Giovanni Battista riconduce i cuori dei padri verso i figli. Perché? Perché i padri non capiscono né si curano davvero di comprendere i figli. Sono, forse per ignoranza, sordi e presuntuosi. Il precursore riconduce anche i ribelli alla saggezza dei giusti perché i figli guardino con amore e comprensione i limiti dei padri e vivano nella comunione e nell’obbedienza. E come fa tutto ciò il nostro? Preparando al Signore un popolo ben disposto a riconoscere la venuta del Cristo, l’unico che scioglie i nodi e apre le strade.

Forse ci avviamo gradualmente verso una nuova era in cui Gesù, Dio e uomo, sarà riscoperto sempre più nel suo discernere concreto, divino e umano, nei vangeli. Anche nel suo crescere. E crescere con l’aiuto proprio di ciascuno. Con il fiume di vitali scoperte a tutto campo che ciò comporta. Mentre oggi si tende a vedere un Gesù non poco devozionistico deducendo i discernimenti concreti razionalmente invece che in un cammino di fede personale e comunitario, ecclesiale, che torna sempre nuovamente a lui, ai vangeli, in dialogo con le guide ed i fedeli ed in momenti distinti con ogni uomo. In una ricerca proprio perché portata da Gesù liberata dai formalismi culturali istituzionali ed invece partecipata a modo proprio da tutti.