Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa

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L’apertura di Benedetto XVI e l’ostinazione razionalista

Domande sull’intervista di Benedetto XVI

Il traboccamento di Benedetto XVI

La civilta’ ossimorica

I potenti “benefattori”

La vera sinodalita’ ricerca il vero ovunque sia

L’ a-sinodalita’ del razionalismo

Dove cercare le chiavi decisive

La dittatura impedisce la maturazione

I bambini hanno bisogno di un papa’ e di una mamma

La dittatura avanza, cosa fa la Chiesa?

Poesia: La natura della luce

Possibili dinamiche della dittatura soft

Antidoti alla dittatura

L’arroganza del potere

Il sospirato bandolo della matassa

Il paradosso del vangelo

La voce silenziata del popolo semplice

L’occhieggiare politicante e la vita semplice

Aum aum e partecipazione

Ricerca del vero e miserie umane

Uno sbloccarsi a tutto campo

L’evangelizzazione di Gesu’

La solidarietà come la vedeva Gesù

La messa, sacrificio o banchetto?

Vie di sblocco di una vissuta sinodalita’

Gesu’ e l’Ave Maria

Una Parola d’amore

La maturazione è sinodale

Un rinnovato padre spirituale

La confessione e il mistero della guarigione integrale dell’uomo

Domande sul cammino sinodale

Spunti per i media cristiani

Un ritiro verso il rinnovo delle promesse battesimali

La dittatura dell’incomunicabilita’

Una sinodalita’ non intellettualistica

Spunti sulla confessione

La Chiesa e la drammatica situazione attuale

I pupazzi del potere pretendono unita’

Il cuore contrito del pastore

La sinodalita’ nei vangeli

La profezia di Fatima

Alle fonti della sinodalita’

Aggregatore cristiano alternativo

La cultura ingabbiata e il popolo profeta

L’ermeneutica rinnovatrice della messa

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2017/05/23/news/un-cammino-di-rivestimento-di-cristo-e-di-spogliamento-di-se-1.34604843

L’ipocrisia smaccata, cifra dell’impero mediatico

Cosa sblocca davvero

Dove puo’ nascere la sinodalita’

I sacramenti verso la verita’ tutta intera

Non fede e ragione ma l’uomo nello Spirito

Il peccato contro lo Spirito

Il tornare in Galilea di tutta la storia

Diffondere la consapevolezza dell’uniformismo mediatico

L’arte specchio del tempo e profezia

Il vangelo del buon pastore

Tendenze attuali e possibili sviluppi

Riccardi e l’inconsueta ripulsa del grigio

Il segno di Gesu’

La Fiat, la Superlega ed altri passaggi

Esseni, sadducei, farisei, di oggi

Il limite cartina di tornasole di certe proposte di rinnovamento

La drammatica necessita’ di una vera sinodalita’

Il problema di fondo della pastorale

Le spiritualita’ odierne e le vocazioni

La triste scontatezza dell’ideologia

La parabola del figliol prodigo

Quando germoglia la rivoluzione

Vissuto duemila anni orsono e avanti a noi

Verso la verita’ tutta intera o verso riduttivi ragionamenti?

Hans Kung e Heidegger

La Chiesa e i poteri secolari

Cause fontali di una sinodalita’ carente

La Pasqua viene a primavera

Sinodalita’ a patto che tutti si uniformino

Problemi a monte non considerati

Come viene Gesu’ in questo tempo difficile

La marginalita’ del cercatore del vero

Manifesto della libera ricerca del vero

La grazia della Parola

La rivoluzione della diffusa traduzione simultanea

I libertari che ostacolano l’esprimersi altrui. Alcuni artifici usati

Un problema centrale: la scuola

La differenza decisiva tra i corsi e i percorsi di fede

La nevrosi della tecnica

Come il popolo (ogni persona) può riprendersi il potere che, in mano a finanza e big tech, lo sta spogliando di tutto

Diffondere la consapevolezza della rivoluzione decisiva

Discernere questo tempo

La politica del Titanic(o)

Contributi su alcune questioni dottrinali

Popoli che eleggono i loro oppressori?

Il discernimento del nardo prezioso

Un nuovo rapporto tra confessione ed eucarestia?

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/05/21/news/aprire-totalmente-il-cuore-a-dio-e-un-regalo-non-una-dogana-1.33703342

Serial cliccher

Lo sfacelo della tecnica e il seme che muore nella terra

Il mero fare di governo e sedicente opposizione: una stessa banalita’

I desaparecidos virtuali

Informazione alternativa per allodole

Piccolo magnificat. Un canto di tanti canti

La vera solidarieta’

Nuove vie di rinascita personale e sociale

La gabbia comune

Bufalo bill

Fiducia in Dio nella storia

La chiave dell’ascolto

Alcune domande sulla sinodalita’

La bomba a orologeria giovani

L’incredibile non cercare la chiave

Chi fa davvero la storia

Il nucleo fontale

L’alternativa teleguidata

L’opposizione farsa

La rivoluzione continua degli autentici esercizi spirituali

Il prodramma

Il sistema e l’irresistibile traboccare

Alcune questioni di fede in Germania

Crematopolitica e aggregatori di orientamenti

La sinodalita’ e i suoi rischi

Il parlamento uniformato: pace o tragicommedia?

Il parlamento uniformato. Perche’ era stato previsto

Un necessario salto di qualita’

La continua lotta per il potere e la storia della salvezza

L’ambiguocrazia della tecnica

Il solidarismo cinico della ragione astratta

Sinodalita’ ma solo teorica, perche’?

Resistenza diffusa ad una china drammatica

I concili, il vino vecchio e quello nuovo

Un nuovo rapporto Chiesa-mondo

La citta’ di Dio dentro quella dell’uomo

La rivoluzione sociale della semplicita’

Poteri subdoli e manipolativi

I preti e la psicologia

Meditazioni per i pastori

I preavvisi catastrofici nella Bibbia

Fake news o fake spirits? La politica dei buontamponi

Elezioni in presenza, no allo “smart” vote

Intervista a Gesu’

Doni della comunione concreta

Una cultura poco interessata al vero e ai suoi scopritori

Un falso bene che manipola e distrugge

Gesù compiva più miracoli allora che oggi?

Rinnovo delle promesse battesimali

La dittatura e la brezza leggera dello Spirito

Domande sul pensiero unico

L’eterogenesi dell’uomo fatto robot

L’Epifania e la sinodalita’

Aspirare ancora alla vittoria di Pirro

Dove si resta sulla, pur diversa, tecnica l’umano si perde, il vero ascolto, il vero dialogo, si perdono, le persone e la partecipazione vengono soffocate. Restiamo in quella cultura della mera erudizione che sta tarpando le ali ai giovani e a tutti.
https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Metanoeite: significato greco del “convertitevi”

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1, 14-15). La parola del testo originale, μετανοειτε, non indica, per certi versi moralisticamente, una conversione ma un percepire oltre. Il regno dei cieli è vicino, lasciatevi portare oltre gli schemi, le paure, le ferite, attraverso le quali leggete la realtà.

Persino la Parola di Dio la possiamo rinchiudere nella nostra comprensione. Invece essa va accolta come un seme che ci porterà oltre. Basarci su quello che vediamo, ascoltiamo, comprendiamo, è una tendenza così naturale che solo la grazia, accolta, ci può condurre oltre. Mostrandoci che vi si poteva vedere, udire, comprendere e così vivere, altro.

Un rinnovamento continuo di tutta la nostra umanità, del nostro cuore profondo, delle nostre più radicate impostazioni culturali. Quando Gesù comincia a manifestarsi più pienamente nella nostra esistenza si aprono orizzonti infiniti di vita nuova. Per noi e per gli altri: il regno di Dio. Dunque Cristo viene al tempo opportuno ad aprire con discrezione e delicatezza, a misura, il nostro cuore alla fiducia, alla speranza, nel suo amore onnipotente. Fiducia, speranza, in un oltre. Non restare chiusi nella situazione come la vediamo noi, talora senza sbocchi. Prega, abbi fiducia, spera, in un oltre che con uno sguardo ripiegato non ti aspettavi.

