Maria a Fatima ha detto che alla fine il suo cuore immacolato trionferà, padre Kolbe ha parlato di un’era dell’Immacolata, e Gesù ha spiegato ai suoi discepoli che molte cose aveva loro ancora da dire ma per il momento non erano capaci di portarne il peso, lo Spirito li avrebbe condotti verso la verità tutta intera ricordando loro quello che Gesù stesso aveva detto.
Può fare molto riflettere rilevare che Gesù non ha parlato di fede e ragione ma proprio del cuore, della coscienza spirituale e psicofisica (Lc 10, 27: da tutto il tuo cuore e in tutta la tua anima e in tutta la tua forza e in tutta la tua mente) che esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, a misura, come una colomba e in vario modo viene anche attraverso le situazioni, le persone (chi fa la volontà del Padre mio è per me fratello, sorella e madre). E proprio dalla riduttiva e distorcente impostazione di fede e ragione vengono mille distorsioni, svuotamenti, omologazioni, che stanno portando al crollo questa epoca, come osservo nei miei scritti. Impressionante vedere anche nella Chiesa la non di rado accanita difesa di fede e ragione, per cui ci si può chiedere cosa voglia significare questo “alla fine”. Senza la grazia non si può nulla, preghiamo incessantemente, cerchiamo, se Maria e Gesù ci concedono questa grazia, aiuti, per esempio nel dialogo dal vivo, da ovunque possano venire.
La Pasqua della cultura
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