Chi fa davvero la storia

Il nucleo fontale

L’alternativa teleguidata

L’opposizione farsa

La rivoluzione continua degli autentici esercizi spirituali

Il prodramma

Il sistema e l’irresistibile traboccare

Alcune questioni di fede in Germania

Crematopolitica e aggregatori di orientamenti

La sinodalita’ e i suoi rischi

Il parlamento uniformato: pace o tragicommedia?

Il parlamento uniformato. Perche’ era stato previsto

Un necessario salto di qualita’

La continua lotta per il potere e la storia della salvezza

L’ambiguocrazia della tecnica

Il solidarismo cinico della ragione astratta

Sinodalita’ ma solo teorica, perche’?

Resistenza diffusa ad una china drammatica

I concili, il vino vecchio e quello nuovo

Un nuovo rapporto Chiesa-mondo

La citta’ di Dio dentro quella dell’uomo

La rivoluzione sociale della semplicita’

Poteri subdoli e manipolativi

I preti e la psicologia

Meditazioni per i pastori

I preavvisi catastrofici nella Bibbia

Fake news o fake spirits? La politica dei buontamponi

Elezioni in presenza, no allo “smart” vote

Intervista a Gesu’

Doni della comunione concreta

Una cultura poco interessata al vero e ai suoi scopritori

Un falso bene che manipola e distrugge

Gesù compiva più miracoli allora che oggi?

Rinnovo delle promesse battesimali

La dittatura e la brezza leggera dello Spirito

Domande sul pensiero unico

L’eterogenesi dell’uomo fatto robot

L’Epifania e la sinodalita’

Aspirare ancora alla vittoria di Pirro

Dove si resta sulla, pur diversa, tecnica l’umano si perde, il vero ascolto, il vero dialogo, si perdono, le persone e la partecipazione vengono soffocate. Restiamo in quella cultura della mera erudizione che sta tarpando le ali ai giovani e a tutti.
https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Metanoeite: significato greco del “convertitevi”

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1, 14-15). La parola del testo originale, μετανοειτε, non indica, per certi versi moralisticamente, una conversione ma un percepire oltre. Il regno dei cieli è vicino, lasciatevi portare oltre gli schemi, le paure, le ferite, attraverso le quali leggete la realtà.

Persino la Parola di Dio la possiamo rinchiudere nella nostra comprensione. Invece essa va accolta come un seme che ci porterà oltre. Basarci su quello che vediamo, ascoltiamo, comprendiamo, è una tendenza così naturale che solo la grazia, accolta, ci può condurre oltre. Mostrandoci che vi si poteva vedere, udire, comprendere e così vivere, altro.

Un rinnovamento continuo di tutta la nostra umanità, del nostro cuore profondo, delle nostre più radicate impostazioni culturali. Quando Gesù comincia a manifestarsi più pienamente nella nostra esistenza si aprono orizzonti infiniti di vita nuova. Per noi e per gli altri: il regno di Dio. Dunque Cristo viene al tempo opportuno ad aprire con discrezione e delicatezza, a misura, il nostro cuore alla fiducia, alla speranza, nel suo amore onnipotente. Fiducia, speranza, in un oltre. Non restare chiusi nella situazione come la vediamo noi, talora senza sbocchi. Prega, abbi fiducia, spera, in un oltre che con uno sguardo ripiegato non ti aspettavi.

Uno spettro si aggira per il mondo: la libera comunicazione

Internet potrebbe venire usato per sviluppare la partecipazione invece il sistema cerca di silenziare in mille modi voci diverse. Non si dovrebbe, visto che esiste ora questa possibilità, permettere perlomeno liberi commenti su tutti i media? L’apparato si difende sostenendo che si tratta di voci non controllate. Controllate da chi? Da chi con il pensiero unico ha svuotato, manipolato e spogliato di tutto la società? Non dovrebbe invece una democrazia favorire la libera formazione, partecipazione, delle persone stimolando così una sempre più profonda maturazione anche nel valutare gli interventi altrui?

I media continuano a impedire non solo gli interventi tra l’altro di molte persone preparatissime ma persino i commenti, a ridurli al lumicino, a silenziarli a piacimento. Già questa è una cartina di tornasole del pensiero uniformato e manipolato. E rivela il timore di ciò che può avvenire se si diffonde la consapevolezza delle nuove vie di resistenza.

Oggi i commenti, dove consentiti dai media del sistema, sono di gran lunga più originali e interessanti delle grige veline della odierna Nomenklatura.

La democrazia del solidarismo omologato, dunque del mero fare, tecnicista come ogni cosa in essa, sta conducendo sempre più velocemente la società al crollo. Nella società che distrugge tutto con la formazione e la comunicazione bisogna sviluppare una variegata resistenza in tali campi. Per esempio appunto pretendere la libertà di commento ovunque, creare reti di pubblicizzazione dei commenti non ammessi, anche così rivelare concretamente la presenza di un mondo finora ignoto e ricco di mille contributi, stimoli, da offrire.

Usare i media anche del sistema come punti di incontro per i commenti stimolando dunque il servirsi di quelli che li consentono lasciando da parte gli altri. Vi è tutta una nuova resistenza da sviluppare.

Trovare i punti di debolezza dei sistemi di manipolazione per sviluppare i semi di una nuova democrazia: per esempio creare canali di comunicazione alternativi durante lo smart working; aiutare una formazione alternativa per gli studenti da casa. Favorire così in mille modi la formazione di reti dal basso. Al punto che il potere dovrà temere gli stessi sistemi che adopera per annullare la gente.

Una democrazia che sviluppi, esiga, trovi comunque le vie, per la libera formazione e partecipazione.

Non di solo pane vive l’uomo. Un significato talora equivocato

Non di solo pane vive l’uomo non significa che da un lato vi è il pane, il bisogno materiale e dall’altro il bisogno spirituale. Anche il pane ricevuto da Dio è un dono spirituale. Una cosa accaparrata fuori della volontà di Dio rischia di far male, anche se Dio nella sua misericordia cerca alfine di volgere al bene anche il male che ci procuriamo da noi stessi. Appena torniamo a Lui. La grazia è divina e umana in Gesù, separare l’aspetto spirituale e quello umano è frutto di visuali riduttive, che possono finire per scoraggiare la crescita.

Il sistema, il deep state, al potere è il frutto di una cultura ormai svuotata di tutto. Per cui chiunque lo sostituisse avrebbe solo per questo un titolo di merito. Ma le soluzioni concrete richiedono un salto di qualità. Il passaggio dal tecnicismo alla libera formazione, fin dalla scuola, nella identità ricercata e nello scambio con le altre. Il solo apparente paradosso è dunque che ci si avvia sempre più diffusamente a comprendere che la mera praticoneria tecnicista spoglia non solo di valori morali ma nel tempo di tutto, anche delle cose più concrete. https://gpcentofanti.altervista.org/la-spiazzante-eterogenesi-dei-fini/

Gesu’ spiazza

Meditiamo nei vangeli come Gesù leggeva le Scritture. Cogliendone il senso, in modo innovativo e fulminante proprio restando sensatamente molto attento alle parole usate dalle Scritture. Così rileva che Davide aveva già intuito un Dio uno ma non mono: dice il Signore al mio Signore.
Dunque sì cogliere il senso e non la mera forma ma anche non ridurre a mera forma un senso profondo che, almeno nel cammino di conversione, si potrà tendenzialmente cogliere.
È il problema che emerge nel non indurci in tentazione: Gesù insegna a chiedere ogni bene spirituale, umano, materiale e anche insegna che Dio non ci darà nulla che ci possa fare male, che prende il buono profondo delle nostre preghiere, ci insegna a chiedere cose buone. Una lettura intellettualista non coglie il senso complessivo del Padre Nostro ma viviseziona le singole parole estrapolate dal contesto. E può finire per risolvere allora il problema pragmaticamente, cambiando le parole del testo. Ogni cosa nasce dalla centratura sempre più profonda in Gesù, Dio e uomo, nel suo discernere, superando filosofie e culture più terrene. Il dono è aprire un varco sempre nuovo nella nostra mentalità, intuire che Cristo porta oltre, imparare in Lui da tutti, spesso dai piccoli. Quindi qui troviamo stimoli ad uscire dal razionalismo, dalla cultura dei meri ruoli, delle mere competenze, dei tecnicismi, per entrare nella ricerca autentica del vero: immaginiamo un profeta in antropologia teologica? Il razionalismo-tecnicismo sta svuotando la società conducendola al crollo. La competenza specifica non è svilita ma arricchita in questa ricerca integrale e comune.
La questione del Messale stesso si può dunque leggere in modo sempre nuovo in Gesù in questa direzione. E la direzione di Cristo spiazza meri conservatori e meri novatori perché Lui è l’alfa e l’omega. Ci induce a tornare a Lui, al vangelo, sempre più profondamente. Come vediamo nel suo stesso leggere le Scritture.
“E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!” (Lc 5, 37-39). Significativamente questa parabola viene talora letta intendendo che siccome bisogna mettere il vino nuovo in otri nuovi nell’ultima frase Gesù mostra comprensione per chi fatica in questo rinnovamento essendo attaccato al vino vecchio. Ma Gesù non disprezza le cose davvero buone (χρηστός può forse indicare: il vecchio è quello buono). Lui è il vero vino vecchio e il vero vino nuovo. Nel vecchio di Gesù vi è l’infinito nuovo, il suo amore meraviglioso sempre da scoprire. Com’è diverso anche qui leggere con una logica astrattamente consequenziale o cercando di lasciarsi portare nel senso profondo della parabola.

La spiazzante eterogenesi dei fini

È drammatico e interessante constatare le conseguenze del razionalismo. Ormai giunge a ciò che era stato ampiamente previsto. Un pensiero unico, tecnicista, omologante. La gente è spogliata di tutto.  Ma è interessante anche rilevare gli stimoli che tale situazione può generare. Non restare chiusi nel proprio orticello ma aprirsi al libero sviluppo della propria identità e del solo allora autentico scambio con le altre. Aprirsi alla partecipazione pluralista. Si è quasi “costretti” all’autentica ricerca umana se non si vuole anche criticando il sistema finire per fare il suo gioco. Infatti come previsto da filosofi e scrittori vari il punto è che il vero dominatore oggi non sono i vertici dell’attuale establishment, la finanza e le big tech, ma il tecnicismo stesso. La vera, necessaria, rivoluzione è aprire davvero il cuore all’umano. I calcoli, le miopi difese, sono tecnicismi. Non animano la gente, restano discorsi tra quattro gatti. E ancora una volta potremmo dire che, in un modo o nell’altro, qui gatta ci covid.

Una nuova resistenza

Davvero tragicomico che i media del sistema si mostrino preoccupati dei pericoli della incontrollata partecipazione sui social della gente. Ma non è il sistema del pensiero omologato, tecnicista, che ci sta spogliando di tutto? E non dovrebbe essere la maturità delle persone a valutare le riflessioni che circolano? Anche in un fecondo e pluralistico scambio. Il sistema cerca di svuotare la autentica crescita delle persone e per di più le giudica immature se non dicono esattamente quello che vuole.

Una strada è quella di dare spazio ai media che consentono i liberi (per esempio consentendo fino a 5000 battute, lasciando inserire almeno un link) commenti agli articoli. E potendo scoprire che spesso sui media del sistema sono più interessanti le chiose che gli articoli stessi. I pezzi giornalistici potranno venire (e già oggi accade) scritti in modo da condizionare, preorientare, le glosse ma il criterio sarà comprendere che certe risposte non apparentemente in sintonia cercano solo di toccare la radice delle questioni. In un dialogo autentico e non prefabbricato. Si potrà anche scatenare una lotta per confondere, per esempio con molti falsi commenti. Ma quando si arriverà a quel punto ormai si sarà forse, per esempio, sviluppata una informazione alternativa, pluralistica.

Verrà stimolata una rete di citazione delle annotazioni non permesse… Nell’epoca della dittatura comunicativa bisogna sviluppare una nuova resistenza, comunicativa. I media che non consentono commenti già così testimoniano di voler imporre il loro pensiero.

Il cuore del Buon Pastore

https://drive.google.com/file/d/1gBSlnIU3yZkbgoWc5Xv1i6ADqr_ux6CU/view?usp=drivesdk

Le pantomime del sistema

Il libero dialogo è la via che stimolando il confronto favorisce ricerche vissute, partecipazione, superando l’omologante tecnicismo che sta svuotando e portando all’implosione la società. Oggi a causa del pensiero unico gli spunti più interessanti si trovano spesso nei blog personali, nei siti gestiti dal basso, nei commenti agli articoli. Bisogna profondamente capire questo. Ormai le voci libere e preparatissime bisogna scovarle così e per scovarle bisogna volerlo, non chiudendosi nel proprio miope orticello facendo il gioco del potere. Inoltre è fondamentale il contributo di ciascuno perché già con la sua stessa vita, esperienze, domande, difficoltà, può aiutare chi ha desiderio di ciò a comprendere meglio la situazione e le possibili vie di soluzione. Non per nulla l’apparato teme queste voci ma significativamente rileva che non sono soggette a controlli mostrando i propri veri intenti: non si vede che la formazione e l’informazione soggette all’asfissiante controllo di chi domina hanno spogliato la gente di tutto? Il vero riferimento sarebbe permettere la libera maturazione e partecipazione delle persone rendendole sempre più consapevoli e dunque pronte a riconoscere le veline del pensiero unico così come qualsiasi forma di immaturità. Oggi questa è la via principale. Siamo agli esordi di passaggi significativi: la storia li indica spesso prima di tutto con il graduale calare del prestigio della classe dominante di cui si smascherano sempre più diffusamente le vuote pantomime. Per cui fare parte del sistema, di vario potere, culturale, informativo, diviene un titolo di demerito. Ecco nel breve testo seguente un altro insegnamento della storia: https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Il potere, il consenso, i valori

Nella storia sembra di poter non di rado riscontrare una certa consapevolezza dei potenti di turno che il governo non si può facilmente basare a lungo sulla mera forza. Sono necessari un qualche consenso e motivazioni, valori morali. Per esempio in epoche passate la fede cristiana, pur con i limiti nei quali veniva generalmente compresa, poteva costituire un collante. In seguito le molte critiche dovute anche a questi limiti aspiravano ad un rinnovamento comunque al fondo con valori morali ed in definitiva di derivazione cristiana.

Il crollo delle ideologie e il troppo lento rinnovamento della fede cristiana hanno lasciato un vuoto nei quali emergono sempre più chiaramente le fasulle strutturazioni della cultura di fondo di questa epoca: il razionalismo e le sue appendici, lo spiritualismo e il mero vitalismo, pragmatismo. Se infatti dell’uomo si privilegia una astratta, al fine inesistente ragione, restano fuori un’anima variamente disincarnata e gli aspetti emozionali-concreti della vita quotidiana.

Il crollo dell’Unione Sovietica ha dunque sancito la fine delle ideologie e anche di un potere comunque di contrasto al capitalismo. Certo tale implosione è stata dovuta per molti versi proprio agli sviluppi della tecnologia.

Ora i potenti del momento, la finanza e le big di internet, cercano il collante morale in un solidarismo omologato e omologante. Ma tale intellettualistica, tecnica, pseudo religione non è sentita dalla gente, è troppo artefatta. I poteri attuali vogliono rendere le persone meri individui consumatori persi in una massa anonima e colorare ciò di una patina filantropica.

Ma ormai molte persone non accettano più le imposizioni di una pure più sentita fede, figuriamoci quelle di questo falso solidarismo. I poteri attuali dunque finiscono per dipendere da un consenso e da valori morali che di fatto proprio tali poteri stessi stanno spegnendo. L’implosione può essere sempre più vicina. Si deve stimolare la libera, ora tendenzialmente serena, non moralistica e partecipata ricerca umana: fin dalla scuola, identità e scambio tra di esse. Vie di superamento dei sopra citati astratti riduzionismi del razionalismo.

E ci si deve muovere dal basso perché gli apparati al servizio dei dominatori possono essere condizionati dalla mentalità diffusa in tali ambienti o dal bisogno di lavorare. Certo però anche nel sistema si possono dare margini di libertà e anche a questi, alla sincerità del cuore di ciascuno, ci si può appellare.

L’inganno decisivo nella storia

Il punto drammatico è che il tecnicismo, il funzionamento e via dicendo sono soluzioni spesso proposte anche da chi vorrebbe sinceramente innovare. Ma così l’uomo diventa sempre più un pupazzo manovrato dai potenti, la società si svuota e finisce per crollare. La perenne illusione della storia è dimostrata dall’implodere dall’interno, per spegnimento, di ciò che l’animava davvero e che finiva per essere scambiato come mera capacità funzionale. Per leggere il futuro veramente è fondamentale ben leggere anche il passato. https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-per-la-vita-di-tutti/

La via che scioglie i nodi

Il tema dell’adeguato incontro tra la teoria e la pratica è sorprendentemente semplice perché sblocca in realtà tutti i percorsi, il dialogo, la vita di ciascuno. Non vi è mai stato nella cultura, nelle religioni, nella politica, sempre in varia misura sbilanciati su un polo. Nuova esistenza perché ognuno si sente capito e aiutato ad accogliere sé stesso sulla propria graduale, personalissima, ben al di là degli schemi, strada verso la vera vita.  Dunque nuova spiritualità e nuova psicologia, non separate o giustapposte come un fare l’una e un funzionare l’altra. Uno stimolo a cercare con fiducia i valori autentici. Nuova scienza, superando la crisi attuale. Infatti la scienza della logica astratta, a tavolino, scopre in ogni campo di non entrare in contatto con la vita concreta, specifica. Ma passando alla vita reale tralasciando i riferimenti si confonde dal lato opposto, troppo tecnicista. Non entra nel mistero. Necessita una via di adeguato incontro tra teoria e pratica, tra identità e scambio. Vedere un solo lato chiude al dialogo autentico, svuota, porta la società spogliata di tutto alle dittature invece che alla libera maturazione di ciascuno e alla partecipazione.