Uno spettro si aggira per il mondo: la libera comunicazione

Internet potrebbe venire usato per sviluppare la partecipazione invece il sistema cerca di silenziare in mille modi voci diverse. Non si dovrebbe, visto che esiste ora questa possibilità, permettere perlomeno liberi commenti su tutti i media? L’apparato si difende sostenendo che si tratta di voci non controllate. Controllate da chi? Da chi con il pensiero unico ha svuotato, manipolato e spogliato di tutto la società? Non dovrebbe invece una democrazia favorire la libera formazione, partecipazione, delle persone stimolando così una sempre più profonda maturazione anche nel valutare gli interventi altrui?

I media continuano a impedire non solo gli interventi tra l’altro di molte persone preparatissime ma persino i commenti, a ridurli al lumicino, a silenziarli a piacimento. Già questa è una cartina di tornasole del pensiero uniformato e manipolato. E rivela il timore di ciò che può avvenire se si diffonde la consapevolezza delle nuove vie di resistenza.

Oggi i commenti, dove consentiti dai media del sistema, sono di gran lunga più originali e interessanti delle grige veline della odierna Nomenklatura.

La democrazia del solidarismo omologato, dunque del mero fare, tecnicista come ogni cosa in essa, sta conducendo sempre più velocemente la società al crollo. Nella società che distrugge tutto con la formazione e la comunicazione bisogna sviluppare una variegata resistenza in tali campi. Per esempio appunto pretendere la libertà di commento ovunque, creare reti di pubblicizzazione dei commenti non ammessi, anche così rivelare concretamente la presenza di un mondo finora ignoto e ricco di mille contributi, stimoli, da offrire.

Usare i media anche del sistema come punti di incontro per i commenti stimolando dunque il servirsi di quelli che li consentono lasciando da parte gli altri. Vi è tutta una nuova resistenza da sviluppare.

Trovare i punti di debolezza dei sistemi di manipolazione per sviluppare i semi di una nuova democrazia: per esempio creare canali di comunicazione alternativi durante lo smart working; aiutare una formazione alternativa per gli studenti da casa. Favorire così in mille modi la formazione di reti dal basso. Al punto che il potere dovrà temere gli stessi sistemi che adopera per annullare la gente.

Una democrazia che sviluppi, esiga, trovi comunque le vie, per la libera formazione e partecipazione.

Non di solo pane vive l’uomo. Un significato talora equivocato

Non di solo pane vive l’uomo non significa che da un lato vi è il pane, il bisogno materiale e dall’altro il bisogno spirituale. Anche il pane ricevuto da Dio è un dono spirituale. Una cosa accaparrata fuori della volontà di Dio rischia di far male, anche se Dio nella sua misericordia cerca alfine di volgere al bene anche il male che ci procuriamo da noi stessi. Appena torniamo a Lui. La grazia è divina e umana in Gesù, separare l’aspetto spirituale e quello umano è frutto di visuali riduttive, che possono finire per scoraggiare la crescita.

Il sistema, il deep state, al potere è il frutto di una cultura ormai svuotata di tutto. Per cui chiunque lo sostituisse avrebbe solo per questo un titolo di merito. Ma le soluzioni concrete richiedono un salto di qualità. Il passaggio dal tecnicismo alla libera formazione, fin dalla scuola, nella identità ricercata e nello scambio con le altre. Il solo apparente paradosso è dunque che ci si avvia sempre più diffusamente a comprendere che la mera praticoneria tecnicista spoglia non solo di valori morali ma nel tempo di tutto, anche delle cose più concrete. https://gpcentofanti.altervista.org/la-spiazzante-eterogenesi-dei-fini/

Gesu’ spiazza

Meditiamo nei vangeli come Gesù leggeva le Scritture. Cogliendone il senso, in modo innovativo e fulminante proprio restando sensatamente molto attento alle parole usate dalle Scritture. Così rileva che Davide aveva già intuito un Dio uno ma non mono: dice il Signore al mio Signore.
Dunque sì cogliere il senso e non la mera forma ma anche non ridurre a mera forma un senso profondo che, almeno nel cammino di conversione, si potrà tendenzialmente cogliere.
È il problema che emerge nel non indurci in tentazione: Gesù insegna a chiedere ogni bene spirituale, umano, materiale e anche insegna che Dio non ci darà nulla che ci possa fare male, che prende il buono profondo delle nostre preghiere, ci insegna a chiedere cose buone. Una lettura intellettualista non coglie il senso complessivo del Padre Nostro ma viviseziona le singole parole estrapolate dal contesto. E può finire per risolvere allora il problema pragmaticamente, cambiando le parole del testo. Ogni cosa nasce dalla centratura sempre più profonda in Gesù, Dio e uomo, nel suo discernere, superando filosofie e culture più terrene. Il dono è aprire un varco sempre nuovo nella nostra mentalità, intuire che Cristo porta oltre, imparare in Lui da tutti, spesso dai piccoli. Quindi qui troviamo stimoli ad uscire dal razionalismo, dalla cultura dei meri ruoli, delle mere competenze, dei tecnicismi, per entrare nella ricerca autentica del vero: immaginiamo un profeta in antropologia teologica? Il razionalismo-tecnicismo sta svuotando la società conducendola al crollo. La competenza specifica non è svilita ma arricchita in questa ricerca integrale e comune.
La questione del Messale stesso si può dunque leggere in modo sempre nuovo in Gesù in questa direzione. E la direzione di Cristo spiazza meri conservatori e meri novatori perché Lui è l’alfa e l’omega. Ci induce a tornare a Lui, al vangelo, sempre più profondamente. Come vediamo nel suo stesso leggere le Scritture.
“E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!” (Lc 5, 37-39). Significativamente questa parabola viene talora letta intendendo che siccome bisogna mettere il vino nuovo in otri nuovi nell’ultima frase Gesù mostra comprensione per chi fatica in questo rinnovamento essendo attaccato al vino vecchio. Ma Gesù non disprezza le cose davvero buone (χρηστός può forse indicare: il vecchio è quello buono). Lui è il vero vino vecchio e il vero vino nuovo. Nel vecchio di Gesù vi è l’infinito nuovo, il suo amore meraviglioso sempre da scoprire. Com’è diverso anche qui leggere con una logica astrattamente consequenziale o cercando di lasciarsi portare nel senso profondo della parabola.

La spiazzante eterogenesi dei fini

È drammatico e interessante constatare le conseguenze del razionalismo. Ormai giunge a ciò che era stato ampiamente previsto. Un pensiero unico, tecnicista, omologante. La gente è spogliata di tutto.  Ma è interessante anche rilevare gli stimoli che tale situazione può generare. Non restare chiusi nel proprio orticello ma aprirsi al libero sviluppo della propria identità e del solo allora autentico scambio con le altre. Aprirsi alla partecipazione pluralista. Si è quasi “costretti” all’autentica ricerca umana se non si vuole anche criticando il sistema finire per fare il suo gioco. Infatti come previsto da filosofi e scrittori vari il punto è che il vero dominatore oggi non sono i vertici dell’attuale establishment, la finanza e le big tech, ma il tecnicismo stesso. La vera, necessaria, rivoluzione è aprire davvero il cuore all’umano. I calcoli, le miopi difese, sono tecnicismi. Non animano la gente, restano discorsi tra quattro gatti. E ancora una volta potremmo dire che, in un modo o nell’altro, qui gatta ci covid.

Una nuova resistenza

Davvero tragicomico che i media del sistema si mostrino preoccupati dei pericoli della incontrollata partecipazione sui social della gente. Ma non è il sistema del pensiero omologato, tecnicista, che ci sta spogliando di tutto? E non dovrebbe essere la maturità delle persone a valutare le riflessioni che circolano? Anche in un fecondo e pluralistico scambio. Il sistema cerca di svuotare la autentica crescita delle persone e per di più le giudica immature se non dicono esattamente quello che vuole.

Una strada è quella di dare spazio ai media che consentono i liberi (per esempio consentendo fino a 5000 battute, lasciando inserire almeno un link) commenti agli articoli. E potendo scoprire che spesso sui media del sistema sono più interessanti le chiose che gli articoli stessi. I pezzi giornalistici potranno venire (e già oggi accade) scritti in modo da condizionare, preorientare, le glosse ma il criterio sarà comprendere che certe risposte non apparentemente in sintonia cercano solo di toccare la radice delle questioni. In un dialogo autentico e non prefabbricato. Si potrà anche scatenare una lotta per confondere, per esempio con molti falsi commenti. Ma quando si arriverà a quel punto ormai si sarà forse, per esempio, sviluppata una informazione alternativa, pluralistica.

