Il cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa

Mese: Gennaio 2021

I concili, il vino vecchio e quello nuovo

Un nuovo rapporto Chiesa-mondo

La citta’ di Dio dentro quella dell’uomo

La rivoluzione sociale della semplicita’

Poteri subdoli e manipolativi

I preti e la psicologia

Meditazioni per i pastori

I preavvisi catastrofici nella Bibbia

Fake news o fake spirits? La politica dei buontamponi

Elezioni in presenza, no allo “smart” vote

Intervista a Gesu’

Doni della comunione concreta

Una cultura poco interessata al vero e ai suoi scopritori

Un falso bene che manipola e distrugge

Gesù compiva più miracoli allora che oggi?

Rinnovo delle promesse battesimali

La dittatura e la brezza leggera dello Spirito

Domande sul pensiero unico

L’eterogenesi dell’uomo fatto robot

L’Epifania e la sinodalita’

Aspirare ancora alla vittoria di Pirro

Dove si resta sulla, pur diversa, tecnica l’umano si perde, il vero ascolto, il vero dialogo, si perdono, le persone e la partecipazione vengono soffocate. Restiamo in quella cultura della mera erudizione che sta tarpando le ali ai giovani e a tutti.
https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

Metanoeite: significato greco del “convertitevi”

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1, 14-15). La parola del testo originale, μετανοειτε, non indica, per certi versi moralisticamente, una conversione ma un percepire oltre. Il regno dei cieli è vicino, lasciatevi portare oltre gli schemi, le paure, le ferite, attraverso le quali leggete la realtà.

Persino la Parola di Dio la possiamo rinchiudere nella nostra comprensione. Invece essa va accolta come un seme che ci porterà oltre. Basarci su quello che vediamo, ascoltiamo, comprendiamo, è una tendenza così naturale che solo la grazia, accolta, ci può condurre oltre. Mostrandoci che vi si poteva vedere, udire, comprendere e così vivere, altro.

Un rinnovamento continuo di tutta la nostra umanità, del nostro cuore profondo, delle nostre più radicate impostazioni culturali. Quando Gesù comincia a manifestarsi più pienamente nella nostra esistenza si aprono orizzonti infiniti di vita nuova. Per noi e per gli altri: il regno di Dio. Dunque Cristo viene al tempo opportuno ad aprire con discrezione e delicatezza, a misura, il nostro cuore alla fiducia, alla speranza, nel suo amore onnipotente. Fiducia, speranza, in un oltre. Non restare chiusi nella situazione come la vediamo noi, talora senza sbocchi. Prega, abbi fiducia, spera, in un oltre che con uno sguardo ripiegato non ti aspettavi.

Uno spettro si aggira per il mondo: la libera comunicazione

Internet potrebbe venire usato per sviluppare la partecipazione invece il sistema cerca di silenziare in mille modi voci diverse. Non si dovrebbe, visto che esiste ora questa possibilità, permettere perlomeno liberi commenti su tutti i media? L’apparato si difende sostenendo che si tratta di voci non controllate. Controllate da chi? Da chi con il pensiero unico ha svuotato, manipolato e spogliato di tutto la società? Non dovrebbe invece una democrazia favorire la libera formazione, partecipazione, delle persone stimolando così una sempre più profonda maturazione anche nel valutare gli interventi altrui?

I media continuano a impedire non solo gli interventi tra l’altro di molte persone preparatissime ma persino i commenti, a ridurli al lumicino, a silenziarli a piacimento. Già questa è una cartina di tornasole del pensiero uniformato e manipolato. E rivela il timore di ciò che può avvenire se si diffonde la consapevolezza delle nuove vie di resistenza.

Oggi i commenti, dove consentiti dai media del sistema, sono di gran lunga più originali e interessanti delle grige veline della odierna Nomenklatura.

La democrazia del solidarismo omologato, dunque del mero fare, tecnicista come ogni cosa in essa, sta conducendo sempre più velocemente la società al crollo. Nella società che distrugge tutto con la formazione e la comunicazione bisogna sviluppare una variegata resistenza in tali campi. Per esempio appunto pretendere la libertà di commento ovunque, creare reti di pubblicizzazione dei commenti non ammessi, anche così rivelare concretamente la presenza di un mondo finora ignoto e ricco di mille contributi, stimoli, da offrire.

Usare i media anche del sistema come punti di incontro per i commenti stimolando dunque il servirsi di quelli che li consentono lasciando da parte gli altri. Vi è tutta una nuova resistenza da sviluppare.