Una chiave per la vita di tutti

Perché il dialogo talora è difficile, si apprende poco gli uni dagli altri? Bisogna cercare il bandolo della matassa. Magari dovrà trattarsi di una maturazione nella storia, forse con molte sofferenze. Chi può apra il cuore a cercare il bandolo della matassa, si faccia aiutare da chiunque perché i segreti più profondi spesso li conoscono i piccoli. E non sono concetti ma sapienze del cuore, che si trasmettono meglio nella condivisione specifica, dal vivo. Dunque, almeno nei modi e nei tempi adeguati fin dalla scuola, identità e incontro, non solo uno dei due.

A questo link https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-sorprendentemente-semplice-ma-solo-dono-della-grazia/ una pista che apre orizzonti a tutto campo, spiritualità, morale, scienza, psicologia, pastorale, vita concreta… Infatti si tratta di un nucleo fecondo che può rinnovare la vita e la filosofia di chiunque sul proprio personalissimo percorso.

Tutta la storia, anche delle religioni e delle culture, oscilla tra i due poli ivi menzionati (teoria e pratica, cielo e terra…) perché non trova una via adeguata di incontro.

In tutti i secoli si sono scissi i valori e l’umano, il cielo e la terra… È la storia della mentalità, che oscilla tra Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, oriente e occidente… Una frattura drammaticamente accentuata al tempo di Galileo, come si osserva nel testo citato. Siamo dunque al germogliare di un punto di svolta che può sbloccare la drammatica china tecnicista (l’uomo scisso cerca di funzionare più che di trovare sé stesso) che sta conducendo la società al crollo.

Una via che aiuta con delicatezza ciascuno ad aprire gradualmente il cuore sul proprio personalissimo, ben al di là degli schemi, cammino. La nostra umanità matura senza venire calpestata, nevrotizzata… Respira libertà a pieni polmoni. Allora non un’anima disincarnata ma tutta la nostra umanità viene portata nel mistero dell’esistenza e vede ogni cosa in modo sempre nuovo.

Il cuore aperto alla vita che viene come una colomba, delicatamente. Liberazione da false strutturazioni, sensi di colpa, risposte meccaniche, cervellotismi, inutili sbrachi… Orientati verso i valori autentici.

Il moralismo educa a salvarsi da soli dovendo ottemperare ad astrazioni. Il dono che libera è la fiducia nella vita che, accolta con semplicità, viene gradualmente sempre più e fa maturare verso un sempre più profondo benessere. Cercare di vivere tendenzialmente né di meno né di più, ma il seme realmente ricevuto in dono, lasciandolo così crescere. Se la vita mi fa maturare partendo da piccoli sinceri gesti d’amore ogni tanto anche quello è un dono meraviglioso, delicato, il granello di senapa che diventerà il più grande di tutti gli alberi. Tendenziale crescita graduale e piena di buonsenso verso i valori sempre più autentici.

Dal fare il bravo al cuore gradualmente aperto con delicatezza, ben al di là degli schemi, dall’amore. Dal moralismo alla fiducia nel maturare della vita.

Una sempre più profonda, semplice, consapevolezza del cuore nella luce serena, che fa leggere, nella vita condivisa, anche nell’umanità degli altri. Potendo aiutare a sciogliere nodi, aprire strade. Una maturazione libera di ogni specifica persona che rinnova anche la società svuotata, spogliata di tutto, manipolata, dal tecnicismo.

Come diffondere queste piste? Una via decisiva consiste nell’uscire dalla violenza omologante della formazione scolastica decisa dallo stato e restituire ad ognuno la libera scelta effettiva di poter venire formato anche a scuola alla luce di ciò in cui crede e nello scambio con le altre identità. Liberati dal falso e svuotante oggettivismo razionalista e stimolati dalla propria ricerca e da quella altrui al cercare vissutamente le risposte autentiche. Fuori di ciò la persona e anche la democrazia sono a grave rischio spegnimento e manipolazione.

Il crollo del tecnicismo e il germogliare della grazia divina e umana

A questo link https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-sorprendentemente-semplice-ma-solo-dono-della-grazia/ una pista che apre orizzonti a tutto campo, spiritualità, morale, scienza, psicologia, pastorale, vita concreta… Infatti si tratta di un nucleo fecondo che può rinnovare la vita e la filosofia di chiunque sul proprio personalissimo percorso.

Tutta la storia, anche delle religioni e delle culture, oscilla tra i due poli ivi citati (teoria e pratica, cielo e terra…) perché non trova, al fondo in Gesù Dio e uomo, una via adeguata di incontro.

In tutti i secoli si sono scissi i valori e l’umano, il cielo e la terra… È la storia della mentalità, che oscilla tra Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, oriente e occidente… Una frattura drammaticamente accentuata al tempo di Galileo, come si osserva nel testo citato. Siamo dunque al germogliare di un punto di svolta che può sbloccare la drammatica china tecnicista (l’uomo scisso cerca di funzionare più che di trovare sé stesso) che sta conducendo la società al crollo.

Gesù Dio e uomo aiuta con delicatezza ciascuno, anche un ateo, ad aprire gradualmente il cuore sul proprio personalissimo, ben al di là degli schemi, cammino. La nostra umanità matura senza venire calpestata, nevrotizzata… Respira libertà a pieni polmoni. Allora non un’anima disincarnata ma tutta la nostra umanità viene portata nel mistero e vede ogni cosa in modo sempre nuovo.

Il cuore aperto per grazia ad una luce che scende come una colomba, delicatamente. Liberazione da false strutturazioni, sensi di colpa, risposte meccaniche, cervellotismi, inutili sbrachi… orientamento verso i valori autentici.

Il moralismo educa pure il cristiano a salvarsi da solo dovendo ottemperare ad astrazioni. Il dono che libera è la fiducia nella grazia (nella vita, per un non credente) che, accolta con semplicità, viene gradualmente sempre più e fa maturare verso la pienezza. Cercare di vivere tendenzialmente né di meno né di più, ma il seme realmente ricevuto in dono, lasciandolo così crescere. Se lo Spirito mi fa maturare partendo da una sola Ave Maria, da una breve invocazione, al mese, da qualche sincero gesto d’amore, anche quello è un dono meraviglioso, delicato, il granello di senapa che diventerà il più grande di tutti gli alberi.

Dal fare il bravo al cuore gradualmente aperto con delicatezza, ben al di là degli schemi, dall’amore (di Dio). Dal moralismo alla fede, alla fiducia.

Il mio giogo è soave e il mio peso leggero. L’umanità della persona che (nella grazia divina e umana di Gesù, crede il cristiano) si fa via per riconoscere l’autentica vita (il Suo Spirito). “Ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio” (1 Gv 4, 2). Da questo, dice Giovanni nella sua prima lettera, potete riconoscere lo Spirito di Dio. Una sempre più profonda, semplice, consapevolezza del cuore nella luce (Luce, per il cristiano) serena, che fa leggere, nella vita condivisa, anche nell’umanità degli altri. Potendo aiutare a sciogliere nodi, aprire strade. Una maturazione libera di ogni specifica persona che rinnova anche la società svuotata, spogliata di tutto, manipolata, dal tecnicismo.

Il paradosso dell’automanipolazione

Come mai nel panorama attuale rileviamo in modo non di rado marcato il prevalere del bianco o nero? Molto dipende dalla geopolitica, dalla sviluppo della storia dei poli d’influenza, che restano Usa e Russia con il continuo spesso forse dissimulato e pericolosissimo avanzare della Cina. Un contesto nel quale la finanza e i potenti di internet hanno via via, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, avuto campo libero al loro espandersi incontrollato. Si è andato sviluppando in questa stessa storia un ramificato apparato che supporta tali poteri ed in Europa ha conquistato spazi immensi con l’avvento dell’euro e la conseguente cessione della sovranità monetaria da parte di molti stati del nostro continente.

In tale percorso, crollate le vecchie ideologie dopo un periodo di vuoto di senso la mera ragione astratta è pervenuta ad un solidarismo tecnico, spersonalizzante, privo di umane ricerche vitali, anche in confronto tra di loro. I razionalisti delle ideologie di giustizia e anche di una fede spesso del mero fare hanno, forse da parte di non pochi sinceramente, abbracciato come logici questi sviluppi. Senza percepire che una solidarietà senza, fin dalla scuola, libera ricerca della identità e solo allora dell’autentico scambio è appunto un’astrazione che finisce per spegnere le persone rendendole meri individui consumatori persi in una massa anonima.

Ma è la stessa ragione astratta, insieme alla particolare geopolitica del momento, che ha favorito lo svilupparsi non di una variegata opposizione a tutto ciò ma di un identitarismo chiuso in sé, nelle proprie logiche altrettanto a tavolino. In fondo un contrastarsi di opposti schematismi che finiscono per spalleggiarsi nell’intellettualismo e nelle sue derivazioni, come il pragmatismo. Lasciando la gente spogliata di tutto, manipolata, indotta appunto al fanatismo dell’aut aut. Un chiudersi in codici prefabbricati che rende il dialogo difficile.

L’opposizione della Russia non è la stessa di quella dell’Unione Sovietica. Al globalismo meccanicista del sistema si oppongono poteri che da tali interessi si sentono penalizzati, economie non del virtuale che reclamano il potere per le singole nazioni. Riallacciandosi all’identitarismo di cui sopra.

In una tale situazione la gente rischia di venire manipolata, fanatizzata o, più spesso, semplicemente spenta. I menzionati tre principali potentati geopolitici e quelli del virtuale hanno un obiettivo in comune, lo svuotamento della gente. Ma paradossalmente proprio da qui, dalla necessità di andare oltre il crollo di tutto, drammaticamente sembra possano scaturire, se qualcuno sopravviverà, persone, culture e società rinnovate.

Culture, economie, a misura d’uomo, delle specifiche persone. Identità liberamente cercate, scambio, partecipazione. Un passare dalla ragione astratta e dal vario dominio della tecnica all’autentica democrazia che favorisce la maturazione delle persone. Si tratta di semi che già qua e là vanno cadendo nel terreno ma in modo così sparuto dall’indurre a chiedersi, come detto, se non dovrà essere un crollo sociale a stimolare un più diffuso cambiamento. Perché Maria ha detto che “alla fine” il suo cuore immacolato trionferà?

Il Magnificat, le nozze di Cana e questo nostro tempo

Il pensiero unico è oggi così onnipervasivamente al servizio del sistema, il razionalismo è così svuotante, che oggi anche persone colte e di buone intenzioni, per esempio tra i cristiani o gli ex marxisti, non si avvedono (o fingono?) di tutto ciò.

Lo sfacelo della gente spogliata di tutto e talora raggirata al punto di fidarsi di chi la massacra ricorda certe drammatiche prove subite dal popolo di Israele e narrate nella Bibbia. In mezzo a oscurità di ogni genere Dio porta avanti il suo disegno di vita e di salvezza per ciascuno.

Il magnificat ci trasmette che la storia la conduce Dio verso la rivelazione sempre più piena del suo amore, con l’aiuto di ogni persona di buona volontà, spesso “piccoli” che mai verranno lodati, menzionati, da qualcuno. Il cuore di Maria canta la vicinanza, l’attenzione, di Dio a ciascuno, alle sue speranze, ai suoi dolori, ai suoi bisogni.

Vi si legge tra le righe il segreto delle nozze di Cana: Maria è mamma che si avvede delle necessità dei suoi figli ed anima ogni persona di buona volontà ad accogliere la luce che le viene donata contribuendo a cambiare misteriosamente le sorti profonde di tante persone e della storia. Tanti sentono incoraggiata la loro fiducia in Gesù, sostenuto in mille modi il loro cammino.

La beffarda eterogenesi dei fini

I media del sistema che pare teleguidato dalla finanza e dai potenti del web usano tutti i mezzi per distogliere dai governi al loro servizio sospetti negli atteggiamenti circa il covid. Complottismo è una delle parole usate in questo senso. In effetti colpisce come proprio ai dominatori in questione pare convenire il virus. Mai che qualcosa vada a vantaggio invece della gente, delle identità e dell’allora autentico scambio. Comunque il punto da cui non bisogna lasciarsi in vario modo distogliere è che in tale contingenza è bene che il potere vada ai reali rappresentanti di tutti quelli che dal covid vengono massacrati.
Sarà possibile arrivare ad oneste elezioni? O si tratterà al più di elezioni farsa via telematica? Il potere ha ormai aggirato completamente la democrazia? Bisogna diffondere la consapevolezza di questa drammatica spoliazione di tutto che avviene addormentando le menti. Questa è la conseguenza ultima di una cultura che svuota di ogni vissuta ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Ma proprio questi tragici risultati potranno risvegliare il bisogno di autentica umanità. Ridare alla gente, alla specifica persona, il suo legittimo diritto di scegliere fin dalla scuola la propria formazione per giungere dunque ad una libera partecipazione nell’informazione. Ridare alla gente il vero potere odierno di cui essa è l’unica legittima detentrice: la formazione e l’informazione.

Domande a Magister

Nell’articolo http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/12/21/due-papi-due-agende-per-benedetto-la-priorita-e-dio-per-francesco-l’uomo/ viene toccato il punto decisivo che sta alla radice di ogni crisi attuale, anche la più concreta. Specie dal tempo di Galileo si è sempre più teso a confinare la fede e la coscienza nell’ambito di un’anima disincarnata sottoponendo ogni altra problematica al vaglio di un’astratta ragione. Lasciando dunque ulteriormente fuori anche il resto dell’umano, già poco considerato dalla spiritualità di allora, con forti venature platoniche.

Sperimentiamo nei secoli le tragiche conseguenze del sottile prevalere di questi schematismi che tendono a spogliare ogni uomo di una viva, libera, ricerca umana e di un solo allora autentico scambio. Di una più diffusa e consapevole partecipazione.

Persino nella Chiesa si trovano ancora oggi accaniti difensori del razionalismo. Si può persino ritenere che il credere sia in parte questione di fede e in parte di ragione. Se nella propria coscienza si avverte un sì alla domanda se si crede in Dio quella è la fede. “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli” (Mt 16, 17).

Certo tutta la propria umanità tendenzialmente si ritrova sempre più su questa scia e anzi, illuminata dalla grazia divina e umana di Gesù, si fa via anch’essa di discernimento dell’autentico Spirito di Cristo, che non viene a calpestare l’uomo ma a far fiorire gradualmente e serenamente, ben al di là degli schemi, la sua persona integrale.

Dunque il dono della grazia divina e umana e la via della persona umana. La coscienza spirituale e psicofisica nella Luce serena, a misura. Ridurre la via ad un’astratta ragione finisce come detto per scindere quest’ultima dalla coscienza e dal resto emozionale pratico del soggetto. Al punto che lo Spirito che illumina il cuore può venire considerato mero sentimento.

Una tale inesistente ragione può dunque tendere ad autonomizzarsi. La maturazione umana diventa preda di risposte schematiche, la varia scienza si separa da una autentica crescita integrale e diviene falsamente neutra. L’uomo concreto privo di adeguati, non astratti, riferimenti può tendere al pragmatismo.

In una tale cultura persino nella Chiesa si oscilla dunque tra quell’anima disincarnata che delega con sospetto tante conoscenze concrete ad una fasulla scienza; un razionalismo della dottrina da comprendere con il cervello e da applicare in modo variamente meccanico con la volontà; ed un pragmatismo che rifuggendo da tali astrazioni si tuffa nella vita pratica gettando per non pochi aspetti via il bambino dei riferimenti con l’acqua sporca dei moralismi.

Il riferimento della vuota, astratta, ragione, della mera tecnica, sta dunque conducendo l’umanità spogliata di tutto al crollo, sotto l’egida dei dominatori del tecnicismo del tempo, oggi la finanza e i potenti di internet. Il drammatico prevalere di questa struttura mentale chiusa in sé, scissa dal resto dell’umano, finisce per condizionare inconsapevolmente persino certi pastori nella Chiesa, persino ex propugnatori del marxismo e della giustizia sociale, mettendoli sulla scia di tale falsa, omologata, tecnica, umanità.

Nella Chiesa pastori possono combattere tra loro per difendere i succitati frammenti di umano. Un dialogo spesso impossibile a partire da tali chiusi riduttivismi e che finisce così nel dibattito pubblico ecclesiale per far prevalere il partito del papa del momento. Forse la gente può venire paradossalmente aiutata dall’alternarsi secco di tali orientamenti perché i pastori sono costretti a sentir parlare solo di uno essi e dunque a prenderli in considerazione. Così i fedeli possono venire involontariamente orientati a fare una semplice sintesi, a trovare nella vita concreta un oltre che prenda il buono di essi.

Una spiritualità (dall’anima disincarnata) in cammino graduale, sereno, a misura (dal pragmatismo), grazie e verso i riferimenti sostanzialmente immutabili della fede (dal razionalismo, dottrinarismo).

Nello sfacelo di questa distruzione brilla il germe di una vita nuova. Ancora una volta non sono i dottoroni e i notabili del tempo a rinnovare ma i piccoli del vangelo. Tornare all’uomo semplice nella Luce ora tendenzialmente, per grazia, meglio intuita serena, a misura della specifica persona. Libera formazione nella identità ricercata ed autentico scambio. Vissute vie di graduale uscita dall’astrattismo che sta uccidendo l’uomo.

Maria e la storia della salvezza

La professione di fede di Maria, il Magnificat, canta l’opera di Dio nella storia della salvezza. Tutta nella misericordia, essa disperde i pensieri di coloro che appaiono sopra agli altri (= testo greco originale, che smaschera i sistemi di potere, porta oltre le apparenze e via dicendo), rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, ricolma di beni gli affamati, rimanda i ricchi a mani vuote. Soccorre Israele, la Chiesa, sua serva, ricordandosi della sua misericordia come aveva promesso.

Dio semina dunque oltre le verità parziali, dove non del tutto errate, dei potenti, i silenziamenti dei poveri, perché la sua grazia sempre nuova si diffonde per le vie che Lui sa, ben oltre i piani di chicchessia, secondo la sua sapienza e conduce verso la verità tutta intera. Questa è la nostra gioia, la nostra fiducia, la nostra speranza.

La premonizione del prestigio calante

La vecchia rivoluzione e quella sempre nuova

Una radice della crisi attuale sta, come osservato per esempio da diversi filosofi e scrittori, nel razionalismo che svuota, omologa, le persone in un percorso consequenziale che è passato tra l’altro, come se nulla fosse, dalle grandi ideologie rivoluzionarie al dominio della finanza e dei potenti di internet sotto l’ombra di un astratto civismo, solidarismo, che spoglia di ogni libera ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Su queste scie ogni valore viene manipolato ai fini del potere: il femminismo per esempio può divenire scusa per cooptare persone ad hoc nel sistema. Certo anche con tali rischi vi sono molti validi motivi per dare più spazio alle donne. Ma la vera liberazione della donna non può prescindere dalla vera liberazione di ciascuno.