Verrà stimolata una rete di citazione delle annotazioni non permesse… Nell’epoca della dittatura comunicativa bisogna sviluppare una nuova resistenza, comunicativa. I media che non consentono commenti già così testimoniano di voler imporre il loro pensiero.

Il cuore del Buon Pastore

https://drive.google.com/file/d/1gBSlnIU3yZkbgoWc5Xv1i6ADqr_ux6CU/view?usp=drivesdk

Le pantomime del sistema

Il libero dialogo è la via che stimolando il confronto favorisce ricerche vissute, partecipazione, superando l’omologante tecnicismo che sta svuotando e portando all’implosione la società. Oggi a causa del pensiero unico gli spunti più interessanti si trovano spesso nei blog personali, nei siti gestiti dal basso, nei commenti agli articoli. Bisogna profondamente capire questo. Ormai le voci libere e preparatissime bisogna scovarle così e per scovarle bisogna volerlo, non chiudendosi nel proprio miope orticello facendo il gioco del potere. Inoltre è fondamentale il contributo di ciascuno perché già con la sua stessa vita, esperienze, domande, difficoltà, può aiutare chi ha desiderio di ciò a comprendere meglio la situazione e le possibili vie di soluzione. Non per nulla l’apparato teme queste voci ma significativamente rileva che non sono soggette a controlli mostrando i propri veri intenti: non si vede che la formazione e l’informazione soggette all’asfissiante controllo di chi domina hanno spogliato la gente di tutto? Il vero riferimento sarebbe permettere la libera maturazione e partecipazione delle persone rendendole sempre più consapevoli e dunque pronte a riconoscere le veline del pensiero unico così come qualsiasi forma di immaturità. Oggi questa è la via principale. Siamo agli esordi di passaggi significativi: la storia li indica spesso prima di tutto con il graduale calare del prestigio della classe dominante di cui si smascherano sempre più diffusamente le vuote pantomime. Per cui fare parte del sistema, di vario potere, culturale, informativo, diviene un titolo di demerito. Ecco nel breve testo seguente un altro insegnamento della storia: https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Il potere, il consenso, i valori

Nella storia sembra di poter non di rado riscontrare una certa consapevolezza dei potenti di turno che il governo non si può facilmente basare a lungo sulla mera forza. Sono necessari un qualche consenso e motivazioni, valori morali. Per esempio in epoche passate la fede cristiana, pur con i limiti nei quali veniva generalmente compresa, poteva costituire un collante. In seguito le molte critiche dovute anche a questi limiti aspiravano ad un rinnovamento comunque al fondo con valori morali ed in definitiva di derivazione cristiana.

Il crollo delle ideologie e il troppo lento rinnovamento della fede cristiana hanno lasciato un vuoto nei quali emergono sempre più chiaramente le fasulle strutturazioni della cultura di fondo di questa epoca: il razionalismo e le sue appendici, lo spiritualismo e il mero vitalismo, pragmatismo. Se infatti dell’uomo si privilegia una astratta, al fine inesistente ragione, restano fuori un’anima variamente disincarnata e gli aspetti emozionali-concreti della vita quotidiana.

Il crollo dell’Unione Sovietica ha dunque sancito la fine delle ideologie e anche di un potere comunque di contrasto al capitalismo. Certo tale implosione è stata dovuta per molti versi proprio agli sviluppi della tecnologia.

Ora i potenti del momento, la finanza e le big di internet, cercano il collante morale in un solidarismo omologato e omologante. Ma tale intellettualistica, tecnica, pseudo religione non è sentita dalla gente, è troppo artefatta. I poteri attuali vogliono rendere le persone meri individui consumatori persi in una massa anonima e colorare ciò di una patina filantropica.

Ma ormai molte persone non accettano più le imposizioni di una pure più sentita fede, figuriamoci quelle di questo falso solidarismo. I poteri attuali dunque finiscono per dipendere da un consenso e da valori morali che di fatto proprio tali poteri stessi stanno spegnendo. L’implosione può essere sempre più vicina. Si deve stimolare la libera, ora tendenzialmente serena, non moralistica e partecipata ricerca umana: fin dalla scuola, identità e scambio tra di esse. Vie di superamento dei sopra citati astratti riduzionismi del razionalismo.

E ci si deve muovere dal basso perché gli apparati al servizio dei dominatori possono essere condizionati dalla mentalità diffusa in tali ambienti o dal bisogno di lavorare. Certo però anche nel sistema si possono dare margini di libertà e anche a questi, alla sincerità del cuore di ciascuno, ci si può appellare.

L’inganno decisivo nella storia

Il punto drammatico è che il tecnicismo, il funzionamento e via dicendo sono soluzioni spesso proposte anche da chi vorrebbe sinceramente innovare. Ma così l’uomo diventa sempre più un pupazzo manovrato dai potenti, la società si svuota e finisce per crollare. La perenne illusione della storia è dimostrata dall’implodere dall’interno, per spegnimento, di ciò che l’animava davvero e che finiva per essere scambiato come mera capacità funzionale. Per leggere il futuro veramente è fondamentale ben leggere anche il passato. https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-per-la-vita-di-tutti/

La via che scioglie i nodi

Il tema dell’adeguato incontro tra la teoria e la pratica è sorprendentemente semplice perché sblocca in realtà tutti i percorsi, il dialogo, la vita di ciascuno. Non vi è mai stato nella cultura, nelle religioni, nella politica, sempre in varia misura sbilanciati su un polo. Nuova esistenza perché ognuno si sente capito e aiutato ad accogliere sé stesso sulla propria graduale, personalissima, ben al di là degli schemi, strada verso la vera vita.  Dunque nuova spiritualità e nuova psicologia, non separate o giustapposte come un fare l’una e un funzionare l’altra. Uno stimolo a cercare con fiducia i valori autentici. Nuova scienza, superando la crisi attuale. Infatti la scienza della logica astratta, a tavolino, scopre in ogni campo di non entrare in contatto con la vita concreta, specifica. Ma passando alla vita reale tralasciando i riferimenti si confonde dal lato opposto, troppo tecnicista. Non entra nel mistero. Necessita una via di adeguato incontro tra teoria e pratica, tra identità e scambio. Vedere un solo lato chiude al dialogo autentico, svuota, porta la società spogliata di tutto alle dittature invece che alla libera maturazione di ciascuno e alla partecipazione.

Una chiave per la vita di tutti

Perché il dialogo talora è difficile, si apprende poco gli uni dagli altri? Bisogna cercare il bandolo della matassa. Magari dovrà trattarsi di una maturazione nella storia, forse con molte sofferenze. Chi può apra il cuore a cercare il bandolo della matassa, si faccia aiutare da chiunque perché i segreti più profondi spesso li conoscono i piccoli. E non sono concetti ma sapienze del cuore, che si trasmettono meglio nella condivisione specifica, dal vivo. Dunque, almeno nei modi e nei tempi adeguati fin dalla scuola, identità e incontro, non solo uno dei due.

A questo link https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-sorprendentemente-semplice-ma-solo-dono-della-grazia/ una pista che apre orizzonti a tutto campo, spiritualità, morale, scienza, psicologia, pastorale, vita concreta… Infatti si tratta di un nucleo fecondo che può rinnovare la vita e la filosofia di chiunque sul proprio personalissimo percorso.

Tutta la storia, anche delle religioni e delle culture, oscilla tra i due poli ivi menzionati (teoria e pratica, cielo e terra…) perché non trova una via adeguata di incontro.

In tutti i secoli si sono scissi i valori e l’umano, il cielo e la terra… È la storia della mentalità, che oscilla tra Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, oriente e occidente… Una frattura drammaticamente accentuata al tempo di Galileo, come si osserva nel testo citato. Siamo dunque al germogliare di un punto di svolta che può sbloccare la drammatica china tecnicista (l’uomo scisso cerca di funzionare più che di trovare sé stesso) che sta conducendo la società al crollo.

