Mt 5,13-16, martedì 10 giugno 2026, decima settimana del Tempo ordinario, anno pari
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
***
Gesù parla un linguaggio spirituale, certo non si tratta dunque di fare vedere cose buone nemmeno a fin di bene. Gesù stesso in certi commenti viene presentato in tal modo: come una persona che fa cose che a lei non servono per insegnare, dare l’esempio, agli altri. Ma Gesù vive cose di cui lui per primo ha bisogno. E così ci insegna il vero cammino della crescita. Per esempio non si fa battezzare dal Battista per dare l’esempio ma perché come uomo ha bisogno di ricevere il battesimo che come Dio porta a pienezza. Dunque la luce che vedono gli uomini è la grazia che accolta nella propria vita si diffonde in tutto il mondo celeste e terrestre e non qualcosa di solo materiale a vantaggio esclusivo di chi può entrare in quel contatto materiale.
Cosa significa fare vedere opere buone? (Vangelo di martedì 9 giugno 2026 e commento)
Mt 5,13-16, martedì 10 giugno 2026, decima settimana del Tempo ordinario, anno pari
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
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Gesù parla un linguaggio spirituale, certo non si tratta dunque di fare vedere cose buone nemmeno a fin di bene. Gesù stesso in certi commenti viene presentato in tal modo: come una persona che fa cose che a lei non servono per insegnare, dare l’esempio, agli altri. Ma Gesù vive cose di cui lui per primo ha bisogno. E così ci insegna il vero cammino della crescita. Per esempio non si fa battezzare dal Battista per dare l’esempio ma perché come uomo ha bisogno di ricevere il battesimo che come Dio porta a pienezza. Dunque la luce che vedono gli uomini è la grazia che accolta nella propria vita si diffonde in tutto il mondo celeste e terrestre e non qualcosa di solo materiale a vantaggio esclusivo di chi può entrare in quel contatto materiale.