I tanti fantocci del sistema possono essere guidati dai propri interessi di prestigio e di guadagno o, forse in una gran quantità di casi dal bisogno di lavorare ma anche possono essere essi stessi tra gli inebetiti frutti dell’intellettualismo. La tecnica alfine domina poi gli stessi burattinai della finanza e di internet di cui sopra. Essi portano al crollo la società di cui fanno parte anche i loro figli.

Bisogna tornare all’uomo e all’uomo non si potrà tornare coi programmi alla fine intellettualoidi, perché troppo soggettivi, di qualcuno. La via mi pare la partecipazione di tutti perché lì, nella ricerca personale e nella condivisione, si supera l’intellettualismo e si matura nella vita concreta. Dunque non un intellettualistico programma comune –  stabilito da chi? – Ma proprio la libera ricerca e il dialogo tra tutti, nella più grande diversità degli orientamenti e nel desiderio comune, questo sì, di liberazione da tutti quelli che vogliono pensare il bene degli altri al posto degli altri stessi. Ecco le astrazioni, lo svuotamento, la dittatura, la riduzione a contrapposizioni tra bianco e nero, senza le mille sfumature della vita, la manipolazione, il fanatismo.

Solo la più varia partecipazione di base potrà suscitare una rinascita personale e sociale che non sia una nuova illusoria ideologia. Da questo fermento potranno uscire di volta in volta guide che siano in mezzo alla gente e non fasulle avanguardie nelle loro torri d’avorio. Le pseudoelites vecchie e nuove hanno alcune caratteristiche distintive che segnano già un destino: ascoltano poco, vogliono primeggiare, si credono chissà chi. Sono ancora una volta frutti dell’ubris, della stolta superbia, alla fine astratta, intellettualista.

Vediamo per esempio che al tempo di Gesù la rivoluzione non la fecero le élites del tempo, farisei, sadducei, scribi, né prima di tutto (certo ogni cosa concorre in ciò in cui è buona) le aspiranti nuove élites come gli zeloti o gli esseni ma i piccoli del vangelo, la gente che cercava di accogliere con cuore semplice la luce che gli veniva donata. «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!» (Lc 17, 21).

Sembra impossibile che non vi sia anche nei passaggi di cambiamento sociale qualcuno che si ritiene di un altro pianeta e meritevole di guidare gli altri. È l’inizio della logica del potere che in varia misura si contrappone a quella della ricerca del vero. Che vi sia nella società chi governa è addirittura indispensabile. La questione dunque non è evitare questo ma favorire il più possibile la libera formazione e la libera informazione, ossia l’autentica partecipazione di ciascuno. Sembra appunto davvero difficile che non vi sia anche nella rivoluzione chi vuole prevalere invece di cercare prima di tutto la condivisione. Forse però il cammino dell’uomo ha portato ormai molti a conoscere la fine delle verità che camminano sulle gambe dei più forti. Si finisce per passare da un padrone all’altro. Il vero necessarissimo rinnovamento può risiedere nella consapevolezza che se non si favorisce il più possibile libera formazione e informazione, la partecipazione, l’umanità rischia di venire oggi annullata dalla onnipervasività della tecnica. Libertà per ciascuno di venire formato fin dalla scuola alla luce della identità ricercata e nello scambio con gli altri e di qui più autentica possibilità di partecipazione. Sempre vi sarà chi si vuole imporre, magari appunto come salvatore degli altri. La storia insegna e insegnerà sempre più che bisogna cercare di favorire la libera maturazione e partecipazione di ogni persona. Cercando dunque le vie per attenuare il predominio di alcuni sugli altri. Consci di questa continua ambivalenza e del continuo rischio di trasformare anche le vie migliori in occasioni di prevaricazione.

Ma sembra di essere giunti ad una situazione in cui o la tecnica, con i suoi potenti mezzi, favorisce la libera maturazione di ciascuno o le persone diverranno appendici dei robot. In un singolare ma anche drammatico, perché tendente al crollo, rovesciamento di prospettive. La domanda è dunque radicale: vi è la possibilità di porre la tecnica sotto il controllo della democrazia o la tecnica stessa porta al dominio di alcuni che altrimenti sarebbero scalzati da altri, dunque di fatto ognuno essendo soggetto ad essa?  La libera formazione e informazione di cui sopra può stimolare l’uscita dal razionalismo e dunque una plurale ricerca del vero, integrale, benessere umano. Si potrà giungere a percorrere queste vie di fondo in modo sufficientemente autentico? Si potrà per esse porre un certo argine allo strapotere della tecnica, degli apparati? Si verrà costretti a muoversi in tale direzione dopo il crollo dello svuotamento totale, se qualcuno sopravviverà?

In un tale contesto la Chiesa può trovare ostacoli previ ad un’autentica sinodalità nei limiti sociali alla crescita delle persone. Potrà essa comunque aprirsi con prudenza ed equilibrio ad una più viva e libera partecipazione? Potrà non venire pesantemente condizionata dalla formazione e dall’informazione a senso unico? Intanto va osservato che urge per esempio uscire dal doppiopettismo delle apparenze che espone ancora maggiormente ai ricatti del potere. Gli apostoli non hanno puntato su un loro impeccabile curriculum, che come ben si sa non avevano (vedi san Matteo, san Paolo e anche tutti gli altri) ma proprio al contrario sull’opera di Gesù. Le vie sopra descritte stimolano l’uscita dall’intellettualismo, dalle sue astrazioni, dai suoi formalismi. Le scritture, si pensi a quella sintesi dell’Antico e del Nuovo Testamento che può ritenersi il Magnificat, rivelano e mostrano che Dio conduce la storia profonda, oltre ogni ostacolo, con la collaborazione dei piccoli. E quando la scintilla della viva ricerca del vero, della libertà, si accende nelle persone può essere molto potente.

I punti profondi della crisi attuale

Intervista di Byoblu a d. Giampaolo Centofanti

https://www.byoblu.com/2020/12/13/a-scuola-si-insegna-il-civismo-omologato-e-cosi-muore-la-democrazia-don-giampaolo-centofanti/

Gesu’ e la politica

La democrazia aggirata, raggirata

Gesu’ e la cultura

Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13, 47-52).

Gesù non ha scritto perché non teorizza ma si manifesta dal vivo, in modo specifico per le specifiche persone. Ma non ha disprezzato la cultura. Tutta la sua vita è intrisa delle Scritture, meditate in modo profondamente libero e innovativo. Il titolo con cui preferisce chiamarsi è Figlio dell’uomo. La persona di cultura per Lui non è un dotto a tavolino, una persona dagli astratti ragionamenti ma colui che matura nella Sua sequela, su tale via anche cogliendo i doni validi della cultura e di ogni cosa. Dunque il centro è sempre una crescita, un discernimento, dal vivo, nelle situazioni specifiche.

Non per nulla Gesù non ha mai parlato di fede e ragione ma ha vissuto Lui per primo una maturazione del cuore nella Luce che scende serena, come una colomba. La Parola non è un concetto da comprendere con il cervello e mettere in pratica con la volontà ma è un seme che cresce facendo maturare ciascuno sul proprio graduale, personalissimo, cammino. Gesù annuncia alle folle, ma anche qui parlando alle situazioni specifiche, le verità fondamentali; poi accompagna il cammino particolare delle singole persone. Insomma Egli è il seminatore che semina il seme e cura la sua crescita. Non giunge a sistematizzare tutta una cultura.

Su questa scia io mi sento chiamato a vivere la pastorale dal vivo, come Gesù. Alle persone che accompagno nella crescita suggerisco di non leggere i miei scritti, che inevitabilmente potrebbero giungere in modo variamente astratto. Quando si studia bisogna capire che si tocca un altro piano rispetto alla pastorale, alla propria vita, maturazione, concreta e che in certi casi si può fare confusione tra tali diversi ambiti. Da un altro lato scrivo perché la cultura tocca la ricerca umana integrale ed influenza poi in mille modi la vita delle persone e dunque va sempre profondamente rinnovata in Cristo. Vi sono così due piani: quello dal vivo, nei suoi vari aspetti, tra cui l’annuncio, il dialogo, con la gente, quello comunitario e quello personalizzato; e quello degli studi, che implicano la formazione alla luce della identità ricercata e lo scambio con le altre culture e con persone di quelle culture. I due piani al tempo della scuola, dell’università, si rimandano, si dovrebbero rimandare, l’uno all’altro. Per esempio una cultura intellettualista non stimola, almeno non così tanto, tale interazione.

Poi il rimando si può variamente trasformare ma certo in una società che aiuti sulle scie sopra citate la maturazione della gente vi sarebbe una partecipazione che in vario modo lo stimolerebbe.

Quanto lungo dunque è il cammino anche della Chiesa per imparare a prendere sempre più profondamente Gesù come riferimento in ogni cosa. Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Quasi come se anche nella Chiesa si debbano sperimentare a lungo le conseguenze della più o meno consapevole ubris della ragione astratta che sta conducendo l’umanità al crollo.

Il discernere concreto di Gesu’ e la psicologia

Il segno della profezia

Morte e risurrezione della profezia

Una dittatura da studiare

La ricerca del vero e la geopolitica

Alla ricerca del discernimento: preghiera e discernimento

https://drive.google.com/file/d/1QD77wdotQEmmAqHebJvkV9qEbSFYVDXw/view?usp=drivesdk

Poesia per Maradona

Il potere oggi

Un sito per dialogare liberamente tra cristiani

Sinodalità

https://cercogesu.altervista.org/

 

La cultura del cui prodest

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’ (2)

https://drive.google.com/file/d/1M1KMAjSTrXNdvunUtLkycXL54NpWpCzK/view?usp=drivesdk

Troppo notte per essere vista

Gli aiuti chiave della vita

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’

https://drive.google.com/file/d/1H9_ouJvPQqQ9d84E2H-CkmA5H777OV1k/view?usp=drivesdk

Dalla carta della ragione astratta alla vita della persona viva

Un salto di qualita’ epocale ai primissimi albori

Ambiguita’ e manipolazione, cifre della nuova dittatura

Alla ricerca del discernimento: cercare le autentiche vie della crescita personale, comunitaria, civile

https://drive.google.com/file/d/1BrpZR87ExIulLlAvpASiLEZW24ZICwRj/view?usp=drivesdk

Un racconto breve: Habemus papam

La sequela di Gesu’ e il perfezionismo

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”.
Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte» (Lc 5, 1-10).

Gesù fa, con discrezione, di tutto per aprirci alla vita. Egli ci orienta ad una continua conversione ad un graduale rinnovamento di tutta la nostra umanità. Non è un programma efficientista, un dover funzionare sempre meglio ma la sempre nuova grazia in noi che ci porta con amorevole sapienza in una vita nuova. Forse pur crescendo in tante cose resteremo a lungo con alcuni limiti e difetti ma anche la nostra debolezza può essere parte del meraviglioso disegno di Dio per noi. Dunque il cammino di ciascuno va accompagnato cercando lo sguardo di Dio, la sua delicatezza e non in uno schematico perfezionismo.

La ricerca del vero e il potere

Una nuova spiritualita’, una nuova filosofia, una nuova psicologia

Alla ricerca del discernimento: ripiegamento egocentrato o fiducia dalla fede

https://drive.google.com/file/d/16He213YI7jAmHWl2iaLrsIsf4rIFmE3D/view?usp=drivesdk

Il nuovo volto della rivoluzione

Uscita di sicurezza

Alla ricerca del discernimento: il padre spirituale

https://drive.google.com/file/d/172C9Opre8Ywo__wbdsZ2E8zyFkG5Qw5M/view?usp=drivesdk

Il padre spirituale e la fede

La religione nei limiti della sola ragione

Il moralismo e la fede

Alla ricerca del discernimento: dal moralismo di Babele alla grazia divina e umana di Gesù

https://drive.google.com/file/d/1JjgCIaSEotZsM4gJR4XxuvBVdgjg0H6S/view?usp=drivesdk

Potere a chi il covid non conviene

Programmati per il crollo

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (3)

https://drive.google.com/file/d/1FiGOjXGTmv0o7Z8KAitDl4CiIgUf6MMK/view?usp=drivesdk

Antidoti al drammatico incombere della dittatura

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (2)

https://drive.google.com/file/d/1CWv9NZfRLVIrFpJNtbUtOabh77vnVcVB/view?usp=drivesdk

Alzatevi, andiamo (Gv 14, 31)

Heidegger, un paradosso attuale?

Paradossi di una carente sinodalità

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale

https://drive.google.com/file/d/1927LcQqW3zLqsk7V03FVWMm6F7Bf6UJc/view?usp=drivesdk

La chiave dell’ascolto della fede

Alla ricerca del discernimento: dal fare al fiducioso abbandono

https://drive.google.com/file/d/16226X0wAtUiQElrCBUXcnZZtj6byvPr0/view?usp=drivesdk

Spiritualità, cultura, politica: il problema di fondo

La professione di fede di Gesù: il Padre nostro

La situazione di fondo

 

Leggere nel proprio cuore e in quello degli altri

Le risposte spirituali e umane, anche psicologiche, di cui ciascuno ha bisogno

Trovare noi stessi, anche psicologicamente, partendo dal cuore nella Luce serena

Alla ricerca del discernimento, di d Giampaolo Centofanti su radio popolo della famiglia

Ogni martedì alle 13,30 su http://www.pdfradio.it

Repliche: giovedì alle 12.25, venerdì alle 11, sabato alle 15.30

 

Alla ricerca del discernimento: portati nella nuova creazione

Alla ricerca del discernimento: il sacramento della riconciliazione

Alla ricerca del discernimento: spunti sulla coppia e la famiglia

Alla ricerca del discernimento: dal fare al fiducioso abbandono

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (2)

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (3)

Alla ricerca del discernimento: dal moralismo di Babele alla grazia divina e umana di Gesù

Alla ricerca del discernimento: il padre spirituale

Alla ricerca del discernimento: ripiegamento egocentrato o fiducia dalla fede

Alla ricerca del discernimento: cercare le autentiche vie della crescita personale, comunitaria, civile

 

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’

 

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’ (2)

 

Alla ricerca del discernimento: preghiera e discernimento

Alla ricerca del discernimento: spunti sulla coppia e la famiglia

 

(Precisazione: in questo intervento ad un certo punto affermo  che può aiutare se sia il fidanzato che la fidanzata desiderano vivere un cammino di fede cristiana. Ma il matrimonio cristiano può venire scelto anche per la fede di uno solo dei futuri coniugi. Se Dio vuole una tale coppia Lui ne sa ben più di noi).

https://drive.google.com/file/d/13PvoUVpcmzTMwAzrOE29_t53_bTEiQVo/view?usp=drivesdk

Centralità delle pie donne sotto la croce e nell’annuncio della risurrezione

Video: Nodi che si sciolgono, strade che si aprono

Le nostre ferite spirituali, psicologiche, vengono da un amore non ricevuto o dai limiti di questo amore rigidità, cupezze, cerebralismi, meccanicismi, inutili lassismi… Quando si manifesta l’amore autentico, sereno, a misura, di Dio la persona rinasce, spiritualmente e umanamente, psicologicamente.

https://www.youtube.com/channel/UChTNif0aOs7lN9gbY9Ja8zw

 

Alla ricerca del discernimento: il sacramento della riconciliazione

Alla ricerca del discernimento: portati nella nuova creazione

Una via che scioglie i nodi, apre le strade

 

Domande a Spadaro

Dio e la logica

 

Un falso bene

Una Chiesa famiglia

Il falso buonismo della ragione astratta

Rivoluzionari utili al sistema

Ritrovare il contatto col proprio cuore semplice

Scegliere, non subire, la formazione e l’informazione e’ via decisiva contro lo sfacelo totale

Domande su san Francesco

Blogger & co, speranza di democrazia

Mt 22, 1-14

Si e’ realizzata la vittoria del cuore di Maria?

Il linguaggio di Gesu’

Domande: che significa “Rivelazione virtualmente piena di Gesù?

Non si fanno piu’ scelte definitive?

Il dramma dell’elitarismo

Tradizionalisti e modernisti: il rischio di un dialogo tra sordi

Domande sul tema dello sviluppo gentile di P. Benanti

Il peccato del mondo e nella Chiesa

Tradizionalismo e neomodernismo nella Chiesa figli della stessa distorsione

Vie della profezia

Il vulnus razionalista nella Chiesa

In un tempo in cui il potere spoglia i popoli dei risparmi, del lavoro, della propria ricerca identitaria, tutti costringendo nella formazione e nell’informazione del pensiero unico certi settori della gerarchia ecclesiale, autorevoli periodici, offrono il loro contributo al controllo di chiunque non accetti tale omologazione. Spesso in chiave variamente sanitaria, non ci si può permettere di dissentire dalla verità assoluta propugnata “a fin di bene” da pochi. La dittatura strisciante si fa sempre più arrogante. Si parla di difesa del povero, dell’emarginato, di partecipazione del popolo ma guai a non condividere il pensiero dominante.

 

Sottilmente impera anche in queste frange ecclesiali un pensiero tecnicista che svuota l’uomo. Lo si può rilevare in modo lampante nell’impostazione del rapporto tra spiritualità e psicologia. Il razionalismo imperversa e si vuole imporre come verità assoluta per esempio appunto in campo sanitario talora persino per vie legali. Di un’anima disincarnata si occupi il religioso, lo psicologo si interessi della psiche. 

 

Ma Giovanni non afferma nella sua prima lettera che ogni spirito che riconosce Gesù venuto nella carne è da Dio? Lo Spirito non scende come una colomba sul Figlio dell’uomo? Ossia senza calpestare la sua umanità ma con delicatezza, a misura, aprendola sempre più alla grazia? Allora l’insegnamento di Cristo va sanzionato perché osa affermare che solo nel suo Amore meraviglioso l’uomo può conoscere Dio e anche sé stesso? 