Una via che aiuta con delicatezza ciascuno ad aprire gradualmente il cuore sul proprio personalissimo, ben al di là degli schemi, cammino. La nostra umanità matura senza venire calpestata, nevrotizzata… Respira libertà a pieni polmoni. Allora non un’anima disincarnata ma tutta la nostra umanità viene portata nel mistero dell’esistenza e vede ogni cosa in modo sempre nuovo.

Il cuore aperto alla vita che viene come una colomba, delicatamente. Liberazione da false strutturazioni, sensi di colpa, risposte meccaniche, cervellotismi, inutili sbrachi… Orientati verso i valori autentici.

Il moralismo educa a salvarsi da soli dovendo ottemperare ad astrazioni. Il dono che libera è la fiducia nella vita che, accolta con semplicità, viene gradualmente sempre più e fa maturare verso un sempre più profondo benessere. Cercare di vivere tendenzialmente né di meno né di più, ma il seme realmente ricevuto in dono, lasciandolo così crescere. Se la vita mi fa maturare partendo da piccoli sinceri gesti d’amore ogni tanto anche quello è un dono meraviglioso, delicato, il granello di senapa che diventerà il più grande di tutti gli alberi. Tendenziale crescita graduale e piena di buonsenso verso i valori sempre più autentici.

Dal fare il bravo al cuore gradualmente aperto con delicatezza, ben al di là degli schemi, dall’amore. Dal moralismo alla fiducia nel maturare della vita.

Una sempre più profonda, semplice, consapevolezza del cuore nella luce serena, che fa leggere, nella vita condivisa, anche nell’umanità degli altri. Potendo aiutare a sciogliere nodi, aprire strade. Una maturazione libera di ogni specifica persona che rinnova anche la società svuotata, spogliata di tutto, manipolata, dal tecnicismo.

Come diffondere queste piste? Una via decisiva consiste nell’uscire dalla violenza omologante della formazione scolastica decisa dallo stato e restituire ad ognuno la libera scelta effettiva di poter venire formato anche a scuola alla luce di ciò in cui crede e nello scambio con le altre identità. Liberati dal falso e svuotante oggettivismo razionalista e stimolati dalla propria ricerca e da quella altrui al cercare vissutamente le risposte autentiche. Fuori di ciò la persona e anche la democrazia sono a grave rischio spegnimento e manipolazione.

Il crollo del tecnicismo e il germogliare della grazia divina e umana

A questo link https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-sorprendentemente-semplice-ma-solo-dono-della-grazia/ una pista che apre orizzonti a tutto campo, spiritualità, morale, scienza, psicologia, pastorale, vita concreta… Infatti si tratta di un nucleo fecondo che può rinnovare la vita e la filosofia di chiunque sul proprio personalissimo percorso.

Tutta la storia, anche delle religioni e delle culture, oscilla tra i due poli ivi citati (teoria e pratica, cielo e terra…) perché non trova, al fondo in Gesù Dio e uomo, una via adeguata di incontro.

In tutti i secoli si sono scissi i valori e l’umano, il cielo e la terra… È la storia della mentalità, che oscilla tra Platone e Aristotele, Agostino e Tommaso, oriente e occidente… Una frattura drammaticamente accentuata al tempo di Galileo, come si osserva nel testo citato. Siamo dunque al germogliare di un punto di svolta che può sbloccare la drammatica china tecnicista (l’uomo scisso cerca di funzionare più che di trovare sé stesso) che sta conducendo la società al crollo.

Gesù Dio e uomo aiuta con delicatezza ciascuno, anche un ateo, ad aprire gradualmente il cuore sul proprio personalissimo, ben al di là degli schemi, cammino. La nostra umanità matura senza venire calpestata, nevrotizzata… Respira libertà a pieni polmoni. Allora non un’anima disincarnata ma tutta la nostra umanità viene portata nel mistero e vede ogni cosa in modo sempre nuovo.

Il cuore aperto per grazia ad una luce che scende come una colomba, delicatamente. Liberazione da false strutturazioni, sensi di colpa, risposte meccaniche, cervellotismi, inutili sbrachi… orientamento verso i valori autentici.

Il moralismo educa pure il cristiano a salvarsi da solo dovendo ottemperare ad astrazioni. Il dono che libera è la fiducia nella grazia (nella vita, per un non credente) che, accolta con semplicità, viene gradualmente sempre più e fa maturare verso la pienezza. Cercare di vivere tendenzialmente né di meno né di più, ma il seme realmente ricevuto in dono, lasciandolo così crescere. Se lo Spirito mi fa maturare partendo da una sola Ave Maria, da una breve invocazione, al mese, da qualche sincero gesto d’amore, anche quello è un dono meraviglioso, delicato, il granello di senapa che diventerà il più grande di tutti gli alberi.

Dal fare il bravo al cuore gradualmente aperto con delicatezza, ben al di là degli schemi, dall’amore (di Dio). Dal moralismo alla fede, alla fiducia.

Il mio giogo è soave e il mio peso leggero. L’umanità della persona che (nella grazia divina e umana di Gesù, crede il cristiano) si fa via per riconoscere l’autentica vita (il Suo Spirito). “Ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio” (1 Gv 4, 2). Da questo, dice Giovanni nella sua prima lettera, potete riconoscere lo Spirito di Dio. Una sempre più profonda, semplice, consapevolezza del cuore nella luce (Luce, per il cristiano) serena, che fa leggere, nella vita condivisa, anche nell’umanità degli altri. Potendo aiutare a sciogliere nodi, aprire strade. Una maturazione libera di ogni specifica persona che rinnova anche la società svuotata, spogliata di tutto, manipolata, dal tecnicismo.

Il paradosso dell’automanipolazione

Come mai nel panorama attuale rileviamo in modo non di rado marcato il prevalere del bianco o nero? Molto dipende dalla geopolitica, dalla sviluppo della storia dei poli d’influenza, che restano Usa e Russia con il continuo spesso forse dissimulato e pericolosissimo avanzare della Cina. Un contesto nel quale la finanza e i potenti di internet hanno via via, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, avuto campo libero al loro espandersi incontrollato. Si è andato sviluppando in questa stessa storia un ramificato apparato che supporta tali poteri ed in Europa ha conquistato spazi immensi con l’avvento dell’euro e la conseguente cessione della sovranità monetaria da parte di molti stati del nostro continente.

In tale percorso, crollate le vecchie ideologie dopo un periodo di vuoto di senso la mera ragione astratta è pervenuta ad un solidarismo tecnico, spersonalizzante, privo di umane ricerche vitali, anche in confronto tra di loro. I razionalisti delle ideologie di giustizia e anche di una fede spesso del mero fare hanno, forse da parte di non pochi sinceramente, abbracciato come logici questi sviluppi. Senza percepire che una solidarietà senza, fin dalla scuola, libera ricerca della identità e solo allora dell’autentico scambio è appunto un’astrazione che finisce per spegnere le persone rendendole meri individui consumatori persi in una massa anonima.

Ma è la stessa ragione astratta, insieme alla particolare geopolitica del momento, che ha favorito lo svilupparsi non di una variegata opposizione a tutto ciò ma di un identitarismo chiuso in sé, nelle proprie logiche altrettanto a tavolino. In fondo un contrastarsi di opposti schematismi che finiscono per spalleggiarsi nell’intellettualismo e nelle sue derivazioni, come il pragmatismo. Lasciando la gente spogliata di tutto, manipolata, indotta appunto al fanatismo dell’aut aut. Un chiudersi in codici prefabbricati che rende il dialogo difficile.

L’opposizione della Russia non è la stessa di quella dell’Unione Sovietica. Al globalismo meccanicista del sistema si oppongono poteri che da tali interessi si sentono penalizzati, economie non del virtuale che reclamano il potere per le singole nazioni. Riallacciandosi all’identitarismo di cui sopra.

In una tale situazione la gente rischia di venire manipolata, fanatizzata o, più spesso, semplicemente spenta. I menzionati tre principali potentati geopolitici e quelli del virtuale hanno un obiettivo in comune, lo svuotamento della gente. Ma paradossalmente proprio da qui, dalla necessità di andare oltre il crollo di tutto, drammaticamente sembra possano scaturire, se qualcuno sopravviverà, persone, culture e società rinnovate.