Trovare i punti di debolezza dei sistemi di manipolazione per sviluppare i semi di una nuova democrazia: per esempio creare canali di comunicazione alternativi durante lo smart working; aiutare una formazione alternativa per gli studenti da casa. Favorire così in mille modi la formazione di reti dal basso. Al punto che il potere dovrà temere gli stessi sistemi che adopera per annullare la gente.

Una democrazia che sviluppi, esiga, trovi comunque le vie, per la libera formazione e partecipazione.

Non di solo pane vive l’uomo. Un significato talora equivocato

Non di solo pane vive l’uomo non significa che da un lato vi è il pane, il bisogno materiale e dall’altro il bisogno spirituale. Anche il pane ricevuto da Dio è un dono spirituale. Una cosa accaparrata fuori della volontà di Dio rischia di far male, anche se Dio nella sua misericordia cerca alfine di volgere al bene anche il male che ci procuriamo da noi stessi. Appena torniamo a Lui. La grazia è divina e umana in Gesù, separare l’aspetto spirituale e quello umano è frutto di visuali riduttive, che possono finire per scoraggiare la crescita.

Il sistema, il deep state, al potere è il frutto di una cultura ormai svuotata di tutto. Per cui chiunque lo sostituisse avrebbe solo per questo un titolo di merito. Ma le soluzioni concrete richiedono un salto di qualità. Il passaggio dal tecnicismo alla libera formazione, fin dalla scuola, nella identità ricercata e nello scambio con le altre. Il solo apparente paradosso è dunque che ci si avvia sempre più diffusamente a comprendere che la mera praticoneria tecnicista spoglia non solo di valori morali ma nel tempo di tutto, anche delle cose più concrete. https://gpcentofanti.altervista.org/la-spiazzante-eterogenesi-dei-fini/

Gesu’ spiazza

Meditiamo nei vangeli come Gesù leggeva le Scritture. Cogliendone il senso, in modo innovativo e fulminante proprio restando sensatamente molto attento alle parole usate dalle Scritture. Così rileva che Davide aveva già intuito un Dio uno ma non mono: dice il Signore al mio Signore.
Dunque sì cogliere il senso e non la mera forma ma anche non ridurre a mera forma un senso profondo che, almeno nel cammino di conversione, si potrà tendenzialmente cogliere.
È il problema che emerge nel non indurci in tentazione: Gesù insegna a chiedere ogni bene spirituale, umano, materiale e anche insegna che Dio non ci darà nulla che ci possa fare male, che prende il buono profondo delle nostre preghiere, ci insegna a chiedere cose buone. Una lettura intellettualista non coglie il senso complessivo del Padre Nostro ma viviseziona le singole parole estrapolate dal contesto. E può finire per risolvere allora il problema pragmaticamente, cambiando le parole del testo. Ogni cosa nasce dalla centratura sempre più profonda in Gesù, Dio e uomo, nel suo discernere, superando filosofie e culture più terrene. Il dono è aprire un varco sempre nuovo nella nostra mentalità, intuire che Cristo porta oltre, imparare in Lui da tutti, spesso dai piccoli. Quindi qui troviamo stimoli ad uscire dal razionalismo, dalla cultura dei meri ruoli, delle mere competenze, dei tecnicismi, per entrare nella ricerca autentica del vero: immaginiamo un profeta in antropologia teologica? Il razionalismo-tecnicismo sta svuotando la società conducendola al crollo. La competenza specifica non è svilita ma arricchita in questa ricerca integrale e comune.
La questione del Messale stesso si può dunque leggere in modo sempre nuovo in Gesù in questa direzione. E la direzione di Cristo spiazza meri conservatori e meri novatori perché Lui è l’alfa e l’omega. Ci induce a tornare a Lui, al vangelo, sempre più profondamente. Come vediamo nel suo stesso leggere le Scritture.
“E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!” (Lc 5, 37-39). Significativamente questa parabola viene talora letta intendendo che siccome bisogna mettere il vino nuovo in otri nuovi nell’ultima frase Gesù mostra comprensione per chi fatica in questo rinnovamento essendo attaccato al vino vecchio. Ma Gesù non disprezza le cose davvero buone (χρηστός può forse indicare: il vecchio è quello buono). Lui è il vero vino vecchio e il vero vino nuovo. Nel vecchio di Gesù vi è l’infinito nuovo, il suo amore meraviglioso sempre da scoprire. Com’è diverso anche qui leggere con una logica astrattamente consequenziale o cercando di lasciarsi portare nel senso profondo della parabola.