 

La psicologia può specializzarsi per esempio nel conoscere certe ferite umane. Certo le risposte prefabbricate, le spiritualità disincarnate o pragmatiste non aiutano la persona a trovare sé stessa. Ma qui si dice che la psicologia non deve sostanzialmente intervenire in questo campo con proprie domande, contributi. Appunto come raramente pare aver pensato di fare, in perfetta linea razionalista. Basta che la spiritualità non si occupi a sua volta di psicologia. E quando e chi decide dove è la linea di demarcazione? Ossia di scissione dell’uomo? Gesù non ha parlato di tecnicismi. 

 

Così emerge il disperato tentativo della dittatura tecnicista di assicurarsi un futuro: frammentare l’uomo. Invece sta gradualmente germogliando la via del discernere divino e umano del Gesù dei vangeli. In Lui l’uomo può sempre più trovare sé stesso. In Lui la psicologia può trovare le strade più adeguate per i suoi possibili contributi.

 

Ciò che fa rinascere l’uomo è l’Amore meraviglioso, a misura, di Dio per ogni specifica creatura. In questo Amore la persona può trovare risposte nuove alle ferite, alle strutturazioni, che appesantiscono la sua vita. E questo certo può avvenire in un cammino graduale, per il cristiano nella Chiesa e con l’aiuto di ciascuno. Ogni uomo nella propria personalissima ricerca identitaria e nello scambio con gli altri.

Un nuovo venire di Dio molto graduale o affrettato da segni particolari?

Nuove, liberanti, prospettive per scienza e fede

Alternative al crollo generale

Alle fonti della comunicazione

Nota all’intervento precedente

Valori di carta, pesta

Ha cambiato Dio il tuo nome?

Un brano evangelico che parla alle citta’

Maria e il seme di una grazia nuova

Antidoti all’omologazione

Germogli di un tempo nuovo

I fondamenti spirituali culturali di un nuovo discernimento in Gesu’, Dio e uomo

La crisi finale del razionalismo

Attesa di una mediazione: razionalista o traboccamento?

La preghiera di Gesù, alcuni aspetti

Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa. Una strada semplice e profonda

Vero e falso solidarismo

Maschile e femminile in Dio

La questione fontale del pendolo

Seminare la consapevolezza di una questione decisiva

Domande a Galli della Loggia sulla cultura della classe dirigente

La tecnica e il grande fratello

Ormai solo un Dio ci puo’ salvare

Fratelli piu’ uguali degli altri

La “pastorale” di Gesù

Possibili vie del traboccamento

Un possibile traboccamento

Che succede?

La confessione al tempo del coronavirus

Gli opposti estremismi della ragione astratta

La fede al tempo del coronavirus

Prudenza certo ma anche saggia vicinanza

Forse potrebbe arrivare un’altra stretta. Tra una prudenza burocratica e una prudenza vicina alla gente vi può stare un abisso. Bisogna trovare il modo di rincuorare le persone e portargli l’amore di Dio e della Chiesa. Uno spunto solo così, tutto da valutare, per riflettere e cercare insieme. Un prete per parrocchia che gira per il territorio col megafono e fa pregare tutti quelli che vogliono. E chi ha un’altra fede o non crede? Passi anche un rappresentante di ogni religione o filosofia. Non lasciamoci ingannare da giochini da azzeccagarbugli. Possibile non si trovi una soluzione adeguata? Preghiamo tanto.

Il prossimo sinodo sulla sinodalità: speranze, problemi, pericoli

Premessa ai commenti al vangelo scritti

Una chiave di sblocco della democrazia

Media liberi e media di sistema: scoprili da solo

Cause di stagnazione

La vita in abbondanza

Ritorno a Cristo, al futuro

Domande a Castillo

Invocare incessantemente l’oltre del cuore di Maria

L’invocazione di Francesco

Domande sulla ministerialita’ nella Chiesa

I tre riduttivismi del razionalismo e alcune loro sfumature

Domande, solo domande, sui sacramenti

Cui prodest?

Alle fonti della grazia, della vita

La Parola-carne

Discernere nell’eucaristia

Nuove tappe nel cammino della Chiesa

Uno scontro epico tra Cristo e il potere

Dove nasce Gesu’ oggi?

https://sinodalitapartecipazione.altervista.org/

Tanti desiderano una viva democrazia e il potere quando si fa sistema può far passare dappertutto che democrazia è il pensiero unico, l’imporre a tutti i suoi voleri. Che sono appunto quelli di svuotare le persone rendendole isolati consumatori persi in una massa teleguidata da ogni lato della vita. Mi pare importante evidenziare queste contraddizioni. Questa è l’arroganza del potere: poter operare in modo evidentemente contraddittorio come se tali incongruenze non fossero lampanti. Parlare per esempio di democrazia e imporre dappertutto un pensiero unico, uniformato, pensando che alla fine la gente, svuotata di ogni autentica ricerca, potrà pure fare proprio, vita propria, quel pensiero unico.

 

Nel blog https://sinodalitapartecipazione.altervista.org/ l’articolo “Il guado dello Iabbok” tratta di quell’apertura al vero, all’altro, che può condurre la ricerca personale verso piste sempre più mature perché cercano di tenere conto dei possibili spunti interessanti di ciascuno. Per esempio ho notato che non di rado in una famiglia se i genitori giungono al disprezzo l’uno dell’altro per la diversa, pur in fondo legittima, mentalità i figli potrebbero finire per fare propri i pregi e i difetti di uno solo dei genitori stessi. Se invece, al di là dei pur umani battibecchi, i genitori si accettano i figli li vedranno come una cosa sola e potranno ciascuno a modo proprio tendenzialmente prendere il buono sia del padre che della madre. Certo anche questo è un possibile spunto tra tanti, le situazioni sono diversissime tra loro, non si possono trarre da esso conclusioni schematiche.

Mangiavano e bevevano (Lc 17, 27)

Un sistema di carta, pesta

I tre punti del sistema

La fabbrica mediatica del consenso e il popolo che sempre meno se la beve

Un passaggio epocale: riferimenti culturali

Perche’ Gesu’ non ha scritto

Trucchi e sceneggiate

L’oppressione del popolo

Morte dell’informazione alternativa

L’impossibile sinodalita’

La coscienza di Gesu’

L’attuale drammatica vivisezione della coscienza

Quando nella Chiesa si parla di discernimento non di rado ci si riferisce a circoscritte tematiche spirituali, delle intenzioni profonde. Ma delegando alle scienze umane tanta parte dell’umano si finisce in criteri spiritualistici disincarnati. Il raggio di azione viene talora allargato per esempio a tematiche pastorali sempre riservando altri campi ad un raziocinio alla fine variamente separato dal resto della vita personale. 

Due estremi

Sordi riduzionismi

Nella missione si supera ogni diatriba intraecclesiale. In questa come in altre affermazioni possiamo trovare del vero. Al tempo stesso in un autentico cammino di crescita si può trattare anche di frasi recepite semplicisticamente, distrattamente. Tutto viene da Maria e da Cristo, dalla loro sequela che implica l’amore verso ogni persona. Se la conversione è sincera tendenzialmente condurrà verso un rinnovamento continuo. Ma il percorso può venire aiutato da tanti stimoli, proprio in Dio, che si possono accogliere, fornire o meno.

La terza incognita

https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/11/05/news/la-cultura-razionalista-frantuma-la-persona-in-parti-riduttive-1.37842155

 

 

La questione di fondo

https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/10/31/news/la-societa-a-rischio-crollo-per-il-tecnicismo-imperante-1.37815419

 

 

Concretezza della fantasia

Nuove vie di rinascita sociale

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/10/17/news/un-impalpabile-dittatura-soft-che-spoglia-le-masse-di-tutto-1.37755322

Il grido dal profondo del popolo

Maria, Gesù, liberateci dal pensiero uniformato, dalle sue schiavizzazioni, mostrateci le vie.

La Parola non e’ un concetto ma un seme di liberazione

Sul crocifisso nella scuola

Nuove vie di liberazione sociale

In diversi interventi precedenti ho rilevato i rischi, già variamente concretizzati, di un sempre più totale tracollo umano in ogni aspetto, anche sociale ed economico, dovuti al crescente potere nel mondo di un pensiero unico teleguidato da pochi. L’uniformismo che impera nella scuola, nei media, svuota, isola, le persone, i giovani. Li espone inermi alla schiavizzazione del precariato, delle leggi e delle economie pro finanza. 

Il soffocamento della sincerita’

Il soffocamento della sincerità, dello Spirito, nella società globalizzata rischia di riuscire a spegnere tanta vita autentica. Pochi potenti dettano al mondo uno svuotante pensiero unico attraverso le logiche degli apparati, gli schematismi e le frammentazioni dello scientismo, il falso neutralismo dell’educazione e oggi di un incontro, anche nella scuola, senza libero sviluppo anche delle identità. 

Un nuovo samizdat*, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi

Educazione e informazione, le vere leve del potere

Siamo in un passaggio molto delicato. La globalizzazione, gli apparati, le frammentazioni e le schematizzazioni culturali, senza vera vita, possono rendere incombente il pericolo di un pensiero unico falsamente filantropico perché omologante, imposto, demolitore del libero cammino nell’identità ricercata e nello scambio con le altre. Morte di ogni autentico slancio.

Il centramento della croce

Forme di sinodalita’ e di partecipazione

La chiave della vita

http://ilsismografo.blogspot.com/2017/01/italia-genesi-di-scoperte-gpcentofanti.html?m=1

Il katechon e lo scatenamento del tecnicismo

Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, io vi dicevo queste cose? E ora voi sapete che cosa lo trattiene (κατεχon) perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene (κατεχων). Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità (2 Tess 2, 3-12).

Una dittatura impalpabile

Viviamo in una società dove pochi signori del denaro sembrano alfine gestire un sistema che teleguida le coscienze, la vita, della gente. Scientismo, logiche di apparato, svuotano le storie personali, comunitarie, rendendo l’uomo individuo isolato da sé stesso e dagli altri, un semplice consumatore. La libera consapevolezza, la partecipazione, vengono sistematicamente spente. Indirizzati al bianco o nero. Ognuno è solo, sottilmente in balia di un potere invisibile eppure efficacissimo.

La presa di coscienza del nuovo quarto stato

Nell’intervento https://gpcentofanti.altervista.org/le-due-nuove-classi-sociali/ rilevo il possibile formarsi di una ristretta casta di nuovi chierici, intellettuali, alti funzionari, di fatto al servizio del pensiero unico individualista-consumista della finanza, di pochi signori del denaro. E di una crescente massa di persone espropriate della propria storia, di una ricerca a partire dalla formazione libera e condivisa. Una situazione che sta svuotando la società in ogni campo e la sta conducendo ad una implosione. Le crisi assumono titoli molteplici, demografica, economica, ambientale, spirituale, culturale, comunitaria… ma hanno l’unica suddetta matrice.

Commenti di d. Giampaolo Centofanti su Settimananews

 

Le due nuove classi sociali

Antonio Gramsci sviluppa una riflessione su una presa del potere senza rivoluzione armata. Una élite illuminata cerca di prendere piede, di espandersi tra gli esponenti della cultura, dell’educazione, dell’informazione, nei gangli dello stato… Si crea un sistema che prende di fatto a dominare anche quando non ha la maggioranza alle elezioni. Tra l’altro dunque un sottile imporre il proprio politically correct e uno screditare gli altri orientamenti e persino le persone, in ogni modo. Più radicalmente possiamo osservare che è in realtà la cultura dell’astratto razionalismo che sviluppa nel tempo le sue conseguenze.

Il polso della situazione

Non mi meraviglierei se in cielo constateremo ancor più chiaramente che dall’ultimo concilio abbiamo avuto, almeno sino ad ora, il dono di papi tutti santi. Dunque parlo con amore, per un possibile contributo ad una crescita comune. Mi pare davvero un dono di Dio che ci si stia aprendo con più frequenza all’elezione di papi non italiani. Può apparire sotto molti aspetti positivo che i pontefici vengano via via da ogni parte del mondo. Tra l’altro eventualmente nuove aperture, stimoli originali, sblocco di possibili apparati.

Gesu’, i poteri religiosi, la politica

Interessante meditare su come Gesù viveva i rapporti con i vari orientamenti, con la politica.

Una chiave sorprendentemente semplice

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/09/17/news/vivere-la-fede-aperti-agli-altri-alla-luce-serena-1.37475581

Alcune esperienze

L’era dell’Immacolata e dunque dell’umanita’ assunta, ritrovata, in Dio

Esiste una via semplice. Le ansie eccessive, le complicazioni, le forzature, i sensi di colpa, stancano perché sono inutili inganni. L’umanità di una persona si può affaticare nel portare il peso di queste tendenze, proprio perché sana. Forse tutti le abbiamo sperimentate, anche perché viviamo in una cultura che è così: cervellotica, astratta, da tavolino.

Il disprezzo e lo sfruttamento della gente da parte delle varie pseudoelites

Una certa religiosità ideologica critica la fede della gente che non osserva certe regole. Ma a tali astrazioni viene risposto che non comprendono il cammino graduale delle persone. Mentre Gesù nei suoi dialoghi a tu per tu nei vangeli lo vediamo accompagnare con amore, ben al di là degli schemi, la maturazione di ogni specifica persona. Dunque non risposte già pronte, prefabbricate.

Il vero punto

Si cercano soluzioni tecniche o troppo spiritualistiche allo svuotamento che dilaga senza più nemmeno riuscire ad avvedersi che fin dalla scuola i giovani sono immersi in questo nulla scientista, omologante.

La sempre nuova via della piccolezza e della semplicita’

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/08/13/news/una-via-per-la-maturazione-umana-e-spirituale-1.37343573

L’apparato e la familiarita’

I riduttivismi dell’umano rischiano nella Chiesa di rendere le guide lontane dalla gente. Lo spiritualismo può comportare non a caso una minore attenzione all’umano e ad ogni specifico uomo (1 Gv 4, 2). Il razionalismo può valutare ogni cosa per schemi astratti, competenze e ruoli prefabbricati. Il pragmatismo può reagire a questa disumanità gettandosi nella vita concreta ma cercandone meno approfonditamente il senso, appunto presentato in modo variamente invivibile.

Dove viene il regno di Dio

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/10/08/news/le-cordate-e-il-potere-nella-chiesa-possono-portare-al-decadimento-1.37716929

 

 

Morte e vita della profezia

“La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti” (1 Sam 3, 1).

“Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta del Signore” (1 Sam 3, 19-20).

5Giòsafat disse al re d’Israele: «Consulta, per favore, oggi stesso la parola del Signore». Il re d’Israele radunò i profeti, quattrocento persone, e domandò loro: «Devo andare in guerra contro Ramot di Gàlaad o devo rinunciare?». Risposero: «Attacca; il Signore la metterà in mano al re». Giòsafat disse: «Non c’è qui ancora un profeta del Signore da consultare?». Il re d’Israele rispose a Giòsafat: «C’è ancora un uomo, per consultare tramite lui il Signore, ma io lo detesto perché non mi profetizza il bene, ma il male: è Michea, figlio di Imla». Giòsafat disse: «Il re non parli così!» (1 Re 22, 5-8).

Ascoltare Dio, il buono di ciascuno o il sistema, le procedure prefabbricate. Può accadere di non avvedersi nemmeno delle parole in varia misura di carta, stantie, prive di carica profetica, ossia di una sincera ricerca del vero, della vita, ovunque si possano trovare. Senza la grazia e la ricerca del suo accoglimento le guide si possono perdere negli interessi di corto respiro, negli ingranaggi del sistema.

“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uolasciarsi mini.

E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito” (Mc 6, 34-52).

Gesù si commuove perché la situazione non è facile. Non si tratta però di essere privi di limiti, debolezze ma di cercare di lasciarsi fare piccoli strumenti della grazia. Della luce che viene donata a ciascuno. Anche, e talora per certi versi di più, ad un ateo.

Il Maestro costringe i discepoli a precederlo all’altra riva perché non cincischino nelle gratificazioni dalla gente per il miracolo. Perché imparino a comprendere, a dare, a tutti, senza preferenze. Un criterio di grande aiuto per la vera profezia. Imparino su queste scie a credere nella unione con lui, nel vero bene, anche senza vederlo. E ad invocare il suo aiuto per riconoscerlo nella fede in un suo nuovo venire.

Allo stesso modo quanti hanno creduto alla profezia di Samuele? Possono darsi grandi profeti che muoiono sconosciuti e incompresi da tutti o dai più. E molte persone seminano tanto bene, semplice e persino nuovo senza che molti si avvedano di tale rinnovamento, pur sperimentandone nel concreto i particolari benefici. Ma Dio parla un linguaggio spirituale. Tutto Israele seppe di Samuele perché il seme veniva comunque seminato, come sa Dio.

Cercare di discernere la situazione presente

L’uomo è spesso variamente vivisezionato tra ragione astratta, anima disincarnata, mero fare. Ciò favorisce gli schematismi, i compitini per ruoli, specializzazioni, le burocrazie… Immaginiamo un profeta in antropologia teologica? Così le persone più colte rischiano di risultare più strutturate e divise tra gli orientamenti suddetti mentre la gente di tutti i giorni se respira questa mentalità anche però con benessere e gioia riconosce vie più semplici, serene e profonde. Proprio come al tempo di Gesù.

Gli albori di un tempo nuovo: dai riduttivismi e dalle conseguenti oscillazioni tra la ragione astratta, l’anima disincarnata e il mero fare, al discernere del cuore divino e umano di Gesu’

Un cambiamento d’epoca

Sentinella, quanto resta per il crollo?

Priva di autentiche risorse morali la società va verso un crollo a cominciare per esempio​ dal clima, come si vede.

Domande

L’Amore che libera

Solo la luce dell’amore sereno, a misura, guarisce, dà vita. Cinque pani e due pesci. Non fare chissà che cosa ma cercare di vivere ciò che la grazia fa maturare, in un percorso ben al di là degli schemi, verso il pieno, personalissimo, compimento del vangelo in me. La fede e’ lasciar operare Dio. Dunque non moralismi, risposte prefabbricate e su questa serena scia anche sempre meno complicazioni, ferite, paure. Riprendo contatto col mio cuore semplice, libero, nella luce che lo porta.