Culture, economie, a misura d’uomo, delle specifiche persone. Identità liberamente cercate, scambio, partecipazione. Un passare dalla ragione astratta e dal vario dominio della tecnica all’autentica democrazia che favorisce la maturazione delle persone. Si tratta di semi che già qua e là vanno cadendo nel terreno ma in modo così sparuto dall’indurre a chiedersi, come detto, se non dovrà essere un crollo sociale a stimolare un più diffuso cambiamento. Perché Maria ha detto che “alla fine” il suo cuore immacolato trionferà?

Il Magnificat, le nozze di Cana e questo nostro tempo

Il pensiero unico è oggi così onnipervasivamente al servizio del sistema, il razionalismo è così svuotante, che oggi anche persone colte e di buone intenzioni, per esempio tra i cristiani o gli ex marxisti, non si avvedono (o fingono?) di tutto ciò.

Lo sfacelo della gente spogliata di tutto e talora raggirata al punto di fidarsi di chi la massacra ricorda certe drammatiche prove subite dal popolo di Israele e narrate nella Bibbia. In mezzo a oscurità di ogni genere Dio porta avanti il suo disegno di vita e di salvezza per ciascuno.

Il magnificat ci trasmette che la storia la conduce Dio verso la rivelazione sempre più piena del suo amore, con l’aiuto di ogni persona di buona volontà, spesso “piccoli” che mai verranno lodati, menzionati, da qualcuno. Il cuore di Maria canta la vicinanza, l’attenzione, di Dio a ciascuno, alle sue speranze, ai suoi dolori, ai suoi bisogni.

Vi si legge tra le righe il segreto delle nozze di Cana: Maria è mamma che si avvede delle necessità dei suoi figli ed anima ogni persona di buona volontà ad accogliere la luce che le viene donata contribuendo a cambiare misteriosamente le sorti profonde di tante persone e della storia. Tanti sentono incoraggiata la loro fiducia in Gesù, sostenuto in mille modi il loro cammino.

La beffarda eterogenesi dei fini

I media del sistema che pare teleguidato dalla finanza e dai potenti del web usano tutti i mezzi per distogliere dai governi al loro servizio sospetti negli atteggiamenti circa il covid. Complottismo è una delle parole usate in questo senso. In effetti colpisce come proprio ai dominatori in questione pare convenire il virus. Mai che qualcosa vada a vantaggio invece della gente, delle identità e dell’allora autentico scambio. Comunque il punto da cui non bisogna lasciarsi in vario modo distogliere è che in tale contingenza è bene che il potere vada ai reali rappresentanti di tutti quelli che dal covid vengono massacrati.
Sarà possibile arrivare ad oneste elezioni? O si tratterà al più di elezioni farsa via telematica? Il potere ha ormai aggirato completamente la democrazia? Bisogna diffondere la consapevolezza di questa drammatica spoliazione di tutto che avviene addormentando le menti. Questa è la conseguenza ultima di una cultura che svuota di ogni vissuta ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Ma proprio questi tragici risultati potranno risvegliare il bisogno di autentica umanità. Ridare alla gente, alla specifica persona, il suo legittimo diritto di scegliere fin dalla scuola la propria formazione per giungere dunque ad una libera partecipazione nell’informazione. Ridare alla gente il vero potere odierno di cui essa è l’unica legittima detentrice: la formazione e l’informazione.

Domande a Magister

Nell’articolo http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/12/21/due-papi-due-agende-per-benedetto-la-priorita-e-dio-per-francesco-l’uomo/ viene toccato il punto decisivo che sta alla radice di ogni crisi attuale, anche la più concreta. Specie dal tempo di Galileo si è sempre più teso a confinare la fede e la coscienza nell’ambito di un’anima disincarnata sottoponendo ogni altra problematica al vaglio di un’astratta ragione. Lasciando dunque ulteriormente fuori anche il resto dell’umano, già poco considerato dalla spiritualità di allora, con forti venature platoniche.

Sperimentiamo nei secoli le tragiche conseguenze del sottile prevalere di questi schematismi che tendono a spogliare ogni uomo di una viva, libera, ricerca umana e di un solo allora autentico scambio. Di una più diffusa e consapevole partecipazione.

Persino nella Chiesa si trovano ancora oggi accaniti difensori del razionalismo. Si può persino ritenere che il credere sia in parte questione di fede e in parte di ragione. Se nella propria coscienza si avverte un sì alla domanda se si crede in Dio quella è la fede. “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli” (Mt 16, 17).

Certo tutta la propria umanità tendenzialmente si ritrova sempre più su questa scia e anzi, illuminata dalla grazia divina e umana di Gesù, si fa via anch’essa di discernimento dell’autentico Spirito di Cristo, che non viene a calpestare l’uomo ma a far fiorire gradualmente e serenamente, ben al di là degli schemi, la sua persona integrale.

Dunque il dono della grazia divina e umana e la via della persona umana. La coscienza spirituale e psicofisica nella Luce serena, a misura. Ridurre la via ad un’astratta ragione finisce come detto per scindere quest’ultima dalla coscienza e dal resto emozionale pratico del soggetto. Al punto che lo Spirito che illumina il cuore può venire considerato mero sentimento.

Una tale inesistente ragione può dunque tendere ad autonomizzarsi. La maturazione umana diventa preda di risposte schematiche, la varia scienza si separa da una autentica crescita integrale e diviene falsamente neutra. L’uomo concreto privo di adeguati, non astratti, riferimenti può tendere al pragmatismo.

In una tale cultura persino nella Chiesa si oscilla dunque tra quell’anima disincarnata che delega con sospetto tante conoscenze concrete ad una fasulla scienza; un razionalismo della dottrina da comprendere con il cervello e da applicare in modo variamente meccanico con la volontà; ed un pragmatismo che rifuggendo da tali astrazioni si tuffa nella vita pratica gettando per non pochi aspetti via il bambino dei riferimenti con l’acqua sporca dei moralismi.

Il riferimento della vuota, astratta, ragione, della mera tecnica, sta dunque conducendo l’umanità spogliata di tutto al crollo, sotto l’egida dei dominatori del tecnicismo del tempo, oggi la finanza e i potenti di internet. Il drammatico prevalere di questa struttura mentale chiusa in sé, scissa dal resto dell’umano, finisce per condizionare inconsapevolmente persino certi pastori nella Chiesa, persino ex propugnatori del marxismo e della giustizia sociale, mettendoli sulla scia di tale falsa, omologata, tecnica, umanità.

Nella Chiesa pastori possono combattere tra loro per difendere i succitati frammenti di umano. Un dialogo spesso impossibile a partire da tali chiusi riduttivismi e che finisce così nel dibattito pubblico ecclesiale per far prevalere il partito del papa del momento. Forse la gente può venire paradossalmente aiutata dall’alternarsi secco di tali orientamenti perché i pastori sono costretti a sentir parlare solo di uno essi e dunque a prenderli in considerazione. Così i fedeli possono venire involontariamente orientati a fare una semplice sintesi, a trovare nella vita concreta un oltre che prenda il buono di essi.

Una spiritualità (dall’anima disincarnata) in cammino graduale, sereno, a misura (dal pragmatismo), grazie e verso i riferimenti sostanzialmente immutabili della fede (dal razionalismo, dottrinarismo).

Nello sfacelo di questa distruzione brilla il germe di una vita nuova. Ancora una volta non sono i dottoroni e i notabili del tempo a rinnovare ma i piccoli del vangelo. Tornare all’uomo semplice nella Luce ora tendenzialmente, per grazia, meglio intuita serena, a misura della specifica persona. Libera formazione nella identità ricercata ed autentico scambio. Vissute vie di graduale uscita dall’astrattismo che sta uccidendo l’uomo.

Maria e la storia della salvezza

La professione di fede di Maria, il Magnificat, canta l’opera di Dio nella storia della salvezza. Tutta nella misericordia, essa disperde i pensieri di coloro che appaiono sopra agli altri (= testo greco originale, che smaschera i sistemi di potere, porta oltre le apparenze e via dicendo), rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, ricolma di beni gli affamati, rimanda i ricchi a mani vuote. Soccorre Israele, la Chiesa, sua serva, ricordandosi della sua misericordia come aveva promesso.

