Ecco il mio servo (Vangelo di sabato 18 luglio 2026 e commento)

Mt 12,14-21 sabato 12 luglio 2026, XV settimana del Tempo ordinario anno pari

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».
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Le vie di Gesù sono quelle dell’abbandono sereno e fiducioso all’amore sapiente del Padre che sa per quali vie delicate aprire il cuore di ciascuno nel cammino della storia. Strade spesso umili, nascoste, quotidiane e non strade di efficientismo esteriore, di imposizione dall’esterno… È impressionante vedere come Gesù viene sulla terra e per trent’anni nessuno lo conosce e poi nei due e mezzo circa della vita pubblica come affronta con pace interiore, con totale fiducia, le sofferenze dei mille ostacoli che incontra anche dove avrebbe dovuto trovare persone in fervorosa attesa del suo venire; come è profondamente impegnato ma anche sa fermarsi, ritirarsi in preghiera, non è smanioso di produrre risultati visibili e quantitativi…