Sempre nuova scoperta dell’obiezione di coscienza

Lo svuotamento della gente che pare alla radice del “sistema” di potere odierno sta comportando una diffusa protesta non a caso istintiva verso tale oligarchia. I vecchi apparati vengono messi in minoranza ma proprio così si svelano mostrando molti altri mezzi usati per imporre ugualmente la propria agenda alla politica, alla legge e via dicendo.

Il potere che annichila e la grazia

La tuttora non di rado forte separazione tra cultura e vita puo’ comportare la formazione di caste di intellettuali ognuna con il suo vivisezionato compitino da svolgere a tavolino. La societa’ attuale sta vivendo senza avvedersene le conseguenze di questa, talora, sistematizzazione omologante a tutto campo. Un tendenziale svuotamento, una schematizzazione, spesso largamente inconsapevole, di ogni ricerca. Il mondo, i vari settori, possono essere così governati da pochi. I quali si appoggiano sulle elites di cui sopra, che pur soggette si guadagnano il loro posto al sole o, più spesso, ottemperano ad un umano bisogno di lavorare. Si forma un sistema dove si ripetono più o meno le parole d’ordine del momento. Non vi e’ reale interesse a stimolare autentici percorsi personali, comunitari e lo scambio tra di essi. Anche chi si spinge a osservare che sta morendo la vissuta ricerca di senso fa riferimento a valori uniformi, omologati, che non possono certo sviluppare autenticamente la vita delle persone.

Sinodalita’ una strada bella e complessa

https://www.lastampa.it/2019/06/28/vaticaninsider/sinodalit-una-strada-bella-e-complessa-PejxbjdxRVWsZIuH1wl9MK/pagina.html

Poesia e concretezza di Dio

I sacramenti nella vita di Gesu’

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/08/21/news/per-ciascun-cristiano-gesu-sembra-tracciare-con-la-sua-stessa-vita-un-cammino-in-lui-1.37366997

Sempre nuove vie di sintesi

https://www.lastampa.it/2019/06/18/vaticaninsider/gli-schematismi-di-una-inesistente-ragione-8N0vL5TmVhODOXGbFRuKeL/pagina.html

La musica della verita’ viva

In una società che talora ascolta poco, quanto potrebbe venire riscoperto il sacramento della riconciliazione se questa venisse intesa come seme di grazia integrale, spirituale e umana, che aiuta con ogni bene la persona a ritrovare sempre più tutta sé stessa, le vie, le tappe, della sua crescita a tutto campo. Per chi lo desidera, un luogo anche di dialogo con sacerdoti scoperti come preparati in tal senso. E che saranno più diffusi con lo svilupparsi di tale spiritualità.

La viva sintonia del cuore

https://www.lastampa.it/2019/06/04/vaticaninsider/olio-sulle-ferite-Fr6FV9eCWcBm0PjqicI5YP/pagina.html

Un nuovo pragmatismo

https://www.lastampa.it/2019/05/28/vaticaninsider/un-nuovo-piatto-refrain-di-sistema-k8LC151cG7AIF8BKQUAfyJ/pagina.html

Riconciliazione ed eucaristia nel vangelo

https://www.lastampa.it/2019/05/21/vaticaninsider/aprire-totalmente-il-cuore-a-dio-un-regalo-non-una-dogana-2jnqTqH8w3eJoO8xZRb4UJ/pagina.html

La capitale via del centramento

https://www.lastampa.it/2019/05/14/vaticaninsider/la-ricerca-identitaria-e-lo-scambio-come-via-di-autentica-crescita-integrale-IOCjiVYmg13aEFSSuujF8K/pagina.html

 

 

 

 

La vita e il sistema

https://www.lastampa.it/2019/05/07/vaticaninsider/un-discernimento-libero-da-logiche-dapparato-ICF5TOUbASZOcIwZIikNdL/pagina.html

Schizocardia

https://www.lastampa.it/2019/04/30/vaticaninsider/la-gente-si-lamenta-che-se-non-va-pi-in-parrocchia-nessuno-le-domanda-che-fine-ha-fatto-IASB2VjKiakF4VguNkwskM/pagina.html

Un Dio buono

https://www.lastampa.it/2019/04/23/vaticaninsider/una-felicit-da-crocifisso-VDwt3TxCYoyIYRoWzhtkaL/pagina.html

I criteri di Gesu’

https://www.lastampa.it/2019/04/16/vaticaninsider/liberare-la-nostra-vita-e-quella-altrui-da-legacci-meccanici-mQRySL9yhPVDNPxUzzJnaM/pagina.html

Ricerca del vero e sistema

https://www.lastampa.it/2019/04/09/vaticaninsider/i-germogli-del-rinnovamento-in-mezzo-al-popolo-SVU6rS4Y9fVS3pGhINxqlK/pagina.html

La sempre nuova via delle identita’ e della condivisione

https://www.lastampa.it/2019/04/03/vaticaninsider/il-revival-dei-valori-5Co8msRcTMP3Typ70If6WN/pagina.html

Una pace nuova, di tutta la persona

https://www.lastampa.it/2019/03/26/vaticaninsider/una-nuova-creazione-sHGoOk7k0OhVEJn5BTruDO/pagina.html

Donna: astrazione o comunione

https://www.lastampa.it/2019/03/12/vaticaninsider/una-umanit-pericolosamente-succube-di-s-stessa-e-della-sua-tecnica-GaCHgtuJ38knLYZMOMGQwM/pagina.html

Un passaggio (= pasqua) epocale

https://www.lastampa.it/2019/03/19/vaticaninsider/perle-di-realismo-spirituale-78oOi6fyPgzbBFoDEjoSnI/pagina.html

Vino nuovo in Chiesa, in societa’, nuove

https://www.lastampa.it/2019/03/05/vaticaninsider/la-dittatura-di-un-pensiero-unico-pseudoscientista-che-non-ammette-repliche-Dk91EXjTS6hcBCnRgqkDvL/pagina.html

Un servizio ecclesiale dell’ascolto integrale

https://www.lastampa.it/2019/02/26/vaticaninsider/un-ministero-dellascolto-a-vari-piani-ecclesiali-VL0nWN8ybVkPQqYwLcJDBJ/pagina.html

 

 

Il corso della storia, la nuova fontana del villaggio e gli abusi del potere

Il razionalismo continua a sviluppare sempre più profondamente le conseguenze dei propri orientamenti ad ogni livello, culturale, sociale. Svuotamento, frammentazione, della persona, isolamento, comunicazione sempre più solo virtuale, sovraesposta ai mille possibili giochi delle astrazioni. Ridotti a meri consumatori.

Umanita’ o funzionamento

https://www.lastampa.it/2019/02/19/vaticaninsider/spegnere-la-vita-in-un-impossibile-tentativo-di-robotizzarla-bU0CkaR5LSnsdLttnagpWI/pagina.html

La nuova fontana del villaggio

https://www.lastampa.it/2019/02/12/vaticaninsider/identit-capaci-di-rinnovarsi-nellincontro-con-le-altre-OVrzE2TA8nQacW58lAEaaI/pagina.html

Vangelo e Tradizione

https://www.lastampa.it/2019/02/11/vaticaninsider/la-sincerit-o-lipocrisia-nel-trasmetterela-tradizione-apostolica-y16pfpw4KdWFfqrNkjX0DM/pagina.html

Fake spirits

https://www.lastampa.it/2019/02/06/vaticaninsider/fake-news-o-forse-fake-spirits-CDyFuRHWx9aQ4aTO3oSqDJ/pagina.html

Una via costruttiva

https://www.lastampa.it/2019/01/29/vaticaninsider/il-bisogno-di-costruire-3wLCsmrmi9uHCXFOmJJzPK/pagina.html

La svolta

https://www.lastampa.it/2019/01/23/vaticaninsider/gli-stanchi-occhieggiamenti-verso-vecchie-o-nuove-lite-vgje2sL5sQzCClzgYbWFHK/pagina.html

Che fare?

https://www.lastampa.it/2019/01/15/vaticaninsider/la-logica-dellapparato-che-svuota-le-persone-HZHhJwDXlsTnBZ3ThAAEEM/pagina.html

Vie per il discernimento

https://www.lastampa.it/2019/01/08/vaticaninsider/il-bisogno-di-autentica-non-moralistica-comprensione-di-ogni-persona-ejUXxckgomHEPKoGVSxh5N/pagina.html

La vera questione sociale

https://www.lastampa.it/2019/01/02/vaticaninsider/formazione-e-informazione-il-vero-potere-ZAp0vIpuaKX7DyPVpoNDFJ/pagina.html

Vie del discernimento

La via del discernimento è, almeno tendenzialmente, la via del cuore non razionalistico, non spiritualistico ma divino e umano di Gesù. Nei riferimenti essenziali e dinamici quello che vediamo nei vangeli. Si possono dunque prendere invece, anche in campo cristiano, strade parziali. Per esempio spiritualiste, ossia attente ad una in varia misura astratta anima più che all’umanità intera di ogni specifica persona. O razionaliste, tendenti a conoscere con logiche a tavolino, dunque con riferimenti che aiutano poco a comprendere la vita concreta orientando alfine al pragmatismo, ad un fare meccanico, meno portato ad un discernimento rivolto alla persona, alla realtà, specifica.

Nodi sciolti, strade aperte

Le visioni della Trinità e della Chiesa vengono dalle impostazioni profonde. Spritualismo (Platone, Agostino) orientale; pragmatismo (Aristotele, Tommaso d’Aquino) latino; cuore divino e umano di Gesù che armonizza, integra e va oltre i precedenti orientamenti. Intendersi sulle dottrine può essere difficile mentre nella storia si può camminare insieme (pastori, fedeli, mondo) verso una spiritualità sempre nuova, piu equilibrata, non spiritualistica, non razionalistica (e di qui nel quotidiano pragmatistica) ma divina e umana in Cristo. Da qui sono uscite per esempio visioni della Trinità, della giustificazione, che possono venire piu facilmente condivise. Ecco, nel vissuto, la via di Francesco.

I fondamentali riferimenti del discernere concreto del Gesù dei vangeli, nelle loro linee generalissime li possiamo rintracciare narrativamente ben delineati per esempio in Gv 1, 29-34. E approfonditi, tra l’altro, in Lc 10, 27. La coscienza spirituale e psicofisica, il cuore, che esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, a misura, come una colomba. Lo Spirito, dunque, come una colomba e Gesù come un agnello, docile e piccolino (cfr Mt 11, 29), sul quale lo Spirito stesso scende e rimane, come nel suo nido naturale. Si nota dunque un movimento dall’alto, dallo Spirito, ma anche dal basso, dall’umanità, che è via per l’intuizione dello Spirito autentico, per esempio non spiritualistico, razionalistico, moralistico, etc.. Nello sperimentare vissutamente, per grazia, questo duplice movimento sono stato condotto ad intuire in modo rinnovato la vita della stessa Trinità. Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Ma il Padre stesso e lo Spirito non possono esistere senza il Figlio. Solo la comunione d’amore è vita. Il Padre è l’origine perché se non vi fosse un’origine si tratterebbe di tre persone giustapposte. Lo Spirito è il ponte, la via comunicativa, amorevole, che consente al Padre e al Figlio di entrare totalmente, delicatamente, l’uno nell’altro, senza confondersi. Senza lo Spirito si tratterebbe di due persone giustapposte. Solo l’amore, dunque è vita e l’amore è Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa vissuta interpretazione della Trinità in Cristo, Dio e uomo, nel distinguere e collegare i vari elementi, spirituali, umani, “materiali”, rivela anche i fondamenti spirituali, umani, “materiali”, della logica. Non una logica razionalistica, da tavolino, chiusa in sé. Non una logica solo induttiva, pragmatica. Ma una logica trinitaria in Cristo, Dio e uomo. Un mistero dunque nel quale si può sempre più profondamente venire condotti lasciandosi, per grazia, portare da Gesù. Maturando sempre più profondamente, equilibratamente, spiritualmente e umanamente, per grazia, su questa via. Una logica viva, spirituale e umana. Un vivo intuire, discernere, in vivo contatto con la realtà viva. Non schematismi astratti, variamente a tavolino. Ecco che prendono a delinearsi le basi per un rinnovato incontro tra la fede e la, ora rivista, scienza. Non più il secolare, ripetitivo, paradigma di fede e ragione. Se questa è la via profondamente rinnovate sono anche, per esempio, la teologia, la filosofia, la psicologia… Come osservo dettagliatamente in diversi interventi precedenti. Tutto è tendenzialmente, per grazia, vivificato, equilibrato, ben distinto, messo tendenzialmente in sempre più profondo, adeguato, contatto, per le adeguate, concrete, vie spirituali, umane, “materiali”, con il resto. Dunque possibile sempre nuova adeguatezza, efficacia, Dio volendo, in ogni campo.

La visione della Trinità dunque non è un pensierino a tavolino ma nasce da profondi orientamenti spirituali e umani. Che tendono a plasmare ogni cosa. In un orientamento che solo per brevita’ chiamo spiritualista tutto discende dal Padre, più passivo è il ruolo del Figlio e dello Spirito, come in una certa possibile visuale trinitaria orientale. Da questa tendenza può discendere proprio anche una propensione all’indipendenza di ogni Chiesa regionale. In un orientamento più pragmatico il Padre genera il Figlio e poi si amano nello Spirito, evidenziando la loro parità, come in una talora ormai vecchia, ma non tanto, visione romana. Tale tendenza pragmatica può manifestare una propensione a risolvere i rapporti tra Chiese sul piano di un variamente formale potere giuridico.

La via del cuore nella luce serena, a misura, può orientare, come sopra accennato, alla visuale trinitaria in Cristo, Dio e uomo, descritta all’inizio di questo intervento. Essa può superare le altre due successivamente esposte conservandone le molteplici istanze positive. Il primato del Padre e la sua parità col Figlio non si oppongono ma al contrario o stanno insieme o non possono darsi. Anche nella Chiesa non vi è parità senza primato né vi è primato senza parità. E bisogna considerare il rapporto dei vescovi con le diocesi, che sono parte viva di questa comunione. Anche nell’ottica, per esempio, di un san Pietro, che prima di Roma è stato, pare, vescovo di Antiochia e forse anche di Alessandria d’Egitto. Forse sono questi tra gli orientamenti nuovi che vanno gradualmente emergendo.

Papa Francesco con la sua stessa vita supera schemi della cultura, della mentalità, correnti aprendo tendenzialmente strade nuove, a tutto campo. Può accadere per esempio che qualche buon teologo sia aperto a questi stimoli ma che fatichi, almeno inizialmente, ad uscire più profondamente da un sia pur residuo intellettualismo. Di per sè però non si tratta dell’aprire rinnovati percorsi con il viverli da parte di alcuni mentre altri ne approfondiscono i possibili sviluppi culturali in varia misura a tavolino. È la stessa vita di ciascuno, è poi il vissuto, sempre più profondo, centrarsi in Cristo, Dio e uomo, che orienta a scoprire sempre più distintamente, equilibratamente, i riferimenti spirituali e umani del vivere potendo rinnovare ogni cosa, anche nella cultura. Nell’intervento precedente (   http://www.lastampa.it/2017/01/17/vaticaninsider/ita/commenti/vie-pi-umane-possono-avvicinare-in-modo-nuovo-tanta-gente-in-parrocchia-MVIwk8OqGtKqwMr8r3wS8K/pagina.html )  mi riferisco per esempio alla psicologia. Qui sopra ho accennato anche ad una nuova logica.  Riferendomi ai suoi aspetti spirituali-umani-“materiali”. Non vediamo per esempio una possibile trinitarieta’ anche nel creato? Vi è la voce, il suono, l’udito; il sole, la luce, la vista…

Stiamo entrando dunque in un passaggio da concetti da tavolino a consapevolezze della coscienza. In una cultura ancora razionalista può risultare talora impossibile cercare di spiegare, magari anche dettagliatamente, ad uno studioso quali possono essere i nuovi riferimenti, i nuovi paradigmi, fondamentali e cosa possono comportare i vecchi e i nuovi. La gente invece coglie subito, tendenzialmente, il senso delle cose fondamentalissime. Proprio perché così umane. Come il cuore nella serena luce, il buonsenso nella fede… E gioisce al sentirsi compresa in tutta la propria umanità, nel proprio personalissimo cammino, nei propri bisogni. È il vissuto, con le sue necessarie concrete novità, che si potrà fare gradualmente sempre più profonda, dettagliata, cultura. Allora in un vissuto diffuso i nuovi paradigmi potranno venire riconosciuti come naturali per tutti. Mentre oggi può apparire in qualche modo naturale ad uno studioso in tal senso strutturato anche il ben più astruso, meno, mi pare, umano, paradigma razionalista.

Lo Spirito scende delicatamente, come una colomba e rimane nel cuore di Cristo, come nel suo nido naturale. La sua umanità (e anche la nostra in lui) dunque è via per intuire lo Spirito autentico, per esempio non cerebrale, rigido… Trovandomi, per grazia, con l’aiuto di molti, specie del mio padre spirituale, su questo cammino ho gradualmente sperimentato sempre più profondamente una libertà a pieni polmoni, perché scoprivo vissutamente che Dio è amore senza limiti e condizioni. Mi sono accorto già prima del 2000 e ho cominciato ad osservare anche per iscritto che forse, superando magari qualche timore di esporsi, si poteva chiarire più profondamente nella Chiesa come la misericordia di Dio è senza limiti. E già intorno al 2000 ho cercato di trasmettere anche per iscritto che forse qui si poteva trovare una limpida soluzione alla questione ecumenica della giustificazione. Accogliendo anche alcuni possibili stimoli del mondo protestante si può affermare appunto che la misericordia divina è senza limiti. Non dimenticando le istanze cattoliche si può nel contempo affermare che Dio è delicato, rispetta la libertà dell’uomo. Il quale dunque può scegliere il suo destino, anche giungere a rifiutare definitivamente e a suo modo con piena consapevolezza (implicita se per esempio ateo) la misericordia del Signore. Ma non era forse, magari, proprio questa la risposta che, per esempio, cercava Lutero?