Dio semina dunque oltre le verità parziali, dove non del tutto errate, dei potenti, i silenziamenti dei poveri, perché la sua grazia sempre nuova si diffonde per le vie che Lui sa, ben oltre i piani di chicchessia, secondo la sua sapienza e conduce verso la verità tutta intera. Questa è la nostra gioia, la nostra fiducia, la nostra speranza.

La premonizione del prestigio calante

La vecchia rivoluzione e quella sempre nuova

Una radice della crisi attuale sta, come osservato per esempio da diversi filosofi e scrittori, nel razionalismo che svuota, omologa, le persone in un percorso consequenziale che è passato tra l’altro, come se nulla fosse, dalle grandi ideologie rivoluzionarie al dominio della finanza e dei potenti di internet sotto l’ombra di un astratto civismo, solidarismo, che spoglia di ogni libera ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Su queste scie ogni valore viene manipolato ai fini del potere: il femminismo per esempio può divenire scusa per cooptare persone ad hoc nel sistema. Certo anche con tali rischi vi sono molti validi motivi per dare più spazio alle donne. Ma la vera liberazione della donna non può prescindere dalla vera liberazione di ciascuno.

I tanti fantocci del sistema possono essere guidati dai propri interessi di prestigio e di guadagno o, forse in una gran quantità di casi dal bisogno di lavorare ma anche possono essere essi stessi tra gli inebetiti frutti dell’intellettualismo. La tecnica alfine domina poi gli stessi burattinai della finanza e di internet di cui sopra. Essi portano al crollo la società di cui fanno parte anche i loro figli.

Bisogna tornare all’uomo e all’uomo non si potrà tornare coi programmi alla fine intellettualoidi, perché troppo soggettivi, di qualcuno. La via mi pare la partecipazione di tutti perché lì, nella ricerca personale e nella condivisione, si supera l’intellettualismo e si matura nella vita concreta. Dunque non un intellettualistico programma comune –  stabilito da chi? – Ma proprio la libera ricerca e il dialogo tra tutti, nella più grande diversità degli orientamenti e nel desiderio comune, questo sì, di liberazione da tutti quelli che vogliono pensare il bene degli altri al posto degli altri stessi. Ecco le astrazioni, lo svuotamento, la dittatura, la riduzione a contrapposizioni tra bianco e nero, senza le mille sfumature della vita, la manipolazione, il fanatismo.

Solo la più varia partecipazione di base potrà suscitare una rinascita personale e sociale che non sia una nuova illusoria ideologia. Da questo fermento potranno uscire di volta in volta guide che siano in mezzo alla gente e non fasulle avanguardie nelle loro torri d’avorio. Le pseudoelites vecchie e nuove hanno alcune caratteristiche distintive che segnano già un destino: ascoltano poco, vogliono primeggiare, si credono chissà chi. Sono ancora una volta frutti dell’ubris, della stolta superbia, alla fine astratta, intellettualista.

Vediamo per esempio che al tempo di Gesù la rivoluzione non la fecero le élites del tempo, farisei, sadducei, scribi, né prima di tutto (certo ogni cosa concorre in ciò in cui è buona) le aspiranti nuove élites come gli zeloti o gli esseni ma i piccoli del vangelo, la gente che cercava di accogliere con cuore semplice la luce che gli veniva donata. «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!» (Lc 17, 21).

Sembra impossibile che non vi sia anche nei passaggi di cambiamento sociale qualcuno che si ritiene di un altro pianeta e meritevole di guidare gli altri. È l’inizio della logica del potere che in varia misura si contrappone a quella della ricerca del vero. Che vi sia nella società chi governa è addirittura indispensabile. La questione dunque non è evitare questo ma favorire il più possibile la libera formazione e la libera informazione, ossia l’autentica partecipazione di ciascuno. Sembra appunto davvero difficile che non vi sia anche nella rivoluzione chi vuole prevalere invece di cercare prima di tutto la condivisione. Forse però il cammino dell’uomo ha portato ormai molti a conoscere la fine delle verità che camminano sulle gambe dei più forti. Si finisce per passare da un padrone all’altro. Il vero necessarissimo rinnovamento può risiedere nella consapevolezza che se non si favorisce il più possibile libera formazione e informazione, la partecipazione, l’umanità rischia di venire oggi annullata dalla onnipervasività della tecnica. Libertà per ciascuno di venire formato fin dalla scuola alla luce della identità ricercata e nello scambio con gli altri e di qui più autentica possibilità di partecipazione. Sempre vi sarà chi si vuole imporre, magari appunto come salvatore degli altri. La storia insegna e insegnerà sempre più che bisogna cercare di favorire la libera maturazione e partecipazione di ogni persona. Cercando dunque le vie per attenuare il predominio di alcuni sugli altri. Consci di questa continua ambivalenza e del continuo rischio di trasformare anche le vie migliori in occasioni di prevaricazione.

Ma sembra di essere giunti ad una situazione in cui o la tecnica, con i suoi potenti mezzi, favorisce la libera maturazione di ciascuno o le persone diverranno appendici dei robot. In un singolare ma anche drammatico, perché tendente al crollo, rovesciamento di prospettive. La domanda è dunque radicale: vi è la possibilità di porre la tecnica sotto il controllo della democrazia o la tecnica stessa porta al dominio di alcuni che altrimenti sarebbero scalzati da altri, dunque di fatto ognuno essendo soggetto ad essa?  La libera formazione e informazione di cui sopra può stimolare l’uscita dal razionalismo e dunque una plurale ricerca del vero, integrale, benessere umano. Si potrà giungere a percorrere queste vie di fondo in modo sufficientemente autentico? Si potrà per esse porre un certo argine allo strapotere della tecnica, degli apparati? Si verrà costretti a muoversi in tale direzione dopo il crollo dello svuotamento totale, se qualcuno sopravviverà?

In un tale contesto la Chiesa può trovare ostacoli previ ad un’autentica sinodalità nei limiti sociali alla crescita delle persone. Potrà essa comunque aprirsi con prudenza ed equilibrio ad una più viva e libera partecipazione? Potrà non venire pesantemente condizionata dalla formazione e dall’informazione a senso unico? Intanto va osservato che urge per esempio uscire dal doppiopettismo delle apparenze che espone ancora maggiormente ai ricatti del potere. Gli apostoli non hanno puntato su un loro impeccabile curriculum, che come ben si sa non avevano (vedi san Matteo, san Paolo e anche tutti gli altri) ma proprio al contrario sull’opera di Gesù. Le vie sopra descritte stimolano l’uscita dall’intellettualismo, dalle sue astrazioni, dai suoi formalismi. Le scritture, si pensi a quella sintesi dell’Antico e del Nuovo Testamento che può ritenersi il Magnificat, rivelano e mostrano che Dio conduce la storia profonda, oltre ogni ostacolo, con la collaborazione dei piccoli. E quando la scintilla della viva ricerca del vero, della libertà, si accende nelle persone può essere molto potente.

I punti profondi della crisi attuale

Intervista di Byoblu a d. Giampaolo Centofanti

https://www.byoblu.com/2020/12/13/a-scuola-si-insegna-il-civismo-omologato-e-cosi-muore-la-democrazia-don-giampaolo-centofanti/

Gesu’ e la politica

La democrazia aggirata, raggirata

Gesu’ e la cultura

Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13, 47-52).

Gesù non ha scritto perché non teorizza ma si manifesta dal vivo, in modo specifico per le specifiche persone. Ma non ha disprezzato la cultura. Tutta la sua vita è intrisa delle Scritture, meditate in modo profondamente libero e innovativo. Il titolo con cui preferisce chiamarsi è Figlio dell’uomo. La persona di cultura per Lui non è un dotto a tavolino, una persona dagli astratti ragionamenti ma colui che matura nella Sua sequela, su tale via anche cogliendo i doni validi della cultura e di ogni cosa. Dunque il centro è sempre una crescita, un discernimento, dal vivo, nelle situazioni specifiche.

Non per nulla Gesù non ha mai parlato di fede e ragione ma ha vissuto Lui per primo una maturazione del cuore nella Luce che scende serena, come una colomba. La Parola non è un concetto da comprendere con il cervello e mettere in pratica con la volontà ma è un seme che cresce facendo maturare ciascuno sul proprio graduale, personalissimo, cammino. Gesù annuncia alle folle, ma anche qui parlando alle situazioni specifiche, le verità fondamentali; poi accompagna il cammino particolare delle singole persone. Insomma Egli è il seminatore che semina il seme e cura la sua crescita. Non giunge a sistematizzare tutta una cultura.

