Si cercano soluzioni tecniche o troppo spiritualistiche allo svuotamento che dilaga senza più nemmeno riuscire ad avvedersi che fin dalla scuola i giovani sono immersi in questo nulla scientista, omologante.

Senza la bellezza, la vivezza, di una libera formazione, nella vissuta identità ricercata e nello scambio con le altre.

Viviamo in una dittatura soft che decide in cosa devi credere, cosa devi pensare, che ti divide da una ricerca insieme agli altri perché non ti dà la possibilità di partecipare. Devi sempre sentirti ripetere il ritornello del sistema. Il vero potere sono la formazione e l’informazione. Lo stesso pensiero, le stesse opere, rischiano di restare preventivamente incanalati dentro le categorie intellettualistiche, tecnicistiche, che hanno omologato, svuotato, la società. Aprire ciascuno per come può spazi in questa nuova direzione. Le guide devono crescere in mezzo alla gente, con la gente. Solo così ciascuno può trovare il giusto senso del proprio ruolo, delle proprie competenze. 

 

Sentinella, quanto resta per il crollo?