In questo intervento ho cercato di descrivere con qualche esempio come la sequela di Cristo mi ha condotto a scoprire vissutamente possibili visuali nuove, a tutto campo. Pensiamo anche, per esempio, ad una pastorale sempre più viva, a misura, per tutto l’uomo, non solo per un suo astratto spirito o una sua ragione a tavolino; per ogni specifico uomo. Ho vissutamente scoperto come cercando il discernere concreto, divino e umano, di Cristo potevo intuire in modo nuovo gli intenti positivi dei vari orientamenti e anche coglierli, armonizzati, anche con altri aspetti nuovi, nel suo cuore. Tante sfumature, tanto oscillare, della ricerca umana sono dovuti anche proprio al bisogno di trovare sempre più questo​ equilibrio in Cristo, Dio e uomo. Nei miei interventi su Vatican Insider accenno a molti altri possibili concreti sviluppi, anche in campo ecumenico, su questa via. Il cielo e la terra si possono sempre più profondamente incontrare in Gesù.

Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Dunque anche per esempio nell’ecumenismo si può superare l’incontro tra ragionamenti astratti senza comprendere da dove nascono e l’incontro di un mero fare, comunque talora per certi aspetti piu vicino alle vie che aiutano un’autentica maturazione: ci si può gradualmente orientare ad una via che integra e va oltre, quella della ricerca di una spiritualità divina e umana, che comprende tutto l’uomo specifico, il suo specifico cammino, i suoi specifici bisogni. Dove l’uomo specifico dunque si può sentire compreso, amato, aperto serenamente, liberamente, alla vita. Non più separazione tra cultura e vita ma una ricerca che proprio si può vivere ognuno nei propri specifici mandati ma insieme. Piu pienamente solo insieme, senza fasulli elitismi, fasulle esclusioni.

 

 

 

 

 

Una pace nuova della preghiera

La scoperta più chiara dello Spirito che scende come una colomba, a misura, su ciascun uomo, nel suo cuore, l’intuizione che la grazia è divina e umana in Gesù, sono doni che tendono a orientare ognuno verso una crescita graduale, equilibrata, ben centrata, personalissima, libera. Su questa scia si può venire portati in una preghiera semplice e profonda. In essa lo Spirito di Cristo ci riporta anche verso un sereno noi stessi, liberati dalle astrazioni, dalle fasulle ansie, dalle ferite.

Partecipazione

https://www.lastampa.it/2018/12/18/vaticaninsider/un-vescovo-senza-popolo-hnOyqMB9b2wwaiVwcWtJEM/pagina.html

Il vuoto pneumatico

https://www.lastampa.it/2018/12/11/vaticaninsider/lasociet-del-neutralismo-educativo-J6Ri71kttvFjH64ro3OGWJ/pagina.html

 

Il Messia e l’ebraismo

https://www.lastampa.it/2018/12/04/vaticaninsider/una-filosofia-del-vissuto-dellascolto-dellincontro-F1TV77R0sneQTQj1tX7b8L/pagina.html

Universita’ pontificie: possibili aperture

https://www.lastampa.it/2018/11/27/vaticaninsider/una-cultura-della-libera-partecipazione-svx4pwikyiiQB981LOf8BP/pagina.html

Educati alla mediocrita’

https://www.lastampa.it/2018/11/20/vaticaninsider/la-logica-degli-apparati-che-svuota-lumano-WmnPZM01zab9cePZP0NumO/pagina.html

Nuovo dialogo

https://www.lastampa.it/2018/11/13/vaticaninsider/nella-pastorale-serve-una-formazione-non-prefabbricata-aperta-alle-sfumature-PZpqjyfwAvolFoCUbBkx5L/pagina.html

Il discernimento al sinodo

https://www.lastampa.it/2018/11/06/vaticaninsider/spiritualismo-e-razionalismo-due-facce-di-una-stessa-vecchia-medaglia-unanima-disincarnata-sWFkQrIkpnW3vNGawXg9hM/pagina.html

 

Lo Spirito e il Sinodo

https://www.lastampa.it/2018/10/30/vaticaninsider/le-prudenze-di-corto-respiro-che-lasciano-fuori-piccole-e-grandi-profezie-OW8GKoyfW1hqurYF0D2c0K/pagina.html

 

Una giornata mondiale dell’aiuto

 

http://www.lastampa.it/2018/10/23/vaticaninsider/i-giovani-insieme-per-una-giornata-mondiale-del-servizio-Mo61AaH4VyLUbO8MnzCKVO/pagina.html

 

 

 

 

Chiudere o aprire

http://www.lastampa.it/2018/10/16/vaticaninsider/la-gente-ha-bisogno-di-sentirsi-capita-e-amata-e-il-cuore-di-cristo-la-chiave-di-ogni-cosa-thBO8tlxSG9GwDStmuKnVL/pagina.html

 

 

 

Sinodo dei giovani

http://www.lastampa.it/2018/10/09/vaticaninsider/la-libera-formazioneuna-decisiva-via-di-rinascita-personale-e-comunitaria-QN0pffEb7kBf7QVNUDxQgO/pagina.html

 

I misteri del cammino di Emmaus

http://www.lastampa.it/2018/10/02/vaticaninsider/sinodo-siamo-anche-noi-w82BBgSlIGUtqfd1EZM6xN/pagina.html

 

Lo schema o il senso vivo

http://www.lastampa.it/2018/09/25/vaticaninsider/agli-inizi-di-una-rinnovata-sinodalit-mxjjCDn1NzztXwLfJVezoO/pagina.html

 

Il discernimento dell’amore

http://www.lastampa.it/2018/09/18/vaticaninsider/un-dio-liberante-in-una-terra-sempre-pi-concretamente-liberata-fafX192kIoPXN03WAR6BuJ/pagina.html

 

Punti di sblocco

http://www.lastampa.it/2018/09/11/vaticaninsider/ogni-uomo-che-incontroil-dono-di-cui-ho-davvero-bisogno-aGAxWR5OLphUL0gCljylLP/pagina.html

Fake news

http://www.lastampa.it/2018/09/04/vaticaninsider/costruttivit-e-sinodalit-3rwLl97yJVaIxOPppHZXUN/pagina.html

Una chiave di lettura

http://www.lastampa.it/2018/08/30/vaticaninsider/quella-sincera-apertura-del-papa-sempre-pronto-a-cambiare-quando-serve-YHlAKxyOb4Mb1IWgPCZKHP/pagina.html

Veri e fasulli valori nella scuola

La scuola può risultare in varia misura una cartina di tornasole della situazione profonda e concreta del paese. Un

continuo rimestare soluzioni sempre tecnicistiche, perlomeno riduttive, senza apparentemente considerare lo svuotamento sistematico al quale vengono sottoposti i giovani ad opera di una formazione pseudoneutralista che non consente loro di scegliere di venire formati alla luce della loro personale ricerca (per esempio in una fede religiosa) e nello scambio con le altre identità. E anzi non di rado scaricando su insegnanti, famiglie, genitori, le colpe di questo sbraco, specie negli accadimenti negativi più eclatanti.

Retorica e vita

http://www.lastampa.it/2018/08/21/vaticaninsider/il-discernimento-per-entrare-in-sintonia-con-i-percorsi-di-ognuno-WEupdjiNJ4bghdBAsUQ1xK/pagina.html

Una grazia divina e umana

http://www.lastampa.it/2018/08/14/vaticaninsider/lasciarsi-portare-dallo-spirito-pu-diventare-una-scoperta-sempre-pi-desiderabile-CPZsX7un1vKEd7UJ4XsdHI/pagina.html

Ostacoli invisibili

L’intellettualismo può comportare il pensare di comprendere anche il nuovo con logiche a tavolino. Ma in realtà è, nella grazia, una maturazione integrale sempre più profonda ed equilibrata quella che rinnova lo sguardo a tutto campo. Può così sfuggire l’intuizione della necessità di cercare di cogliere (nello Spirito) il possibile, incisivo, nuovo e di andarlo ad approfondire dal vivo, per esempio nella condivisione. Qui tocchiamo dunque un ostacolo determinante, per certa cultura attuale, alla possibilità di avvedersi di profondi fermenti innovativi.

Esempi concreti 3

http://www.lastampa.it/2018/07/31/vaticaninsider/la-legge-meccanica-e-lamore-autentico-liberante-D55Mi6SVrlpGuH4DpyacMN/pagina.html

Esempi concreti 2

http://www.lastampa.it/2018/07/24/vaticaninsider/essere-amati-gratuitamente-non-per-meriti-zg9UjDKWZAqZ8i7dXx6IUN/pagina.html

Esempi concreti 1

http://www.lastampa.it/2018/07/17/vaticaninsider/il-bene-nel-cuore-che-vince-anche-la-depressione-dBg0obsfgQ2C5GvOvvIXfK/pagina.html

La logica liberante di un nuovo abbandono o l’abbandono della logica

http://www.lastampa.it/2018/07/10/vaticaninsider/far-parlare-la-vita-K7mF1KRDfYBD0xYom3PECM/pagina.html





Persone concrete

Abbiamo, se Dio vuole, bisogno

Il nucleo della fede

http://www.lastampa.it/2018/07/03/vaticaninsider/la-meditazione-del-vangelo-deve-nascere-dal-cammino-vissuto-0ecvsovH0fF07jBGoSo3CM/pagina.html

Vie del rinnovamento

http://www.lastampa.it/2018/06/26/vaticaninsider/la-societ-delle-astrazioni-CdUpiy0auN7lqEnpB2zlUL/pagina.html

Note sulle spiritualita’ cristiane odierne

http://www.lastampa.it/2018/06/19/vaticaninsider/un-astratto-ragionare-tinto-di-emotivit-FyLKJlY7jRuamQDKyJaKEO/pagina.html

Il potere della speranza

http://www.lastampa.it/2018/06/12/vaticaninsider/una-bont-clerically-correct-senza-la-freschezza-del-vangelo-Jwmfe6ePDgJ4310k1pjjSJ/pagina.html

Teoria e pratica: un passaggio epocale

http://www.lastampa.it/2018/06/05/vaticaninsider/una-cultura-neutra-e-una-formazioneteleguidata-tqzoIoLDOsjH6daUMRtlNI/pagina.html

Maria che scioglie ogni nodo

http://www.lastampa.it/2018/05/15/vaticaninsider/lo-spiritocolomba-e-le-oscillazioni-religiose-e-culturali-o08qxYhimpc6rTTpVC0ttI/pagina.html

 

 

 

 

L’ amore

Solo l’amore che comprende lo specifico, personalissimo, cammino di ciascuno può aiutare l’uomo a trovare sé stesso. Nella tendenziale semplicità, serenità. È su questa via, nel soffio di questo Spirito, che possiamo entrare più profondamente in contatto col nostro cuore. Prima invece frammentati in mille pezzi da tante astrazioni.

Il chicco di grano della profezia

Alcuni frutti di una ricerca del discernimento

Il Manifesto qui sotto riassume una ricerca del discernimento. Vi si può riscontrare che tali piste rinnovano molto fecondamente la spiritualità, la cultura, la pastorale, la vita, a tutto campo. Di seguito una brevissima sintesi del Manifesto del cuore divino e umano di Cristo e, alla fine, il link al Manifesto stesso (21 pagine).

http://ilsismografo.blogspot.it/2017/12/mondo-il-gesu-nuovo-che-nasce-oggi.html?m=1

Riporto dunque alcuni risultati di questa ricerca del discernimento ormai più che quarantennale (ho cominciato a pubblicare dal ’91).

24 maggio 1994, Maria Ausiliatrice: nuova interpretazione della Trinità (Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio) che tra l’altro può risolvere la questione del Filioque mostrando che le apparentemente antitetiche visioni latina e orientale invece si completano. Tale intuizione nasce dal percepire un movimento anche dal basso nel rapporto con Dio: l’umanità dell’uomo aiuta a comprendere l’autentico Spirito, non rigido, non forzoso, non inutilmente lasco… La grazia è divina e umana, a misura, in Cristo.

Subito fatta circolare e pubblicata su Palestra del clero (nov ’94). Ne Il canto dello Spirito R. Cantalamessa cita come dei primi autori testi del ’95. Questa nuova visione nel ’95 è approvata da una Pontificia commissione teologica.

Circa anno 2000: proposta mi pare più limpida rispetto all’accordo sulla giustificazione (più chiara definizione della misericordia totale di Dio – poi confermata in Spe Salvi n° 46 – e libertà dell’uomo). Ne parlo con una persona CEI ma non raccoglie. Anni dopo, essendo papa Ratzinger, vado da un autorevole padre della Congregazione per la dottrina della fede e mi conferma che davvero è più limpida. Alcuni mesi dopo luterani e cattolici americani si accordano, non so se col mio contributo, proprio su di essa.

La Trinità “orientale” può forse condurre ad una minore comunione “orizzontale”: si privilegia l’origine dal Padre. La vecchia Trinità “occidentale” ad una comunione legale: il Figlio è generato quasi senza considerare lo Spirito. Poi lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio. Con la nuova Trinità non vi è, nella Chiesa, parità senza primato né primato senza parità.

Una nuova logica non solo di relazione (si cresce insieme agli altri, condividendo), pragmatica, nel qual caso si passerebbe da Platone (logica a priori, a tavolino) ad Aristotele ma nella comunicazione spirituale e umana, a misura, nello Spirito. Sulla scia della nuova Trinità. Assumendo e superando in avanti Platone e Aristotele.

Spiritualità disincarnata, filosofia razionalista, psicologia tecnicista, scindono l’uomo. La coscienza spirituale e psicofisica (il cuore) esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, come una colomba, a misura della specifica persona: ecco la via di una sempre più profonda consapevolezza che fa leggere nell’umanità anche degli altri. Mentre spiritualismi, psicologismi, anche giustapposti, in parte aiutano in parte appesantiscono, complicano. Solo l’amore autentico, ben al di là degli schemi, per ogni particolare persona guarisce, fa maturare verso la pienezza.

La via del cuore risolve con semplicità e buonsenso nella luce gli inceppamenti di un’astratta ragione. Un giovane sostiene che a causa della scienza non può più credere. Gli chiedo nella sua serena coscienza cosa percepisce. Se ha il dono della fede può dire di credere ed ecco spesso facilmente avviato a soluzione il problema.

Dovunque sono stato inviato nei modi più diversi a seconda delle diverse situazioni è venuta, per grazia di Dio, tantissima gente, in modo fuori dal comune, appena ho avuto margini di manovra. Perché bisogna capire lo specifico cammino, gli specifici bisogni, di ciascuno. Crescere, con discrezione a misura, insieme.

È un rinnovamento che si è mostrato prolifico di scoperte a tutto campo. Il cuore non razionalistico, non spiritualistico ma divino e umano di Gesù è la chiave di ogni cosa. Un continuo più approfondito ritorno, nei riferimenti di fondo, al discernere concreto del Cristo dei vangeli.

Le intuizioni del cuore si fanno più facilmente strada nella vita concreta confermando che la gente è spesso la prima a beneficiarne mentre certe guide possono essere meno facilmente contattabili in modo adeguato e più strutturate.

Il Manifesto del cuore divino e umano di Cristo è stato linkato da: Vatican Insider; Il sismografo.

Ecco il link diretto al Manifesto, ultima edizione:

http://gpcentofanti.altervista.org/manifesto-del-cuore-divino-umano-gesu-2/?doing_wp_cron=1523872433.1062929630279541015625

Manifesto del cuore divino e umano di Gesu’

Uno sviluppo della via del discernimento con risultati fecondi e innovativi a tutto campo, dalla dottrina alla pastorale, esiste da decenni. In questo testo (circa 21 pagine) descrivo sinteticamente la ricerca degli adeguati riferimenti, collegamenti, del vivere umano e certe loro decisive conseguenze. Qui nasce dalla e nella vita una sempre rinnovata cultura. Di meno immediata comunicativita’ eppure utile per esempio ad una guida per situarsi equilibratamente. Ma nell’esistenza concreta l’amore si svela gradualmente, per grazia, magari senza certe dettagliate esplicitazioni, un cammino tendenzialmente sereno, semplice, libero, attento a tutta la specifica persona. L’unica chiave capace di sciogliere ogni nodo.
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1) Cercare, in Cristo, le possibili origini dei problemi

Papa Benedetto non solo ha stimolato a vivere in Cristo tutta la propria vita, la cultura, ma ha anche specificato che è necessario cercare in questo senso gli autentici collegamenti in ultima analisi tra lo Spirito e la persona umana, tra la teologia e l’antropologia (Veglia mariana, 10 ottobre 2009). E’ questa una problematica che sta a monte di molte altre forme di discernimento: come riflettere infatti più adeguatamente dando per scontati (e dunque non valutando attentamente) i riferimenti, i collegamenti, spirituali e umani in base ai quali si opera il discernimento? Sottometto tutto al magistero della Chiesa cattolica. Questi scritti hanno il loro principale ispiratore in don Mario Torregrossa, se questa si potrà rivelare una buona nuova via lui ne è una profonda sorgente. Ma, almeno per come la vivo io, questa strada nasce e cresce nel cuore della Chiesa, ed ha ricevuto l’aiuto di molte persone, forse, come per don Mario e lo dico con gioia, gratitudine e nessun trionfalismo, di molti possibili santi.

2) Ricerca di un nucleo spirituale e umano di riferimento

Osserviamo così che talora si tende a dialogare sui concetti, sulle opere, piuttosto che sulle impostazioni fondamentali che li generano. L’assenza di un più chiaro nucleo vitale di riferimento spirituale e umano ha forse di fatto favorito una certa cristallizzazione della strutturazione degli studi, variamente frammentata, che può rivelarsi talora fonte di ostacoli all’attenzione appunto verso quel centro. Nei miei scritti si può rilevare come la ricerca in avanti, nei tratti fondamentali nel Gesù dei vangeli, di un nuovo (di nuovi) nucleo spirituale e umano possa sciogliere nodi, individuare efficaci soluzioni, in tutti campi (ecumenismo, fede-scienza, democrazia e valori, pastorale, psicologia, arte…). Anche appunto sempre più tornando al vangelo, distinguendo la tradizione dal tradizionalismo. Il regno di Dio non è qua o là ma in mezzo a voi, dice Gesù. Se prevalgono gli apparati in quello successivo possono emergere aspetti a sua volta unilaterali ma che deficitavano nel precedente. Spiritualismo, meno attento all’umano; razionalismo identitario ideologico; pragmatismo della vita, in fuga da quei troppo astratti principi ma restando senza. Ecco alcuni riduttivi orientamenti che pure sembrano tendenzialmente contribuire ad orientare i fedeli appunto verso un oltre, il Gesù dei vangeli. È un cammino che avviene nella storia della salvezza, non nei nostri bei programmi a tavolino. Tendenzialmente comunque uno stimolo anche per i pastori a crescere insieme agli altri, ad accogliere i carismi. Ad avvedersi che ritenere di avere un unico progetto, quello voluto da Cristo e poi imporre, anche in buona fede, il proprio può denotare il bisogno di nuove scoperte, certo secondo i tempi di Dio. La mancata autentica democrazia già nella formazione e nell’informazione, una sinodalità ingabbiata nei codici dei ruoli, delle competenze, nelle oligarchie religiose, costituiscono limiti strutturali al discernimento.