Su questa scia io mi sento chiamato a vivere la pastorale dal vivo, come Gesù. Alle persone che accompagno nella crescita suggerisco di non leggere i miei scritti, che inevitabilmente potrebbero giungere in modo variamente astratto. Quando si studia bisogna capire che si tocca un altro piano rispetto alla pastorale, alla propria vita, maturazione, concreta e che in certi casi si può fare confusione tra tali diversi ambiti. Da un altro lato scrivo perché la cultura tocca la ricerca umana integrale ed influenza poi in mille modi la vita delle persone e dunque va sempre profondamente rinnovata in Cristo. Vi sono così due piani: quello dal vivo, nei suoi vari aspetti, tra cui l’annuncio, il dialogo, con la gente, quello comunitario e quello personalizzato; e quello degli studi, che implicano la formazione alla luce della identità ricercata e lo scambio con le altre culture e con persone di quelle culture. I due piani al tempo della scuola, dell’università, si rimandano, si dovrebbero rimandare, l’uno all’altro. Per esempio una cultura intellettualista non stimola, almeno non così tanto, tale interazione.

Poi il rimando si può variamente trasformare ma certo in una società che aiuti sulle scie sopra citate la maturazione della gente vi sarebbe una partecipazione che in vario modo lo stimolerebbe.

Quanto lungo dunque è il cammino anche della Chiesa per imparare a prendere sempre più profondamente Gesù come riferimento in ogni cosa. Maria ha detto a Fatima che alla fine il suo cuore immacolato trionferà. Quasi come se anche nella Chiesa si debbano sperimentare a lungo le conseguenze della più o meno consapevole ubris della ragione astratta che sta conducendo l’umanità al crollo.

Il discernere concreto di Gesu’ e la psicologia

Il segno della profezia

Morte e risurrezione della profezia

Una dittatura da studiare

La ricerca del vero e la geopolitica

Alla ricerca del discernimento: preghiera e discernimento

https://drive.google.com/file/d/1QD77wdotQEmmAqHebJvkV9qEbSFYVDXw/view?usp=drivesdk

Poesia per Maradona

Il potere oggi

Un sito per dialogare liberamente tra cristiani

Sinodalità

https://cercogesu.altervista.org/

 

La cultura del cui prodest

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’ (2)

https://drive.google.com/file/d/1M1KMAjSTrXNdvunUtLkycXL54NpWpCzK/view?usp=drivesdk

Troppo notte per essere vista

Gli aiuti chiave della vita

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’

https://drive.google.com/file/d/1H9_ouJvPQqQ9d84E2H-CkmA5H777OV1k/view?usp=drivesdk

Dalla carta della ragione astratta alla vita della persona viva

Un salto di qualita’ epocale ai primissimi albori

Ambiguita’ e manipolazione, cifre della nuova dittatura

Alla ricerca del discernimento: cercare le autentiche vie della crescita personale, comunitaria, civile

https://drive.google.com/file/d/1BrpZR87ExIulLlAvpASiLEZW24ZICwRj/view?usp=drivesdk

Un racconto breve: Habemus papam

La sequela di Gesu’ e il perfezionismo

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”.
Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte» (Lc 5, 1-10).

Gesù fa, con discrezione, di tutto per aprirci alla vita. Egli ci orienta ad una continua conversione ad un graduale rinnovamento di tutta la nostra umanità. Non è un programma efficientista, un dover funzionare sempre meglio ma la sempre nuova grazia in noi che ci porta con amorevole sapienza in una vita nuova. Forse pur crescendo in tante cose resteremo a lungo con alcuni limiti e difetti ma anche la nostra debolezza può essere parte del meraviglioso disegno di Dio per noi. Dunque il cammino di ciascuno va accompagnato cercando lo sguardo di Dio, la sua delicatezza e non in uno schematico perfezionismo.

La ricerca del vero e il potere

Una nuova spiritualita’, una nuova filosofia, una nuova psicologia

Alla ricerca del discernimento: ripiegamento egocentrato o fiducia dalla fede

https://drive.google.com/file/d/16He213YI7jAmHWl2iaLrsIsf4rIFmE3D/view?usp=drivesdk

Il nuovo volto della rivoluzione

Uscita di sicurezza

Alla ricerca del discernimento: il padre spirituale

https://drive.google.com/file/d/172C9Opre8Ywo__wbdsZ2E8zyFkG5Qw5M/view?usp=drivesdk

Il padre spirituale e la fede

La religione nei limiti della sola ragione

Il moralismo e la fede

Alla ricerca del discernimento: dal moralismo di Babele alla grazia divina e umana di Gesù

https://drive.google.com/file/d/1JjgCIaSEotZsM4gJR4XxuvBVdgjg0H6S/view?usp=drivesdk

Potere a chi il covid non conviene

Programmati per il crollo

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (3)

https://drive.google.com/file/d/1FiGOjXGTmv0o7Z8KAitDl4CiIgUf6MMK/view?usp=drivesdk

Antidoti al drammatico incombere della dittatura

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (2)

https://drive.google.com/file/d/1CWv9NZfRLVIrFpJNtbUtOabh77vnVcVB/view?usp=drivesdk

Alzatevi, andiamo (Gv 14, 31)

Heidegger, un paradosso attuale?

Paradossi di una carente sinodalità

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale

https://drive.google.com/file/d/1927LcQqW3zLqsk7V03FVWMm6F7Bf6UJc/view?usp=drivesdk

La chiave dell’ascolto della fede

Alla ricerca del discernimento: dal fare al fiducioso abbandono

https://drive.google.com/file/d/16226X0wAtUiQElrCBUXcnZZtj6byvPr0/view?usp=drivesdk

Spiritualità, cultura, politica: il problema di fondo

La professione di fede di Gesù: il Padre nostro

La situazione di fondo

 

Leggere nel proprio cuore e in quello degli altri

Le risposte spirituali e umane, anche psicologiche, di cui ciascuno ha bisogno

Trovare noi stessi, anche psicologicamente, partendo dal cuore nella Luce serena

Alla ricerca del discernimento, di d Giampaolo Centofanti su radio popolo della famiglia

Ogni martedì alle 13,30 su http://www.pdfradio.it

Repliche: giovedì alle 12.25, venerdì alle 11, sabato alle 15.30

 

Alla ricerca del discernimento: portati nella nuova creazione

Alla ricerca del discernimento: il sacramento della riconciliazione

Alla ricerca del discernimento: spunti sulla coppia e la famiglia

Alla ricerca del discernimento: dal fare al fiducioso abbandono

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (2)

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nella pastorale (3)

Alla ricerca del discernimento: dal moralismo di Babele alla grazia divina e umana di Gesù

Alla ricerca del discernimento: il padre spirituale

Alla ricerca del discernimento: ripiegamento egocentrato o fiducia dalla fede

Alla ricerca del discernimento: cercare le autentiche vie della crescita personale, comunitaria, civile

 

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’

 

Alla ricerca del discernimento: il discernimento nelle difficolta’ (2)

 

Alla ricerca del discernimento: preghiera e discernimento

Alla ricerca del discernimento: spunti sulla coppia e la famiglia

 

(Precisazione: in questo intervento ad un certo punto affermo  che può aiutare se sia il fidanzato che la fidanzata desiderano vivere un cammino di fede cristiana. Ma il matrimonio cristiano può venire scelto anche per la fede di uno solo dei futuri coniugi. Se Dio vuole una tale coppia Lui ne sa ben più di noi).

https://drive.google.com/file/d/13PvoUVpcmzTMwAzrOE29_t53_bTEiQVo/view?usp=drivesdk

Centralità delle pie donne sotto la croce e nell’annuncio della risurrezione

Video: Nodi che si sciolgono, strade che si aprono

Le nostre ferite spirituali, psicologiche, vengono da un amore non ricevuto o dai limiti di questo amore rigidità, cupezze, cerebralismi, meccanicismi, inutili lassismi… Quando si manifesta l’amore autentico, sereno, a misura, di Dio la persona rinasce, spiritualmente e umanamente, psicologicamente.

https://www.youtube.com/channel/UChTNif0aOs7lN9gbY9Ja8zw

 

Alla ricerca del discernimento: il sacramento della riconciliazione

Alla ricerca del discernimento: portati nella nuova creazione

Una via che scioglie i nodi, apre le strade

 

Domande a Spadaro

Dio e la logica

 

Un falso bene

Una Chiesa famiglia

Il falso buonismo della ragione astratta

Rivoluzionari utili al sistema

Ritrovare il contatto col proprio cuore semplice

Scegliere, non subire, la formazione e l’informazione e’ via decisiva contro lo sfacelo totale

Domande su san Francesco

Blogger & co, speranza di democrazia

Mt 22, 1-14

Si e’ realizzata la vittoria del cuore di Maria?