La spiazzante eterogenesi dei fini

È drammatico e interessante constatare le conseguenze del razionalismo. Ormai giunge a ciò che era stato ampiamente previsto. Un pensiero unico, tecnicista, omologante. La gente è spogliata di tutto.  Ma è interessante anche rilevare gli stimoli che tale situazione può generare. Non restare chiusi nel proprio orticello ma aprirsi al libero sviluppo della propria identità e del solo allora autentico scambio con le altre. Aprirsi alla partecipazione pluralista. Si è quasi “costretti” all’autentica ricerca umana se non si vuole anche criticando il sistema finire per fare il suo gioco. Infatti come previsto da filosofi e scrittori vari il punto è che il vero dominatore oggi non sono i vertici dell’attuale establishment, la finanza e le big tech, ma il tecnicismo stesso. La vera, necessaria, rivoluzione è aprire davvero il cuore all’umano. I calcoli, le miopi difese, sono tecnicismi. Non animano la gente, restano discorsi tra quattro gatti. E ancora una volta potremmo dire che, in un modo o nell’altro, qui gatta ci covid.

Una nuova resistenza

Davvero tragicomico che i media del sistema si mostrino preoccupati dei pericoli della incontrollata partecipazione sui social della gente. Ma non è il sistema del pensiero omologato, tecnicista, che ci sta spogliando di tutto? E non dovrebbe essere la maturità delle persone a valutare le riflessioni che circolano? Anche in un fecondo e pluralistico scambio. Il sistema cerca di svuotare la autentica crescita delle persone e per di più le giudica immature se non dicono esattamente quello che vuole.

Una strada è quella di dare spazio ai media che consentono i liberi (per esempio consentendo fino a 5000 battute, lasciando inserire almeno un link) commenti agli articoli. E potendo scoprire che spesso sui media del sistema sono più interessanti le chiose che gli articoli stessi. I pezzi giornalistici potranno venire (e già oggi accade) scritti in modo da condizionare, preorientare, le glosse ma il criterio sarà comprendere che certe risposte non apparentemente in sintonia cercano solo di toccare la radice delle questioni. In un dialogo autentico e non prefabbricato. Si potrà anche scatenare una lotta per confondere, per esempio con molti falsi commenti. Ma quando si arriverà a quel punto ormai si sarà forse, per esempio, sviluppata una informazione alternativa, pluralistica.

Verrà stimolata una rete di citazione delle annotazioni non permesse… Nell’epoca della dittatura comunicativa bisogna sviluppare una nuova resistenza, comunicativa. I media che non consentono commenti già così testimoniano di voler imporre il loro pensiero.

Il cuore del Buon Pastore

https://drive.google.com/file/d/1gBSlnIU3yZkbgoWc5Xv1i6ADqr_ux6CU/view?usp=drivesdk

Le pantomime del sistema

Il libero dialogo è la via che stimolando il confronto favorisce ricerche vissute, partecipazione, superando l’omologante tecnicismo che sta svuotando e portando all’implosione la società. Oggi a causa del pensiero unico gli spunti più interessanti si trovano spesso nei blog personali, nei siti gestiti dal basso, nei commenti agli articoli. Bisogna profondamente capire questo. Ormai le voci libere e preparatissime bisogna scovarle così e per scovarle bisogna volerlo, non chiudendosi nel proprio miope orticello facendo il gioco del potere. Inoltre è fondamentale il contributo di ciascuno perché già con la sua stessa vita, esperienze, domande, difficoltà, può aiutare chi ha desiderio di ciò a comprendere meglio la situazione e le possibili vie di soluzione. Non per nulla l’apparato teme queste voci ma significativamente rileva che non sono soggette a controlli mostrando i propri veri intenti: non si vede che la formazione e l’informazione soggette all’asfissiante controllo di chi domina hanno spogliato la gente di tutto? Il vero riferimento sarebbe permettere la libera maturazione e partecipazione delle persone rendendole sempre più consapevoli e dunque pronte a riconoscere le veline del pensiero unico così come qualsiasi forma di immaturità. Oggi questa è la via principale. Siamo agli esordi di passaggi significativi: la storia li indica spesso prima di tutto con il graduale calare del prestigio della classe dominante di cui si smascherano sempre più diffusamente le vuote pantomime. Per cui fare parte del sistema, di vario potere, culturale, informativo, diviene un titolo di demerito. Ecco nel breve testo seguente un altro insegnamento della storia: https://gpcentofanti.altervista.org/linganno-decisivo-nella-storia/

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