3) Un possibile nucleo di riferimento

La mia proposta, da valutare in una ricerca comune, è quella di considerare il “reciproco”, in una vita vissuta in Cristo, rivelarsi dello Spirito di Cristo e dell’umanità della persona. Lo Spirito rivela all’uomo, in un cammino, Dio e la sua propria umanità. L’umanità dell’uomo lo aiuta a comprendere l’autentico Spirito di Cristo, non rigido, cervellotico… Lo Spirito non calpesta l’umanità dell’uomo ma invece la conduce verso un pieno, sano, equilibrio. E per l’umanità dell’uomo si può indicare la sua coscienza spirituale e psicofisica (l’uomo è essere spirituale e psicofisico che vive nello Spirito). Trovando sempre più, come visto, nel dono dello Spirito, gli adeguati riferimenti, gli adeguati collegamenti, spirituali e umani la persona è sempre più nitidamente, distintamente, inserita nella vita trinitaria, nella vita propria e comunitaria, nel mondo e maturando così sempre più armoniosamente in Cristo, può vedere ogni cosa in una sempre più lucida spiritualità-cultura “divina e umana”.

4) L’opera di Maria e di Cristo

Possiamo allora intuire che Cristo può ancora una volta venire a rivoluzionare la vita, la cultura. Può venire ad aprire un varco ancora più profondo nella nostra umanità integrale, rendendola sempre più unita a lui come Dio e come uomo. Forse Cristo vuole venire ad accendere ancora più la sete della sua luce. Questo, al di là di ogni pur grande scoperta che si potrà sperimentare in lui, si rivela un dono fontale: un più profondo abbandono a Dio, una più profonda, non già con paletti predefiniti, ricerca della sua luce, anche attraverso gli altri. E osserviamo come di fatto l’assenza, la debolezza di questa sete sia forse all’origine di tante lentezze, di tante chiusure, di tanti burocratismi. Come è difficile, per esempio, oggi, per chi non è nel settore a ciò preposto, comunicare le proprie intuizioni, dialogare nella platea pubblica, pur se ha da manifestare vie importanti ed innovative. D’altro canto questa circostanza si può talora ripetere per chiunque voglia uscire dalle competenze assegnategli: una preparazione, uno sguardo, un dialogo, più ampi non sono contemplati ed anche, per esempio,  l’azione di Dio – che, tra l’altro, viene, vorrei dire, intero – la profezia, non è prevista.
Ancora, questa più integrale redenzione dell’uomo, questa più piena assunzione della sua umanità in Cristo, sono un dono di Maria e di Cristo che ci precedono e ci accompagnano nella storia. La proclamazione dei dogmi dell’Immacolata concezione e dell’Assunta ed i concili che le hanno seguite non sembrano condurre la Chiesa nella direzione di cui parlo (nel Vaticano I, tra l’altro, un ancora più chiaro sostegno dello Spirito circa la verità, l’unità; nel Vaticano II, per esempio, una nuova attenzione all’umanità dell’uomo in una rinnovata attenzione a Cristo, alla Chiesa, al mondo)? Possiamo porre sempre più ascolto alle affermazioni di padre Kolbe, che parlava di un’era dell’Immacolata (e dell’Assunta, si può forse aggiungere).

5) Collegare adeguatamente, non frammentare

Il nucleo di riferimento spirituale e umano che propongo (al n° 3) può aiutare a ben situare l’uomo nei confronti di Dio (a) e della propria umanità (b). Nei confronti di Dio (a) aiuta per esempio a superare gli opposti scogli del relativismo e dell’integralismo in quanto l’autentico Spirito di Cristo può venire sempre più scoperto come capace di condurre ogni uomo attraverso le tappe della sua personalissima crescita spirituale, psicologica, culturale, verso la pienezza della fede, della speranza, della carità, della maturità spirituale e umana. Un Dio sempre più divino e umano in Cristo.
Nei confronti della propria umanità (b) perchè questa non viene frammentata in giustapposti elementi: per esempio spirito, ragione, vita pratica ma viene considerata nella sua realtà integrale e nelle sue distinzioni. Appunto come coscienza spirituale e psicofisica che vive nello Spirito. E’ infatti all’interno di questa coscienza concreta che matura e trova la sua giusta collocazione ogni aspetto dell’uomo, come gradualmente vedremo. Possiamo però fin da ora osservare che invece frammentare l’uomo per esempio in ragione, sentimenti, spirito (e magari Spirito santo che si dona solo ai credenti), può condurre ad una varia giustapposizione di aspetti della vita umana: una spiritualità meno incarnata, una cultura che può tendere all’intellettualismo, una vita concreta che senza più armoniosi e ben integrati riferimenti può scivolare in vario modo verso forme di pragmatismo, o di giustapposizione di spiritualismo, intellettualismo, pragmatismo.

6) Una vita, una conoscenza, eucaristiche, nella “nuova” Trinità in Cristo, Dio e uomo

Il nucleo cui vado accennando mostra che la vita, la conoscenza, dell’uomo sono spirituali e psicofisiche: la conoscenza dell’uomo è sacramentale, eucaristica. L’uomo si può ritrovare sempre più adeguatamente, distintamente, inserito nel mistero di Cristo, Dio e uomo, nel mistero spirituale, umano, “materiale”.
Così cercando sempre più i giusti riferimenti, collegamenti, in Gesù l’uomo si può ritrovare sempre più distintamente nel mistero della Trinità. Per esempio il “reciproco” rivelarsi dello Spirito e dell’umanità lo inseriscono più distintamente in un movimento anche nella Trinità dall’alto e dal basso, nello Spirito. Queste più chiare, armoniose, relazioni possono indurre ad intuire più organicamente la vita trinitaria: forse il Padre genera il Figlio nello Spirito, ma al tempo stesso lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio. Il Padre stesso non può esistere fuori dell’Amore, non può “respirare” senza lo Spirito. Ma il Padre è l’origine nella vita trinitaria altrimenti si tratterebbe di tre persone antecedenti la Trinità: la persona divina (e con i dovuti distinguo la persona in genere) può essere solo trinitaria. E la Trinità può essere solo Padre, Figlio e Spirito Santo: solo l’Amore, solo questo Amore è vita. La concezione della Trinità deve nascere dalla vita, in quella qui proposta si possono intuire possibili vie di incontro per esempio con l’ortodossia e con l’ecumenismo in genere: non vi è parità senza primato, non vi è primato senza parità. Le precedenti interpretazioni della Trinità possono forse orientare ad un primato papale con meno Spirito, dialogo, ascolto e più legge nel caso latino. Più orizzontalità; o alle varie autocefalie senza più piena costitutiva comunione nel papa nel caso orientale. Più verticalità. E’ forse impreciso, inoltre, sostituire il termine parità con sinodalità se non si specifica il tipo di sinodalità che vi è nella Trinità. Per inciso, poi, sul primato, ricordo che Gesù è morto a Gerusalemme e Pietro è stato vescovo di Antiochia, forse di Alessandria e solo poi di Roma. Ancora non trattiamo solo di collegialità tra vescovi ma di diocesi e pure in vario modo di ogni persona, gruppo, del creato.

7) Un incontro rinnovato tra fede e scienza (intesa in modo nuovo). Una logica trinitaria in Cristo

Anche la persona umana non può esistere, non può rientrare in sè, non può “respirare”, fuori dell’Amore trinitario. Lo Spirito è questa via comunicativa delicata, personale. K. Goedel ha dimostrato che non può esistere un sistema logico autoesplicantesi: si deve attingere dall’esterno (la stessa “scienza” -termine, ripeto, da interpretare in modo rinnovato- si scopre in crisi di fronte alla necessità di seguire sempre più da vicino la viva complessità della vita). Ma per attingere si passa, si deve passare, per le adeguate vie comunicative spirituali, umane, “materiali”. Forse la creazione stessa, in cui Dio si manifesta, deve essere in qualche modo trinitaria: possiamo per esempio notare che vi è il sole, la luce, la vista; la parola, il suono, l’udito. A. Einstein ha dovuto accorgersi di questa via comunicativa per compiere le sue scoperte. Le oscillazioni della cultura nel corso dei secoli sono dovute anche a riduttivismi, giustapposizioni, nella considerazione dell’uomo (per esempio ragione, sentimenti), della conoscenza (per esempio soggetto, oggetto, senza lo Spirito)… Fede e scienza possono tendenzialmente convergere, aiutarsi, sempre più in Cristo Dio e uomo.
Su questa scia possiamo, ancora, riferirci alla legge per la quale un piano della logica trova la sua spiegazione immediata al piano superiore, per esempio l’esistenza della persona umana induce a pensare all’esistenza della persona divina. Ma quest’ultima? Non può spiegarsi nella giustapposizione di due persone divine, ma solo nell’Amore trinitario. La causalità, in vario modo reciproca, è un segno trinitario. Da tutti questi spunti vediamo che la stessa logica possiamo scoprirla sempre più in una maturazione spirituale e umana, anche nella storia, in Cristo. E vediamo che la persona, la logica, sono forse trinitarie nei molti sensi in queste note evidenziati e dunque non solo nel senso, di cui oggi spesso si parla, di una non meglio definita “relazione”. E’ nella maturazione della coscienza spirituale e umana che anche la logica trova tendenzialmente sempre più la sua giusta collocazione. Possiamo così osservare che anche il cattolico può porre da un lato la fede e dall’altro la ragione talora intesa come “dominio” dell’uomo. Ma in qualche modo la stessa storia dimostra che è Cristo che rivela sempre più all’uomo anche la logica.

8) L’io più profondo

Intuiamo che forse Cristo stesso avrà dovuto cercare i giusti riferimenti, collegamenti, nella propria vita, aiutato anche dagli altri: Maria gli avrà parlato, per esempio, dello Spirito Santo, Giovanni Battista parla della colomba e dell’agnello… Cristo ha creduto, e forse sempre più profondamente, di essere Dio e di essere uomo. Allora avrà dovuto comprendere che come uomo accoglieva gradualmente, docilmente, come un agnello, sempre più la Trinità, che veniva in lui nello Spirito, con la delicatezza, la semplicità, la grazia, di una colomba. L’Amore, Dio, infinito si può fare piccolissimo,  “analitico” e “sinteticissimo”. Cristo stesso era alla ricerca della “divinità” e dell’”umanità” dell’amore del Padre. Cristo ha forse riconosciuto sè stesso, la persona, nella libertà del suo (nel proprio caso, essendo Dio, pieno ed eterno) sì nello Spirito, al Padre. Il suo io anche spogliato, in qualche modo, di mille doni divini, era nel suo libero eterno sì al Padre. Cristo ha, nello Spirito, accolto sempre più il suo io, forse come, in qualche modo, ogni persona umana può divenire sempre più sè stessa, accogliersi sempre più profondamente, proprio in Cristo. Ma nel suo accogliersi Cristo non ha mai opposto resistenze volontarie (così avrà forse imparato a distinguere gli aspetti “psicofisici” da quelli spirituali): il suo io, pure in crescita, ha sempre detto sì. Comprendiamo allora che forse Gesù ha riacquistato la pienezza della sua divinità quando è asceso nel seno del Padre. Avendo confermato anche come uomo il suo sì al Padre ha potuto ricevere senza violenze anche nella sua umanità la pienezza della divinità. Così la pienezza virtuale della rivelazione Cristo la compie nel seno del Padre, con la pentecoste.

9) L’ amore di Dio sempre più profondamente scoperto “divino e umano”. Nuove possibili soluzioni ecumeniche

La sempre più profonda scoperta, nel dono di grazia, dell’autentico incontrarsi dello Spirito di Cristo con l’autentica persona umana può aiutare l’uomo a sperimentare in Dio, a respirare, in lui, libertà “a pieni polmoni”. L’uomo può venire condotto nella più profonda intuizione concreta della misericordia divina. Si comprende che il problema di Dio è il rispetto delicato della nostra libertà. Dio perdona tutto (in questo ha un ruolo diverso dal genitore umano che guida il figlio anche con eventuali sanzioni). L’unico motivo pienamente valido per seguire Cristo è la fiducia nel suo amore, nella sua capacità di darci vita e non il timore di punizioni divine, il perfezionismo, e così via. L’amore pienamente vero può essere solo una scelta libera. Cristo poi prima di tutto vuole stare con noi, se lo accogliamo, perché ci ama e non solo allo scopo di darci qualcosa, magari di buono. Qui sulla terra per ricevere più pienamente la grazia ordinariamente aiuta la nostra personale collaborazione (però il seme può crescere anche senza di essa: solo Dio sa quel che fare nel cuore dell’uomo). Ma quando saremo in cielo la nostra scelta, per quanto limitata e contraddittoria, sarà definitivamente per o contro la misericordia divina. Se sarà un sì proprio in quanto definitivo Dio potrà gradualmente donarci molto più grandi grazie perchè non violenta la nostra libertà. Il purgatorio è un altro dono della misericordia divina che ci fa entrare con adeguata, attenta a noi, gradualità nella conversione.
Possiamo forse vedere più nitidamente la “parte di ragione” di alcuni protestanti che sembrano cercare questa salvezza tutta da Dio e la “parte di ragione” di alcuni cattolici che sottolineano la necessità della risposta umana: infatti senza la necessità di un sì a Dio sia pure minimale ma definitivo l’uomo non sarebbe libero.

10) Una possibile via che può contribuire a rinnovare, a vivificare, Dio volendo, la spiritualità, la cultura, la vita

Come si vede può svilupparsi in Cristo un profondo rinnovamento spirituale, culturale, che può sciogliere nodi, indicare soluzioni nuove in tanti campi della vita, creando nuove possibilità di incontro, di comprensione, tra gli uomini. Profondi stimoli a cercare nell’Emmanuele. Proprio per fornire presto un’idea a tutto campo di questa possibile rinnovata via in Cristo svilupperò ora altri suoi aspetti. Riprenderò successivamente la trattazione di ulteriori possibili contributi all’ecumenismo, di ulteriori possibili chiarimenti in vario modo dottrinali.

11) Non più psicologia ma formazione spirituale e umana

La possibile sempre più approfondita scoperta dell’autentico incontrarsi dello Spirito e dell’uomo, l’individuazione del riferimento della coscienza spirituale psicofisica, possono aiutare a  scoprire come proprio in questa sempre rinnovata vita in Cristo la persona umana può trovare la via di una sempre più equilibrata, profonda, crescita spirituale, psicologica. Non più, anche in ambito cristiano, una varia giustapposizione di cammino spirituale (variamente spiritualistico) da un lato e di psicologia (vario intellettualismo, tecnicismo, etc.) dall’altro. Anche dunque nel caso di uno psicologo cristiano.  E’ invece la coscienza spirituale e umana che può essere aiutata, nel dono dello Spirito, a trovare le adeguate, personalissime, vie, tappe, della propria crescita spirituale, psicologica, alla ricerca di una spiritualità sempre più “divina e umana”. E’ una sempre rinnovata (magari implicita, per esempio per un non credente) maturazione in Cristo il centro della crescita spirituale e umana. Gli spunti della psicologia nelle sue varie configurazioni attuali vanno presi cum grano salis per inserirli in questa conoscenza in Cristo dell’uomo. Un formatore ben cresciuto in tale rinnovata via (certo anche con l’aiuto degli studi psicologici ma fatti propri come detto sopra) potrà magari aiutare molto più profondamente, incisivamente, tante persone a sciogliere i nodi, ad individuare le tappe, della loro crescita spirituale e umana. E tutto ciò in un libero, amorevole, rapporto umano e non in un tecnico, anche a pagamento, rapporto da professionista a cliente, da medico a paziente. Il punto di riferimento (un’intuizione, dono dello Spirito – ma che, Dio volendo, può essere in vario modo coltivata, trasmessa – della divinità e dell’umanità dell’amore di Dio; intuizione nella quale la coscienza spirituale psicofisica dell’uomo si può sempre più cogliere – anche implicitamente, per esempio in certi passaggi della crescita di un non credente – appunto nel dono divino e umano dell’amore di Dio) è proprio, in vario modo, esplicito, implicito, una sempre nuova consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Cristo. La vita delle persone può manifestare in molti modi i punti spirituali, psicologici, fisici, etc., di
fragilità di questa coscienza, le possibili vie della crescita. È l’amore a misura per la specifica persona che può comprendere, trovare le vie, sciogliere i nodi. Non teoriche verità.

12) Amicizia, ascolto, dialogo, guarigione, scoperte in tutti i campi

A proposito dell’ultimo paragrafo potrei sviluppare molte riflessioni, per le quali però rimando agli scritti originari. Qui vorrei evidenziare, per esempio, che quando si riesce in vario modo a creare un ambiente, per esempio, di giovani, di amicizia serena, accogliente, pacifica, ed un buon formatore (nel senso di cui vado trattando) accoglie, ascolta, spesso ho visto guarire da depressioni incurabili da anni, da bulimie, da nevrosi, da disagi vari, anche in pochi mesi: vi è tutta una rinnovata, serena, profonda conoscenza dell’uomo (della persona, della coscienza spirituale e psicofisica) in Cristo che può venire condotta da Lui stesso in questo mistero rispettandolo, penetrandolo sempre più, spiritualmente, umanamente. Altro che, per esempio, talora tecnicistiche terapie di gruppo.
Vi è un nuovo ascolto (un dialogo, etc.) spirituale e umano in Cristo che può rivoluzionare il mondo perchè a diversi livelli, in diversi modi, può aiutare a comprendere più profondamente persone, situazioni, culture, fedi…
L’ascolto, il dialogo, sono davvero problematiche di capitale importanza: quando una persona ascolta in questo dono spirituale e umano in Cristo già forse, in qualche modo, colui che parla è aiutato ad ascoltarsi in questo meraviglioso amore di Dio.