Il linguaggio di Gesu’

Domande: che significa “Rivelazione virtualmente piena di Gesù?

Non si fanno piu’ scelte definitive?

Il dramma dell’elitarismo

Tradizionalisti e modernisti: il rischio di un dialogo tra sordi

Domande sul tema dello sviluppo gentile di P. Benanti

Il peccato del mondo e nella Chiesa

Tradizionalismo e neomodernismo nella Chiesa figli della stessa distorsione

Vie della profezia

Il vulnus razionalista nella Chiesa

In un tempo in cui il potere spoglia i popoli dei risparmi, del lavoro, della propria ricerca identitaria, tutti costringendo nella formazione e nell’informazione del pensiero unico certi settori della gerarchia ecclesiale, autorevoli periodici, offrono il loro contributo al controllo di chiunque non accetti tale omologazione. Spesso in chiave variamente sanitaria, non ci si può permettere di dissentire dalla verità assoluta propugnata “a fin di bene” da pochi. La dittatura strisciante si fa sempre più arrogante. Si parla di difesa del povero, dell’emarginato, di partecipazione del popolo ma guai a non condividere il pensiero dominante.

 

Sottilmente impera anche in queste frange ecclesiali un pensiero tecnicista che svuota l’uomo. Lo si può rilevare in modo lampante nell’impostazione del rapporto tra spiritualità e psicologia. Il razionalismo imperversa e si vuole imporre come verità assoluta per esempio appunto in campo sanitario talora persino per vie legali. Di un’anima disincarnata si occupi il religioso, lo psicologo si interessi della psiche. 

 

Ma Giovanni non afferma nella sua prima lettera che ogni spirito che riconosce Gesù venuto nella carne è da Dio? Lo Spirito non scende come una colomba sul Figlio dell’uomo? Ossia senza calpestare la sua umanità ma con delicatezza, a misura, aprendola sempre più alla grazia? Allora l’insegnamento di Cristo va sanzionato perché osa affermare che solo nel suo Amore meraviglioso l’uomo può conoscere Dio e anche sé stesso? 

 

La psicologia può specializzarsi per esempio nel conoscere certe ferite umane. Certo le risposte prefabbricate, le spiritualità disincarnate o pragmatiste non aiutano la persona a trovare sé stessa. Ma qui si dice che la psicologia non deve sostanzialmente intervenire in questo campo con proprie domande, contributi. Appunto come raramente pare aver pensato di fare, in perfetta linea razionalista. Basta che la spiritualità non si occupi a sua volta di psicologia. E quando e chi decide dove è la linea di demarcazione? Ossia di scissione dell’uomo? Gesù non ha parlato di tecnicismi. 

 

Così emerge il disperato tentativo della dittatura tecnicista di assicurarsi un futuro: frammentare l’uomo. Invece sta gradualmente germogliando la via del discernere divino e umano del Gesù dei vangeli. In Lui l’uomo può sempre più trovare sé stesso. In Lui la psicologia può trovare le strade più adeguate per i suoi possibili contributi.

 

Ciò che fa rinascere l’uomo è l’Amore meraviglioso, a misura, di Dio per ogni specifica creatura. In questo Amore la persona può trovare risposte nuove alle ferite, alle strutturazioni, che appesantiscono la sua vita. E questo certo può avvenire in un cammino graduale, per il cristiano nella Chiesa e con l’aiuto di ciascuno. Ogni uomo nella propria personalissima ricerca identitaria e nello scambio con gli altri.

Un nuovo venire di Dio molto graduale o affrettato da segni particolari?

Nuove, liberanti, prospettive per scienza e fede

Alternative al crollo generale

Alle fonti della comunicazione

Nota all’intervento precedente

Valori di carta, pesta

Ha cambiato Dio il tuo nome?

Un brano evangelico che parla alle citta’

Maria e il seme di una grazia nuova

Antidoti all’omologazione

Germogli di un tempo nuovo

I fondamenti spirituali culturali di un nuovo discernimento in Gesu’, Dio e uomo

La crisi finale del razionalismo

Attesa di una mediazione: razionalista o traboccamento?

La preghiera di Gesù, alcuni aspetti

Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa. Una strada semplice e profonda

Vero e falso solidarismo

Maschile e femminile in Dio

La questione fontale del pendolo

Seminare la consapevolezza di una questione decisiva

Domande a Galli della Loggia sulla cultura della classe dirigente

La tecnica e il grande fratello

Fratelli piu’ uguali degli altri

La “pastorale” di Gesù

Possibili vie del traboccamento

Un possibile traboccamento

Che succede?

La confessione al tempo del coronavirus

Prudenza certo ma anche saggia vicinanza

Forse potrebbe arrivare un’altra stretta. Tra una prudenza burocratica e una prudenza vicina alla gente vi può stare un abisso. Bisogna trovare il modo di rincuorare le persone e portargli l’amore di Dio e della Chiesa. Uno spunto solo così, tutto da valutare, per riflettere e cercare insieme. Un prete per parrocchia che gira per il territorio col megafono e fa pregare tutti quelli che vogliono. E chi ha un’altra fede o non crede? Passi anche un rappresentante di ogni religione o filosofia. Non lasciamoci ingannare da giochini da azzeccagarbugli. Possibile non si trovi una soluzione adeguata? Preghiamo tanto.

Premessa ai commenti al vangelo scritti

Una chiave di sblocco della democrazia

La vita in abbondanza

Domande a Castillo

Domande sulla ministerialita’ nella Chiesa

I tre riduttivismi del razionalismo e alcune loro sfumature

Un sistema di carta, pesta

I tre punti del sistema

Forme di sinodalita’ e di partecipazione

Gesu’, i poteri religiosi, la politica

Interessante meditare su come Gesù viveva i rapporti con i vari orientamenti, con la politica.

Alcune esperienze

Domande

Vangelo e Tradizione

https://www.lastampa.it/2019/02/11/vaticaninsider/la-sincerit-o-lipocrisia-nel-trasmetterela-tradizione-apostolica-y16pfpw4KdWFfqrNkjX0DM/pagina.html

Una chiave di lettura

http://www.lastampa.it/2018/08/30/vaticaninsider/quella-sincera-apertura-del-papa-sempre-pronto-a-cambiare-quando-serve-YHlAKxyOb4Mb1IWgPCZKHP/pagina.html

Cose antiche e cose nuove

http://ilsismografo.blogspot.it/2017/12/mondo-il-gesu-nuovo-che-nasce-oggi.html?m=1

La sete fontale

Negletta, in certe guide, sete di luce

D. Giampaolo Centofanti, articoli, interventi

https://gpcentofanti.wordpress.com/author/gpcentofanti/

Piena occupazione

http://www.lastampa.it/2017/10/17/vaticaninsider/ita/commenti/lavoro-e-disoccupazione-rianimare-i-bisogni-di-una-societ-oggi-tanto-sofferente-IYZA6GnDXjG1NnhTRdXd1N/pagina.html

La chiave decisiva dell’accoglienza

La chiave decisiva dell’accoglienza

La gioia della profezia

http://www.lastampa.it/2017/10/03/vaticaninsider/ita/commenti/chi-profeta-DDINzNczrcnwWED5v4MlgM/pagina.html

E’ avvenuta la vittoria del cuore immacolato di Maria?

E’ avvenuta la vittoria del cuore immacolato di Maria?

Altri articoli

https://gpcentofanti.wordpress.com/author/gpcentofanti/

Articoli su Vatican Insider

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. Articoli di d. Giampaolo su Vatican Insider

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