La cultura della ragione astratta chiude in sé stessi nei propri ragionamenti. Schemi, codici di apparato, apparenze, falsamente neutrale, svuotante, tecnicismo a tutto campo, dittatura formativa e informativa, sono alcune delle naturali conseguenze di tutto ciò. Le opposizioni al sistema che restano in questa mentalità rafforzano, scientemente o meno, ciò che affermano di voler combattere. Al massimo fanno capo ad un altro burattinaio tra i pochi, in varia associazione ed in vario conflitto, che dominano il mondo. D’altro canto nel mondo globalizzato è davvero difficile con le impostazioni usuali poter per esempio sviluppare grandi media alternativi. Il burattinaio finanziatore serve.

Una via rivoluzionaria sarebbe dare spazio al volontariato. Persone che contribuiscono con le loro libere, vissute, esperienze, tra queste anche persone culturalmente molto preparate che collaborano gratuitamente con pochi professionisti. Oggi i liberi cercatori della vita spesso sono fuori da un circolo mediatico uniformato, come ha osservato papa Francesco. Ecco stimoli concreti alla libera ricerca e partecipazione. Nell’attuale situazione ogni questione sembra chiudere nell’implosione definitiva o necessitare di un oltre, di un salto di qualità. La scelta, fin dalla scuola, della formazione alla luce della identità liberamente cercata e nell’allora autentico scambio con gli altri apre la strada ad una possibile maturazione nella luce che in modo personalissimo illumina ciascuno. Solo la coscienza spirituale e psicofisica, solo il cuore, che ascolta questa luce viene portato in sé stesso e fuori di sé stesso incontro alla realtà profonda, agli altri. Senza l’apertura a tale crescita integrale come visto sopra la comunicazione, il dialogo, una più autentica partecipazione, democrazia, sono impossibili. Tutto va verso il crollo.

La maturazione sblocca la sinodalità

Le vie della crescita che vado proponendo aprono orizzonti concreti verso una vissuta sinodalità e verso una più autentica democrazia. E le due cose si alimentano tra loro pur da ottiche differenti. La sinodalità più profonda non può essere limitata ad un certo dialogare di alcuni che può risultare variamente intellettualistico e di apparato ma un graduale smuovere ciò che blocca una crescita autentica, un cercare strade che stimolino una crescita autentica, personale e comunitaria.

Pensiamo a genitori, aiutati anche dai nuovi media di cui sopra, che dialoghino con i propri figli sugli studi scolastici di questi ultimi alla luce di una libera ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Pensiamo a luoghi di incontro e di crescita a livello diocesano, secondo i bisogni, le possibilità, reali della gente, in una società che isola e chiude ai mille benefici della comunità vissuta. Pensiamo anche a momenti di scambio con altre culture e religioni. Pensiamo a laici, donne, suore, formati in profondi ed equilibrati cammini di fede, di crescita spirituale e umana. Preparati ad essere padri e madri spirituali. Pensiamo a cammini di fede secondo il possibile fondati sull’ascolto comunitario del vangelo. Semplici corsi possono essere utili come avvio al cammino personale e comunitario di fede, altrimenti rischiano di restare lezioni, che possono trasmettere più un’etica che l’apertura alla fede, al lasciarsi portare da Dio. Dove c’è mera etica vi è l’eterno pericolo della Babele della incomunicabilità. Solo l’apertura alla Luce, anche in un ateo che in essa non riceve ancora il dono della fede, porta oltre sé stessi. Persino Gesù chiamava fratello, sorella e madre, chi dialogava con lui sulla buona novella. Persino Gesù, come uomo, maturava in tale percorso. Meditando comunitariamente il vangelo, la vita concreta di Gesù, piena di mille sfumature, si va alle fonti di ciò che aiuta la crescita a tutto campo.

Gesù insegna l’Ave Maria

L’esperienza della fede porta molti a rilevare che Gesù, almeno talora, conduce alla madre e Maria a Gesù. Osservo che sotto la croce Gesù non ha consigliato al discepolo un Padre nostro ma, in qualche modo, un’Ave Maria.