13) Una coscienza spirituale e psicofisica in Cristo, Dio e uomo

Nei miei scritti osservo che si possono riscontrare nella persona umana malesseri psicologici che non si registrano negli animali. L’uomo non può vivere in un mondo nel quale l’amore sia una semplice acquisizione culturale, un “optional”; l’animale invece vive appunto nella “legge della giungla”, anche se ha i suoi sentimenti. Sembra di toccare l’anima dell’uomo: è ambiguo per tale motivo parlare di psicologia a proposito dell’uomo, bisognerebbe specificare che si tratta di psicologia umana. D’altro canto diverse fragilità della nostra coscienza forse non si riscontrano negli animali: sono problemi legati, per esempio, alla consapevolezza cosciente, anche se limitata, dell’uomo. La coscienza umana va sempre più vista nella sua integralità, spirituale, culturale, psicologica, fisica, distinguendo senza separare, attenti a scoprire la complessità di tale mistero, senza superficiali schematismi. A questo proposito possiamo anche osservare che forse vi sono, in vario modo, nell’uomo aspetti irriflessi, non più chiaramente tematizzati, della sua coscienza. Per esempio forse nell’uomo vi è una coscienza della misericordia di Dio molto più profonda di quella che di fatto nel corso dei secoli ha potuto tematizzare. Così come vi è, forse, una coscienza della realtà dell’amore, della realtà divina, che va al di là del più immediatamente consapevole. Bisogna fare attenzione alla coscienza integrale, spirituale, psicofisica, dell’uomo.
I vari spunti sulla psicologia qui evidenziati così come, per esempio, le considerazioni svolte più sopra sulla logica, mostrano che la stessa scienza, considerata in modo nuovo, può essere sempre più armonicamente vista nel complesso di questa maturazione spirituale e umana della coscienza.
E possiamo cominciare ad osservare che questo profondo mutamento di paradigmi può venire a rinnovare la società perchè, tra l’altro, tende a sviluppare, in un dialogo aperto, le identità. Che senso ha, anche nelle realtà statali, un psicologia neutra? Emergono, tra l’altro, più profondi stimoli allo sviluppo della sussidiarietà. Che senso ha parlare di una ricerca spirituale e umana a pagamento? Forse dunque in qualche caso la figura dello psicologo dovrà rimanere ma non pochi potranno forse cercare anche in esso il nuovo tipo di formatore che vado delineando.

14) Il problema delle impostazioni spirituali e umane, culturali

La sempre più profonda, armonica, scoperta dell’integralità della coscienza, della conoscenza spirituale e umana, può aiutare a comprendere che talora possono darsi fragilità, limiti, problematiche, che magari erroneamente possono venire attribuite esclusivamente, per esempio, alla spiritualità o alla psicologia ma che invece nascono forse (anche?) da impostazioni spirituali culturali di cui non vi è, talora, nella società, una più diffusa consapevolezza, proprio perchè il tema delle impostazioni profonde spirituali e umane (insieme) rimane talora ai margini della riflessione.
Si tratta di un tema fecondo di sviluppi. Per esempio tante difficoltà nel dialogo ecumenico ed interreligioso nascono dalla necessità di trovare una più profonda, equilibrata, centratura spirituale, umana, culturale, in Cristo, nell’Emmanuele, in cui ogni uomo si può sempre più incontrare. Si riscontrano concezioni di Dio che non sono strettamente parte di una data fede; vi sono, come visto, impostazioni spirituali e umane più riduttive. E vi possono essere orientamenti fondamentalmente aperti, anche se bisognosi di sviluppo, ma il cui sviluppo potrà dipendere anche dal cuore degli uomini. Possiamo a questo proposito riflettere sul tema della legge nel popolo ebraico. Era parola di Dio ma non Dio stesso? Il tema della quasi personificazione della sapienza come naturalmente nelle pagine bibliche. Vi è dunque nella fede ebraica un essere totalmente altro di Dio che viene in qualche modo mitigato da questo entrare in contatto con il mondo da parte di Dio stesso. Cristo viene forse a portare a consapevolezza queste potenzialità, in qualche modo pone di fronte ad una scelta: la parola di Dio è Dio stesso o meno? Come può Dio parlare agli uomini senza essere nel suo parlare? Ma se invece Dio è proprio lui che parla in quella parola perchè allora non può anche essere in un uomo? D’altro canto vale anche l’inverso: proprio perchè l’infinito Dio può farsi presente, rivelarsi, nella Parola questa, pur essendo in Cristo pienezza virtuale di rivelazione, può approfondirsi, nella nostra comprensione, sempre più. E’ il motivo per cui possiamo, come non pochi ebrei, scoprirci anche noi in attesa della sempre nuova venuta del Messia, forse dunque più vicini nella speranza. Ma la fiducia, la speranza, della sempre nuova venuta del Messia stimola una rinnovata attenzione ai profeti ed alla profezia. Quanto è sviluppata, come si configura, questa attenzione nel mondo cattolico? E nel mondo ebraico si sono più riconosciuti, si possono riconoscere veri profeti (nel senso di chiari depositari di un messaggio divino)? Forse per qualcuno del popolo ebraico il problema è appunto che il profeta riapre la questione della presenza di Dio nella parola: ma se è così si può rischiare di ridurre la fede a morale, a filosofia, a religione. Il battesimo di Giovanni è da Dio o dagli uomini? E’ interessante osservare che anche Giovanni Battista, che poteva apparire figura più vicina, sotto certi aspetti, alla mentalità ebraica del tempo, non è stato riconosciuto. Possiamo allora notare che il Dio che definitivamente si chiude nella sua totale alterità può divenire un Dio ideologico, mentre il Dio che vive, comunica, nell’amore trinitario è il Dio che può comunicare anche con l’uomo, farsi intimo a lui, rivelandosi sempre più. Sono domande di un profano nella conoscenza del mondo ebraico. Su questo tema delle impostazioni spirituali e umane sviluppo molte riflessioni nei miei scritti (con riferimenti concreti e possibili vie di soluzione: tra l’altro evidenzio come forse è una conseguenza di certe impostazioni spirituali e umane – per esempio in vario modo e misura razionaliste – il non riconoscere la presenza reale di Cristo nell’eucaristia). E rilevo come la sempre più profonda scoperta, nel dono dello Spirito, dell’Emmanuele potrà sempre più aprire, Dio volendo, nuove vie di comprensione. Nei miei scritti sviluppo anche osservazioni sui possibili cambiamenti nel corso della storia che possono indurre a vedere tante problematiche con uno sguardo nuovo. Può essere importante riflettere adeguatamente ed anche, per esempio, fantasticare, per esempio sul futuro, e questo tanto più profondamente in questa sempre rinnovata, vissuta, spiritualità-cultura a tutto tondo.

15) Economia, diritto, democrazia

Ogni campo della vita e della cultura, magari rivisto ed integrato in modo nuovo, meno riduttivo e più armonico, nella vita della persona umana in Cristo, può su questa via ricevere nuove luci. L’economia, per esempio, non ha sue leggi neutre che possono essere applicate più o meno rettamente e nemmeno basta un pò di onestà per riconoscere le razionali regole dell’economia. In realtà l’economia stessa può venire, come dicevo sopra, scoperta sempre più profondamente in questa “divina e umana” maturazione della coscienza spirituale e psicofisica dell’uomo in Cristo (si veda per esempio il paragrafo sulla scuola). Un rischio proprio, talora, per esempio, a proposito di economia, è quello di sovrapporre ad essa un bene moralistico e dunque magari astratto. Questa spiritualità sempre più divina e umana invece aiuta sempre più a comprendere realmente, spiritualmente, umanamente, le situazioni concrete e a trovare le possibili più adeguate risposte. Anche se certo una sempre più profonda, empatica, lucidità non vuol dire automaticamente risolvere le situazioni, perchè in ogni cosa vi è il piano di Dio che, tra l’altro, tiene conto della libertà degli uomini. Osservo comunque come per esempio l’ottenimento nei tempi e nei modi adeguati della libera scelta della formazione scolastica nella vissuta identità ricercata e certo nello scambio con le altre potrebbe favorire una maturazione integrale delle persone capace di modificare in molti modi anche la vita sociale e la stessa economia. L’identità orienta alla crescita, lo scambio a non rendere astratta questa crescita. Si può su tali vie tendere ad uscire dal razionalismo pee entrare in una vissuta ricerca di un sempre più profondo benessere umano.
Su questa stessa scia possiamo osservare, per esempio, che forse è bene fare attenzione all’espressione “diritto naturale” se con ciò si viene ad intendere una vita, una visione, solamente terrena alla quale si può aggiungere successivamente la vita nello Spirito. L’uomo esiste nello Spirito, matura nello Spirito: la visione di cui sopra può essere variamente astratta e può non comprendere persone e situazioni. Questa sempre rinnovata spiritualità-cultura in Cristo può fornire, Dio volendo, un profondo contributo allo sviluppo della democrazia perchè, per esempio, tende a stimolare il libero sviluppo delle identità e lo scambio tra di esse e ciò in maniera sempre più adeguata, equilibrata (un problema fondamentale della democrazia, così come dell’economia e di ogni cosa è dunque, tendenzialmente, quello di una spiritualità-cultura sempre più profondamente, equilibratamente, centrata in Cristo). La vera anima della democrazia può essere, almeno come tendenza, solo l’amore (in Cristo). Il famoso paradosso della (non garantibile dai propri stessi presupposti) democrazia si rivela tale solo in una concezione razionalista, che vuole cambiare il mondo solo attraverso le strutture, illudendo l’uomo. Nella vita della società bisogna su queste scie con equilibrio fare molta attenzione al possibile inganno della neutralità perchè essa non di rado finisce per rivelarsi una filosofia introdotta surrettiziamente anche in società piene di valori. Il razionalismo, falsamente oggettivo e neutralista, svuota la gente e rischia di condurre la società verso il crollo, guidati dalla cieca dittatura soft di pochi potenti del denaro.

16) Arte

Possiamo domandarci come mai non pochi trovino le chiese, le abbazie, romaniche e gotiche come dei vertici della spiritualità, che introducono profondamente nel mistero, nella preghiera. Forse un motivo è che tali opere sono il frutto di secoli e secoli di fede, in cui tutto, anche lo scalpello del muratore, era vissuto in qualche modo in uno sguardo di fede. Forse nel gotico lo slanciarsi verso l’alto può essere visto come un estremo affidarsi a Dio di fronte al montare delle problematche. Poi la crisi della cattolicità si è sempre più approfondita ma anche nel cattolicesimo perseverante in qualche modo razionalismo, frammentazione, hanno cominciato ad incrinare, talora, questo pieno centrarsi in Cristo della vita, della cultura, centramento che avrebbe avuto bisogno di risposte nuove. Forse oggi siamo agli albori di una, di possibili nuove sintesi spirituali e umane, adeguate ai tempi. Si potranno dunque aprire strade rinnovate anche per l’arte. Oggi invece talora sperimentiamo anche nell’arte rispecchiarsi quella frammentazione, quelle giustapposizioni spiritualiste, intellettualiste, pragmatiste, che riscontriamo nella cultura. Realtà che vediamo forse quasi tangibilmente in certe equipes di specialisti della liturgia, dell’architettura e via dicendo che giustappongono le loro conoscenze talora variamente settoriali, intellettualiste, nella progettazione di chiese che non trasmettono l’afflato di quelle summenzionate. Dunque forse bisogna rendersi conto che il problema è più vasto, è spirituale-culturale; queste grandiose opere dello Spirito possono forse nascere soltanto da una profonda centratura (vitale, culturale) in Cristo di generazioni, di comunità vive. Culture vive, anche in allora autentico scambio tra loro.

17) Scuola e università

Alla luce di quanto scritto si comprende che quello della scuola è un problema anche di cultura. E’ quanto mai necessaria, Dio volendo, nella scuola una (o più) rinnovata, equilibrata, profonda via di sintesi spirituale e umana che mostri una equilibrata, profonda, vita in Cristo come fonte di luce per ogni aspetto della cultura. La cultura (anche cattolica) razionalista, frammentaria, ha in varia misura distolto dal riferimento a Cristo per la crescita complessiva. Urge probabilmente l’istituzione di una materia di sintesi spirituale e umana che descriva le vie, i riferimenti spirituali, umani, per una sempre più armonica, vissuta, sintesi spirituale, umana, culturale. Certo non basta dire che la cultura deve nascere da Cristo se poi di fatto le influenze per esempio razionaliste continuano a spadroneggiare a causa soprattutto della mancanza di un adeguato fontale nucleo vitale, spirituale e umano. E’ necessaria una profonda ristrutturazione delle materie, degli studi e si possono prevedere vari ordini di difficoltà, di resistenze, di chiusure. Sarebbe già importante cominciare a non chiamare tuttologia una nuova tendenza ad un vissuto sguardo spirituale e umano complessivo (tra l’altro in ogni ramo della conoscenza vi sono nodi essenziali che possono essere colti). E’ evidente lo stimolo di questa possibile nuova cultura alla sussidiarietà. Punto decisivo per una maturazione anche della democrazia. Che altrimenti rischia di essere facilmente piegata alla drammatica involuzione verso la dittatura soft di un falso scientismo, fino al possibile crollo della società. L’ora di religione, specie nella scuola pubblica, potrebbe forse svolgere questo ruolo di materia della sintesi spirituale e umana, di rinnovata via di integrazione di tutta la conoscenza. Sarebbe, tra l’altro, un interessante banco di prova per le altre culture, religioni, anch’esse opzionabili nella mia proposta: infatti solo in Cristo può svilupparsi una sempre più profonda, equilibrata, creativa, sintesi spirituale e umana, culturale. Una scuola specie cattolica così ristrutturata potrebbe costituire un sereno stimolo a sviluppare la propria crescita spirituale e umana in parrocchia e via dicendo. Una formazione così profonda ed efficace potrebbe, tra l’altro destare in vario modo l’attenzione, l’interesse, di tutta la società. Evidente la necessità di una nuova cultura e, tra l’altro, di una ristrutturazione degli studi anche nell’università, a cominciare da quelle cattoliche. Un esempio di resistenza già verificato consiste nel fingere di non capire o nel non sforzarsi capire, per esempio sostenendo che si finisce per parlare di tutto e di niente. E’ evidente invece che la materia di sintesi aiuta lo sviluppo più profondo della conoscenza in ogni (magari rivisto in modo nuovo, etc.) campo. Dunque vi sarebbe anche l’approfondimento delle varie (magari riviste) materie. Sviluppo spirituale-culturale della propria identità e vissuta condivisione, vissuto scambio, con le persone, le comunità, di altri orientamenti. Un nucleo spirituale e umano di sintesi aiuta a vissutamente collegare ogni aspetto della vita, favorendo tra l’altro il formarsi di comunità, di reti, variamente interconnesse. Una vera democrazia aiuta sempre più profondamente la maturazione delle persone, delle comunità, le reti, la sussidiarietà, la reale partecipazione, etc.. Famiglia, scuola libera, creazione di lavoro, dal basso… Quelle che, tra l’altro, sembrano peculiari caratteristiche storiche dell’Italia sono, mi pare, state profondamente snaturate. Tra i possibili motivi di tutto ciò la liberazione dal moralismo, dallo schematismo, dal moralismo pelagiano, possono apparire elementi validi. Ma bisogna superare anche il pericolo opposto dello svuotamento di tutto, della frammentazione, atomizzazione, individualiste che, tra l’altro, fanno apparire l’uomo vittima inerme di un fato tecnicista. Si aprono possibili vie di profonda pacificazione, di comprensione, di dialogo, di comune partecipazione, in una Chiesa, in una società, più capaci di attenzione alla specifica persona, comunità, concreta, al suo reale cammino, ai suoi reali bisogni. Una ricerca comune dell’uomo semplice e autentico, una ricerca liberata da ideologie, formalismi istituzionali, razionalismo, nihilismo… Decisivo osservare che anche le guide, gli studiosi, possono anch’essi trovare il giusto senso del loro ruolo solo in una crescita con la gente, in mezzo alla gente. Imparando da tutti, in una condivisione non chiusa negli striminziti paletti delle competenze.

18) Pastorale

Una pastorale, frutto di questa sempre rinnovata spiritualità-cultura, tendenzialmente sempre più attenta a comprendere spiritualmente, umanamente, persone, situazioni, le adeguate tappe, vie, della crescita spirituale e umana, i bisogni, attenta ad accogliere, al territorio. Formata a crescere in uno sguardo di fede nei rapporti ecclesiali, umani, nelle situazioni, pronta a riconoscere per esempio in un vecchio ateo che ora sorride la possibile più grande delle conversioni, dunque attenta ad ogni uomo, di ogni cultura religione. Una pastorale, in questa nuova spiritualità-cultura, che sia sempre più aiutata ad evitare gli opposti scogli dello spiritualismo e del filantropismo, della confusione e della non collaborazione tra preti e laici, fonti di tanti problemi vocazionali, di autenticità, profondità, della fede. Una pastorale che vede nel sempre rinnovato ascolto di cui vado trattando un’importante chiave intepretativa nella vita di tanti rapporti intra ed extra ecclesiali. Una pastorale consapevole che ogni persona ha, più o meno consciamente, bisogno di sentirsi parte di una famiglia con Dio per Padre e con Maria per madre, cose che solo Cristo, vorrei dire con stupefacente semplicità, ci ha saputo rivelare. Una società che ha bisogno di riferimenti anche umani, anche se talora vuole apparentemente appiattire tutto. Una pastorale, sarebbe bello, consapevole che, specie (in un certo senso) in questa  società così complessa, vi è, Dio volendo, necessità di pastori, a capo delle diocesi, che siano uomini spirituali (magari, come detto, dal discernimento spirituale-umano, non variamente spiritualistico), cercando di evitare pragmatici uomini di governo, di apparato.

Cose antiche e cose nuove

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La sete fontale

Negletta, in certe guide, sete di luce

D. Giampaolo Centofanti, articoli, interventi

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Lavoro, nuovi orientamenti

Piena occupazione

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La spiritualita’ cristiana oggi

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La chiave decisiva dell’accoglienza

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