Maria: il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa
Parola senza profeti (Vangelo di venerdì 21 agosto 2026 e commento)
Mt 22,34-40 venerdì 21 agosto 2026, San Pio X, papa
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
***
Alcuni notabili pongono a Gesù domande sulla legge e Gesù risponde sempre citando la legge e i profeti. Può essere uno stimolo anche oggi, anche e per certi aspetti prima di tutto per le gerarchie ecclesiali, leggere la Parola con l’aiuto dei profeti. Senza la grazia non si può nulla ma vi può talora essere il rischio di tornare alla sola legge, ad una Parola schematica e risaputa in una grande disattenzione verso la profezia che orienta, come egli stesso ha detto ai suoi discepoli, a comprendere il discernere concreto divino e umano di Gesù nei vangeli in modo sempre nuovo e più profondo.
Parola senza profeti (Vangelo di venerdì 21 agosto 2026 e commento)
Mt 22,34-40 venerdì 21 agosto 2026, San Pio X, papa
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «”Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
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Alcuni notabili pongono a Gesù domande sulla legge e Gesù risponde sempre citando la legge e i profeti. Può essere uno stimolo anche oggi, anche e per certi aspetti prima di tutto per le gerarchie ecclesiali, leggere la Parola con l’aiuto dei profeti. Senza la grazia non si può nulla ma vi può talora essere il rischio di tornare alla sola legge, ad una Parola schematica e risaputa in una grande disattenzione verso la profezia che orienta, come egli stesso ha detto ai suoi discepoli, a comprendere il discernere concreto divino e umano di Gesù nei vangeli in modo sempre nuovo e più profondo.