La fede e i pericoli (Vangelo di martedì 30 giugno 2026 e commento)

Mt 8,23-27, Martedì 30 giugno 2026, Santi primi martiri della Chiesa Romana

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
***
La paura viene dalla poca fede. Talora non è un peccato la poca fede perché ancora non si è ricevuta una grazia più manifesta. La fiducia nell’amore meraviglioso di Dio fa sempre più credere e gradualmente sperimentare la potenza della resurrezione nella grazia, con ogni bene. Su questa strada si attenua sempre più la paura profonda perché appunto si crede, si intuisce e si sperimenta, che Dio sa come sostenere nello Spirito, Dio sa come fare. Invece una certa paura dei pericoli è una cosa sana perché fa stare attenti a cercare di prevenirli e a come eventualmente affrontarli. Dunque in questo cammino si va verso un abbandono profondo in Dio che sa come fare e sta portando in una vita meravigliosa, verso più moderate ansie per i pericoli e anche verso una positività che viene da questo percorso che orienta a non fasciarsi la testa prima del tempo, a non ingigantire i problemi…